Utente 447XXX
Cari Dottori,
vi scrivo per chiedervi consigli riguardo la mia situazione al quanto ambigua.
A seguito di un viaggio in Sud America, ho avuto problemi di emorroidi. Al rientro in Italia, a gennaio 2017, mi reco dal medico di famiglia.
Il medico curante mi diagnostica un emorroide trombizzata e mi prescrive una pomata specifica per il trattamento delle emorroidi. Dopo circa una settimana di applicazione locale di pomate, si verifica il “collasso” dell’emorroide stessa con fuoriuscita di sangue e pus e conseguente attenuazione del dolore.
Dopo circa cinquanta giorni dal suddetto evento, la lesione non è più visibile in sede anale, ma continuo ad accusare fastidi e bruciore durante la defecazione.
Mi reco nuovamente dal medico curante che mi diagnostica una fistole perianale e mi suggerisce di applicare pomata di ittiolo per dieci giorni (applicazione esterna).
L’ applicazione della suddetta pomata provoca il drenaggio di materiale denso e filamentoso, dal colore giallo chiaro. Il gonfiore in sede anale si attenua significativamente ma non scompare e continuo ad accusare dolore e bruciori durante la defecazione.
Mi reco da uno specialista Proctologo (Dottor A) che anch’ esso, a seguito di una palpazione della regione anale e senza l’ausilio di strumenti meccanici, mi diagnostica una fistole perianale. Mi consiglia la sospensione dell’ittiolo e suggerisce l’intervento chirurgico per la risoluzione radicale del problema.
Esposi al Medico l’impossibilità di poter effettuare l’intervento a stretto giro a causa di motivi lavorativi che mi costringono ad effettuare frequenti trasferte da Nord a Sud.
Allora il medico suggerisce una cura antibiotica ( Flagyl 250 ogni 8 ore per 7 giorni) in modo tale da valutare eventuali miglioramenti a seguito delle cura stessa.
A seguito della cura antibiotica, scompaiono i sintomi e non accuso fastidi per circa 15 giorni.
Ma, al mattino seguente di un lungo viaggio in pullman, si ripresenta nuovamente il dolore ed il gonfiore.
Ricontatto telefonicamente il Dottor A, che mi prescrive nuovamente una cura antibiotica (questa volta Ciproxin 500 da assumere 2 volte al giorno per 7 giorni).
Grazie alla nuova cura, in circa 4 giorni, si verifica la graduale fuoriuscita di materiale dalla “fistola “ed i sintomi scompaiono.
Nel frattempo, mi reco da un altro Specialista Proctologo (Dottor B). Quest’ ultimo sostiene che io non sia affetto da una fistole ma bensì da una ragade e che il materiale che drena sia sangue misto a muco.
Quest’ ultimo Specialista mi somministra pomate (Trofodermin e Antrolin), da applicare 3 volte al giorno per un lungo indefinito periodo di tempo. A questo punto mi trovo costretto a dover effettuare una visita presso un terzo specialista in quanto le due precedenti diagnosi sono contrastanti. Volevo chiederti cose ne pensate della situazione in generale e se l ‘applicazione delle pomate per curare le ragadi, nel caso in cui io abbia una fistole, possano peggiorare la situazione.
Grazie.

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Dr. Andrea Favara

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[#2] dopo  
Utente 447XXX

La ringrazio molto per la disponibilità.
Saluti.