Utente
Salve, sono un ragazzo di 27 anni e da un anno e mezzo soffro per una ragade anale. L'anno scorso feci una terapia di 3 mesi con Nitroglicerina, ma dopo 2 mesi di sollievo la ragade tornò a farmi male, e il medico decise di operarmi (settembre 2016), sfinterotomia laterale. Per alcuni mesi i dolori son diminuiti parecchio, se prima ad ogni evacuazione usciva sangue e lo sfintere andava in ipertono (causando dolori che non mi permettevano per 1 o 2 giorni di muovermi), dopo l'operazione la situazione migliorò, ma continuavo ugualmente ad avvertire dolori e ad avere piccole perdite di sangue, ma il medico operante mi assicuró che stava andando per il meglio e che ci mancava pochissimo perchè la ragade si cicatrizzasse. Lungo tutto questo periodo ho fatto il possibile per ammorbidire le feci con acqua, fibre e uno sciroppo per sciogliere le feci, perchè non andavo di corpo del tutto morbido, e mi causò delle preoccupazioni.
Col tempo però i dolori peggiorano, e quando ritorno dal medico mi dice che la ragade purtroppo è rimasta. Non era guarita. Da lì mi ha suggerito di ricominciare la terapia con la nitroglicerina per 2 mesi, ma ad essa accompagnandoci l'utilizzo dei dilatatori anali, di 3 misure, ogni misura 2 volte al dì per 10 giorni, e crema Dilatan. Per 2 mesi i dolori sono spariti, ed ero finalmente contento dell'ottimo miglioramento della situazione.
Ora introduco però un altro problemino di salute che da tempo prima mi portavo avanti ma che ha avuto ripercussioni solo ora. Già da prima dell'operazione a settembre, notavo nell'evacuazione una strana consistenza delle feci: ogni volta che andavo di corpo, queste uscivano prima piu compatte, per poi uscire molto morbide, QUASI liquide. Al tempo gli diedi poca importanza perchè i medici mi consigliavano continuamente di bere molto e assumere fibre, e che non c'era bisogno di chiedere a dietologi o altri specialisti perchè bastava solo andare leggero di corpo.
Con i mesi che passano la situazione al bagno rimase identica, solo che iniziai ad avvertire strani crampi all'intestino, qualche volta al giorno, per poi diventare piu frequenti col passare dei mesi.
Quando il medico che mi operò alla ragade mi disse che non era guarita, decisi di rivolgermi anche ad un gastroenterologo per risolvere i problemi dell.intestino. Mentre faccio visita e analisi (parliamo di Marzo 2017), nello stesso periodo tutto peggiora: le feci escono SOLO liquide, inoltre evacuando anche solo per "cacciare l'aria", e il tutto ha spezzato l'ottimo miglioramento della ragade, che allo stato attuale mi provoca dolori identici (se non peggiori) a prima dell'operazione, causa un ipertono sfinterale che si protrae per giorni dopo l'evacuazione. Purtroppo se prima non correggo il mio modo di andare al bagno, non posso praticare nulla sulla ragade, e sono pertanto in attesa del risultato degli esami. Nel mentre, il gastroenter. mi ha consigliato imodium, ma per bloccare il dolore della ragade non ho nulla.
Spero possiate aiutarmi

[#1]  
Dr. Andrea Favara

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Consideri una colonscopia. Prego.
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[#2] dopo  
Utente
Una colonscopia nelle mie condizioni non sarebbe invasiva, considerando che sto quasi sempre in ipertono? È possibile farla in anestesia totale?

E per quanto riguarda gli antidolorifici, ce n'è qualcuno che posso usare in tranquillità? Questi giorni ho provato ad usare Nimesulide e Tachipirina, ottenendo risultati accettabili, ma non so se è il caso o meno di continuare a prenderli; considerando che li assumerei ogni qualvolta ho dolori non vorrei che alla lunga mi facessero male.
Grazie per la risposta

[#3]  
Dr. Andrea Favara

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No.
Non e' necessario.
Certo, tutti i farmaci hanno effetti collaterali in genere dose dipendenti. Prego.
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