Utente
Ho 31 anni e mi e' stata diagnosticata la presenza di un rettocele con prolasso di emorroidi interne ed esterne, suggerendo Intervento STARR sec. tecnica Longo.
Vorrei capire quali sono le possibili conseguenze e rischi connessi a tale intervento (ed in particolare dovuti all'uso dello Stapler circolare), nonche' complicazioni post-operatorie (avendo letto possibile formazione di ragade mai avuta in precedenza, nonche' rilassamento muscolatura della zona operata, ecc.)
E' davvero definitivo se condotto da persone esperte (nel mio caso, il medico Longo, inventore della tecnica)?
Quali i tempi per tornare al lavoro d'ufficio?
grazie infinite

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Dr. Giuseppe D'Oriano

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Cara utente il rettocele si corregge con la STARR.Personalmente ho eseguito più di 100 STARR, non rappresentano una casistica eccezionale ma non ho avuto complicazioni,probabilmente per puro caso ,o perché sono particolarmente cauto nell'escuzione dell'intrvento.La descrizione di fistole retto vaginali,complicanza più temibile,penso più che una complicanza,sia un errore di tecnica.La ragade non è una complicanza della STARR.IL rilassamento muscolare al quale lei si riferisce,probabilmente inteso come incontinenza degli sfinteri, dovuta alla dilatazione del kit usato per l'esecuzione dell'intervento,se presente ,è sicuramente reversibile.La ripresa di un lavoro sedentario avviene in circa in una settimana.Distinti Saluti Dott. Giuseppe D'Oriano
Dr.Giuseppe D'Oriano Docente Scuola Speciale A.C.O.I. di Coloproctologia. Chirurgo Colonproctologo.
www.drgiuseppedoriano.blogspot.com

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Dr. Michele Schiano Di Visconte

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Gent.le Signora,
La presenza di rettocele implica la necessità di effettuare l'intervento chirurgico solo ed esclusivamente se tale reperto si accompagna ad una sintomatologia clinica ben precisa che è meglio conosciuta come sindrome da defecazione ostruita. In ogni caso e personalmente, in pazienti così giovani, eseguo l'intervento solo se strettamente indispensabile e dopo un adeguato periodo di riabilitazione della muscolatura del pavimento pelvico senza alcun risultato clinico. La complicanza più temibile è la formazione di una fistola retto-vaginale e cioè di una anomala comunicazione tra retto e vagina. Si tratta di una complicanza estremamente seria ma di eccezionale riscontro se l'intervento viene eseguito con tecnica corretta. La complicanza, invece, più frequente è rappresentata dal sanguinamento post-operatorio e da una sensazione di dover evacuare frequentemente nel corso della giornata senza che poi lo stimolo sia seguito da una reale defecazione: tale disturbo scompare nell'arco di alcune settimane dall'intervento. Per quanto riguarda la ragade anale non è una complicanza della starr mentre l'incontinenza ai gas e alle feci può presentarsi in pazienti che avevano già delle lesioni sfinteriali che l'utilizzo del dilatatore può accentuare.La ripresa del lavoro è in genere rapida. Cordiali saluti. Dr. Michele Schiano di Visconte
Dr. Michele Schiano di Visconte

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Dr. Enrico Guarino

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gent.le signora indubbiamente il rettocele rappresenta una patologia molto frequente nelle donne e spesso si associa a patologia emorroidaria più o meno avanzata. ma prima di decidere per il trattamento chirurgico è necessario, soprattutto in casi di persone giovani ad una serie di esami diagnostici rappresentati da defecografia, manometria anorettale, ecografia transrettale e rettoscopia. una volta confermata la diagnosi va classificato il grado e associandolo al corteo di sintomi si decide se sia o meno il caso di procedere ad un trattamento del rettocele. A mio parere in caso di un quadro di rettocele inferiore al II grado della classificazione di Marti e consigliabile trattare la patologia emorrodiaria e soprassedere sul trattamento del rettocele.
Per quel che concerne le possibili complicanze a breve e a distanza, in caso di trattamento impegando la tecnica STARR concordo con i colleghi che mi hanno preceduto.
cordiali saluti
enrico guarino
medico chirurgo
dr.enricoguarino@gmail.com