Utente 174XXX
Gentili Medici,

Il mio problema riguarda una dermatite al canale auricolare.
I primi problemi risalgono a più di due anni fa, quando iniziai ad essere trattato con cortisonici, che si dimostravano immediatamente efficaci e portavano ad una remissione della malattia (qualificata come dermatite seborroica) anche per mesi. In seguito, il rimedio cortisonico tipo localyn oto non aveva più grande effetto, e peraltro il medico che mi aveva in cura mi sconsigliava di utilizzarlo con eccessiva frequenza. Dopo mesi di sopportazione, con qualche goccia di cortisonico ogni tanto, ho fatto altre due cure. La prima con travocort (3 gg) seguito da travogen (10 gg) e poi crema emolliente, che ha avuto risultati apprezzabili ma non molto duraturi. La seconda con clobesol crema e diflucan compresse(dieci giorni, seguiti da terapia con crema emolliente). Questa volta per un paio di mesi sono stato relativamente bene, ma poi il solito riemergere del prurito, del rossore, delle crosticine talvolta purulente.
A questo punto ho fatto un tampone cutaneo (e mi chiedo perché non sia stato fatto in precedenza) che ha rilevato la presenza di stafilococco aureo. Dieci giorni di eritromicina crema (cui risultava sensibile) due volte al giorno. All’inizio la situazione è addirittura peggiorata (forse una coincidenza), con un’espansione dell’area colpita fuori dal canale auricolare, nelle immediate prossimità, con presenza di crosticine. Poi il problema è rientrato, permanendo peraltro un certo rossore. Finiti i dieci giorni l’altro ieri. E di nuovo prurito (insopportabile), rossore, secchezza (nonostante physiogel crema abbondante) e a breve crosticine, già le sento. Che lo stafilococco sia ancora lì? O piuttosto che non avesse un gran ruolo in tutto ciò?
Non so proprio più che fare. Non ho nemmeno intenzione di continuare con cortisonici. I medici che mi hanno seguito, per quanto sempre competenti, non sembravano immuni da un certo fatalismo. Qualcuno può darmi dei consigli, o delle spiegazioni? Vi ringrazio fin d'ora.

[#1] dopo  
Dr. Marco Spagnoletti

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Gentile Utente,
premesso che la mia risposta si basa su di una diagnosi posta dai colleghi che l'hanno visitata, e che non ho motivi per metterla in dubbio, nè elementi per confermarla.
Senza dubbio la dermatite seborroica, che io preferisco definire "dermatite delle aree seboproduttrici" in quanto non vincolata ad eccessiva secrezione di sebo, può "anche " localizzarsi ai condotti uditivi esterni, ma quasi mai lo fa in maniera esclusiva.
Innanzitutto, andrebbe fatta una visita approfondita per evidenziare od escludere altre manifestazioni della malattia nelle aree cutanee più frequentemente interessate (centro del torace, del volto, cuoio capelluto). Poi bisognerebbe abbandonare definitivamente l'idea di ricorrere al cortisone, farmaco addirittura controproducente in questi casi, a mio modesto avviso. Infine, dovrebbe farsi visitare da un dermatologo (visto che i precedenti non l'hanno soddisfatta, si rivolga al Policlinico Universitario più vicino alla sua città, qualora Treviso non ne fosse dotata) che le faccia una diagnosi corretta e di conseguenza le prescriva la terapia più idonea.
Credo che il continuo ricorso ai cortisonici, ed anche il tampone effettuato (il cui risultato è assolutamente insignificante dal punto di vista patologico) fosse prorpio legato alla carenza di una diagnosi di certezza.
A sua disposizione per consulti futuri
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DOTT. MARCO SPAGNOLETTI
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[#2] dopo  
Utente 174XXX

Gentile Dottor Spagnoletti,
la ringrazio per la risposta.
Per quanto riguarda l'incertezza della diagnosi, non posso che darle ragione. L'ultimo dermatologo che mi ha visitato - peraltro alla clinica dermatologica universitaria a me più vicina, dove ho infine deciso di rivolgermi - dopo un'attenta visita, era sufficientemente colpito dal fatto che il problema si presentasse solo all'orecchio. Ed è per questo, come suppone anche lei, che ha ritenuto di farmi esguire un tampone. Peraltro, l'unica terapia consigliatami, oltre all'antibiotico contro lo stafilococco una volta avuti i risultati del tampone, è stata physiogel crema AI. Come può immaginare, ho avuto ancora una volta l'impressione che non ci sia una via d'uscita: nei fatti, in questi giorni il problema è nuovamente in fase acuta, e l'area interessata si sta espandendo; sto assumento un antibiotico per via orale (Bactrim), per lo stafilococco - nella speranza che la riacutizzazione dipenda da quello. Se questo non bastasse, non saprei nemmeno a chi rivolgermi. Certo, un'opzione sarebbe tornare dal medico del policlinico, della cui competenza ho grande rispetto (del resto è stato il primo a non ricorrere sbrigativamente al cortisone, avvertendomi dell'effetto controproducente): ma non vorrei che mi si ripetesse per l'ennesima volta che devo ridurre lo stress, stare tranquillo, e una crema emolliente a lungo termine sarà sufficiente. Non nego che siano consigli preziosi, ma possibile che non si possa fare nient'altro? Grazie ancora.