Utente 213XXX
Chiedo un consulto per una cara amica. Presenta da circa due mesi due punti di diradamento evidente dei capelli: uno situato sulla zona sinistra, verso la parte posteriore, del cranio e grande come una moneta da due euro più o meno, l'altra invece all'attaccatura dei capelli, in alto, più piccola della prima ma apparentemente in più rapida progressione e naturalmente più visibile perché presente sulla zona della fronte. Attualmente sta applicando minoxidil al 5% alla sera da circa un mese, ma non sembrano esserci variazioni, anzi come detto la chiazza frontale sembra ampliarsi. In passato ha presentato questo problema altre volte: verso il termine dell'infanzia aveva perso quasi tutti i capelli che sono poi ricresciuti naturalmente nell'arco di alcuni mesi, pur con dei trattamenti locali a base di lozioni, e in un'altra circostanza all'incirca sei o sette anni fa, con la formazione di alcune chiazze meno visibili e con la caduta delle sopracciglia, al punto da portarla al tatuaggio semipermanente delle stesse. Questa seconda condizione è poi rientrata completamente, con sopracciglia ricresciute al termine della scorsa estate. E' ora molto preoccupata che si possa verificare una regressione severa del fenomeno. A quanto mi dice non ha mai effettuato trattamenti maggiormente di impatto quali iniezioni sottocutanee di cortisone o altri trattamenti. E' una persona, di base, ansiosa e che per vari motivi affronta spesso situazioni di ingente carico emotivo. In famiglia ha un altro componente che presenta il medesimo problema ma in forma severa, con perdita totale dei capelli e ricrescita irregolare e solo transitoria. Vorrei sapere se è possibile avere un'indicazione su eventuali analisi o esami che possano dare poi un'indicazione circa il percorso terapeutico da seguire in modo da presentarsi presso uno specialista già con qualche evidenza. Il problema è che il dermatologo consultato, pur sollecitato dalle sue domande, non ha dato alcuna informazione sui vari trattamenti disponibili né su approfondimenti da fare circa il fenomeno, anche alla luce delle nuove "scoperte" terapeutiche in tal senso. Ora la mia amica alla preoccupazione dell'alopecia aggiunge lo scoramento per un mancato supporto da parte dello specialista, al punto che sta perdendo interesse nell'eseguire altri accertamenti, come se avesse perso fiducia nei medici in genere. Per questo vorrei almeno poterle suggerire una direzione verso cui incamminarsi per poter poi recarsi nuovamente da un dermatologo con qualche risultanza in più rispetto al passato. Vi sarei anche grato se poteste indicarmi una struttura di riferimento al riguardo che sia certamente affidabile e moderna situatata a Roma o nei suoi pressi. Vi ringrazio per le risposte che vorrete darmi.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Gigli

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Se come probabilmente si tratta di alopecia areata, le cure di prima scelta sono corticosteroidi topici e sistemici ed antistaminici. Il minoxidil si usa solo i n fase di regressione. Utile eseguire un o screening ematochimico per autoimmunita' in quanto la patologia ha una base patogenetica autoimmuine. Il decorso del processo e' cronico ed imprevedibile con acutizzazioni a volte stagionali.
Saluti
Dr Paolo Gigli www.paologigli.it
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[#2] dopo  
Utente 213XXX

Grazie per la risposta dottore. Saprebbe cortesemente indicarmi il nome esatto dell'esame (o degli esami) che costituiscono lo screening ematochimico per autoimmuntià? Un'altra domanda: il SSN fornisce la visita "gratuita" da un dermatologo presso le strutture pubbliche o convenzionate, mentre se si intende effettuare una visita con uno specialista in tricologia, anche presso le medesime strutture pubbliche o convenzionate, la visita è a pagamento. Secondo lei e i suoi colleghi, rivolgendosi a una struttura affidabile, come ad esempio l'IDI o l'IFO (presso ospedale San Raffaele di Roma), la visita dermatologica può fornire un contributo utile e all'altezza di quella tricologica? Oppure conviene rivolgersi direttamente, a pagamento, alla visita tricologica?
Grazie ancora per la cortesia.

[#3] dopo  
Dr. Paolo Gigli

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Per il resto non saprei aiutarla non sono della sua zina geografica
Saluti
Dr Paolo Gigli www.paologigli.it
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