Utente 330XXX
Buongiorno,
verso metà ottobre mi è comparso un rigonfiamento doloroso in zona perineale (tra l'ano e lo scroto) che ha successivamente suppurato, a dicembre ha avuto un drenaggio spontaneo, poi in seguito a visita chirurgica è stato pulito, specillato e zaffato. All'anoscopia non erano emersi tramiti con il canale anale.
A fine dicembre lo zaffo è stato rimosso, e verso metà gennaio persisteva una minima secrezione dal foro dell'ascesso.
In seguito a visita proctologica presso l'ospedale, fu prospettata la possibilità di una fistola anale, e in seguito a mia insistenza mi fu consigliato di sottopormi a ecografia anale, che ho eseguito presso l'ospedale di Treviso da un noto professionista.
Tale ecografia, seppur eseguita senza contrasto in quanto il foro dell'ascesso si era richiuso, ha escluso la presenza di fistola anale.
Il proctologo ne ha dedotto quindi essere una cosa sottocutanea e mi ha proposto una messa a piatto della cavità ascessuale da eseguirsi in sala operatoria.

Mi sono sottoposto all'intervento a fine marzo, in anestesia locale, e nel referto è scritto "asportazione della cavità ascessuale". L'incisione, lunga circa un 5 cm, è stata suturata, ma dopo pochi giorni uno dei punti di sutura applicati è saltato e si è creato un piccolo foro secernente sangue e siero.
I punti sono stati rimossi circa una settimana dopo l'intervento, e la sutura ha tenuto fino a metà aprile, dopodiché si è aperta.
Sono rimasto quindi con la ferita completamente aperta, e il proctologo mi ha detto che a questo punto si dovrà chiudere per seconda intenzione e che questo è meglio in quanto mi evita future recidive.

Da fine marzo la ferita è ancora aperta e continua a spurgare, non accennando a richiudersi.

All'ultima medicazione, giovedì scorso, ho trovato il chirurgo che mi ha operato.
Ha cauterizzato la ferita con del nitrato d'argento e rimosso del tessuto di granulazione con il cucchiaio, il tutto a detta sua per accelerare la guarigione.
In seguito a tale trattamento, ho avuto una secrezione molto, molto abbondante, di colore bianco/trasparente per circa 4 giorni e abbastanza dolore.
Tra ieri e oggi la ferita ha iniziato a secernere molto meno, ma nonostante sia passato un mese e mezzo dall'intervento non inizia ad asciugarsi e richiudersi. Non sembrano esserci segni di infezione.

So che tutti mi hanno detto che ci vuole pazienza e che sono cose lunghe, ma sto iniziando a preoccuparmi seriamente. Possibile che dopo un mese e mezzo la situazione sia quasi uguale a dopo l'intervento? oltretutto sono in malattia da un mese e mezzo e ciò potrebbe procurarmi dei problemi a livello lavorativo.
E' il caso di chiedere il parere di un altro proctologo?
Mi scuso per la lunghezza del messaggio, ma l'iter che ho dovuto descrivere è abbastanza lungo.

[#1]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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A distanza non possiamo esserle di aiuto, non possiamo confermare né contraddire quello che le è stato detto.
Una visita di controllo presso altro proctologo potrebbe aiutarla a dirimere il dubbio.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#2] dopo  
Utente 330XXX

La ringrazio per la sua rapida e gentile risposta.
A prescindere dall'attribuzione della patologia (ascesso o fistola) e dal trattamento ricevuto, per il quale prenderò in seria considerazione un altro consulto, quello che mi premeva di più era sapere se le tempistiche di guarigione della ferita possono essere compatibili con quanto ho scritto o se c'è qualcosa di anomalo.

[#3]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Un ritardo di cicatrizzazione può riconoscere diverse cause, una ferita che richiede una cauterizzazione con Nitrato d'argento è una ferita che tarda a cicatrizzare, cosa ben diversa è se siamo in presenza di una recidiva, questa anche se presenta le caratteristiche di un ritardo di cicatrizzazione non guarirà.
Questo sospetto potrebbe essere avvalorato o smentito con una visita diretta.
Cordiali saluti.
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
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[#4] dopo  
Utente 330XXX

procedo allora a fissare un altro consulto, sperando (ma inizio a dubitare) che non mi venga proposto un secondo intervento.
A detta del mio medico di base il ritardo di cicatrizzazione è dovuto al fatto che sono fumatore (fumo circa un pacchetto al giorno) e ha detto che se non fumassi sarei già guarito da un pezzo.
Sinceramente a me sembra eccessivo, ok che il fumo fa male ovunque ma non credo in tale misura.

[#5] dopo  
Utente 330XXX

ringraziando il dr. D'Oriano per le cortesi e pronte risposte, rinnovo la domanda.
il ritardo di cicatrizzazione può essere dovuto al fumo? è proprio indispensabile smettere completamente dall'oggi al domani per poter cicatrizzare la ferita o anche una significativa riduzione del numero di sigarette (da 25 a 5) potrebbe aiutare? avendo una dipendenza così forte e di lunga data, smettere completamente dall'oggi al domani mi risulta molto difficile se non impossibile

[#6]  
Dr. Giuseppe D'Oriano

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Si! È dimostrato che il fumo ritarda i processi riparativi. Una riduzione drastica del numero di sigarette potrà esserle di aiuto se non esistono altre cause.
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