Utente 100XXX
Buongiorno,
mi è stato diagnosticato un melanoma e radicalizzato (SSM-spessore 3mm-IV livello-presente invasione vascolare) nel dorso superiore.
Non è stato possibile effettuare il linfonodo sentinella in quanto il liquido di contrasto della scintigrafia non si è espanso, e quindi non ha evidenziato nessuna stazione linfonodale (i medici mi hanno detto che è raro ma può accadere).
Ora eseguo regolarmente il follow-up, le ecografie dei linfonodi e due volte l'anno la pet total body.
Vorrei chiedere: il non aver potuto eseguire il linfonodo sentinella, che rischi comporta? Che percentuali di sopravvivenza ci sono nella mia situazione?
Penso sempre che senza quell'esame, potrei trovarmi in futuro di fronte a qualcosa di già fatto!

Grazie per la cortese risposta che vorrà fornirmi.

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentile utente,

posso solo dire una cosa: il linfonodo sentinella andrebbe effettuato; se la prima volta non è andata bene ciò non vuol dire che non sia possibile ripetere il test.

ovviamente le nostre asserzioni rimangono generiche e mai vincolanti, vista la sede: il rimando ai vostri specialisti rimane d'obbligo; chieda a loro e avrà una risposta certa sulla sua Salute.

cordialità.

Dr. Luigi Laino DermoVenereologo Tricologo
Già Dirigente Istituto San Gallicano
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[#2] dopo  
Utente 100XXX

Gent.mo Dott. Laino,
grazie per avermi risposto.
Io ho chiesto allo specialista che mi segue se è possibile ripetere la linoscentigrafia per individuare il linfonodosentinella. Mi è stato detto che se il liquido di contrasto non si è espanso la prima volta, ed è stata poi eseguita la radicalizzazione, non è più possibile effettuare il linfonodosentinella. L'unica cosa da fare è il monitoraggio continuo con la visita dermatologica, ecografie ai linfonodi e all'addome e pet (2 volte all'anno).
Ma è davvero così? Ci sono altri esami preventivi da effettuare (es. markers tumorali)? Mi scuserà l'utilizzo improrio di termini medici.

La saluto cordialmente.

[#3] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentile utente,

semplicemente non ci aveva scritto che avesse effettuato un intervento di radicalizzazione linfonodale: sono d'accordo sull'invio di domande succinte, ma non dimenticate almeno di inserire dati fondamentali se richiedete dei pareri seppur mai diagnostici e non vincolanti..

segua quindi i consigli del suo dermatologo con tutta la serenità possibile.

Dr. Luigi Laino DermoVenereologo Tricologo
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[#4] dopo  
Utente 100XXX

Gent.mo Dott. Laino,
mi scuso per la rapidità con la quale ho esposto il mio caso. Ma ho dato per scontato alcune cose e molto probabilmente ho utilizzato termini impropri.

La radicalizzazione si riferisce al sito dove era presente il melanoma (dorso superiore) e non ai linfonodi. I medici non mi hanno mai effettuato una biopsia dl linfonodo sentinella. Infatti in sede di linfoscintigrafia il liquido di contrasto non si è espanso e non ha evidenziato alcun linfonodo sentinella. Tale liquido è rimasto lì dove il medico di medicina nucleare lo aveva iniettato, cioè intorno alla ferita.

Dopodichè hanno proceduto, appunto, alla sola ulteriore "pulizia" della zona interessata (radicalizzazione) dal melanoma, senza procedere a toccare chirurgicamente i linfonodi. Anche perchè, data la posizione del melanoma, a detta dei medici, non si sapeva se i linfonodi interessati sarebbero stati quelli del collo o delle ascelle o entrambi.

Mi scuso ancora per la poca chiarezza dei precedenti messaggi. La ringrazio per la risposta che vorrà fornirmi. Cordiali saluti.

[#5] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Quindi si sta parlando di "allargamento dei margini di resezione" (sempre da effettaure per ogni melanoma di qualsisasi spessore)e non di radicalizzazione linfonodale (altra situazione)

non rimane che affidarsi ai colleghi e farsi pedissequamente seguire da loro: ogni altro ausilio da qui non è percorribile.

in bocca a lupo e carissimi saluti

Dr. Luigi Laino DermoVenereologo Tricologo
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[#6] dopo  
Dr. Emanuele Di Pierri

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Gentile utente
fermo restando l'importanza della patologia di cui si tratta, deve sapere che la metodica della biopsia del linfonodo sentinella ha unicamente finalità stadiative (serve solo a vedere a che stadio è la malattia) ma è dimostrato che in se non migliora in alcun caso la prognosi.
In effetti la cute della regione centrale del tronco, specie al dorso le vie linfatiche possono drenare sia nelle stazioni linfonodali ascellari che in quelle inguinali e pertanto non è possibile procedere ad una linfoadenectomia radicale di alcuna di esse.
I colleghi che la seguono potranno darle migliori spiegazioni.
Cordiali saluti
Dott. Emanuele  Di Pierri - Dermatologo e Dermochirurgo - Centro Medico Dermoestetica Laser - Taranto
www.dermoesteticalaser.it

[#7] dopo  
Utente 100XXX

Gentilissimi Dottori,
vi ringrazio per le cortesi risposte ed ulteriori spiegazioni che avete voluto fornirmi.
Seguirò il vostro consiglio nell'affidarmi agli specialisti che già mi seguono.
Cordialmente.