Utente 952XXX
Salve,
dopo aver cercato informazioni sul seguente problema, non sono ancora riuscito a farmi un'idea del problema.

Mi affido a Voi specialisti, perchè sono sicuro che siate in grado di darmi una risposta.

Il problema non riguarda me, ma una persona (uomo) a me vicina ed è il seguente:

a partire dal mese di luglio ha notato la presenza di linfonodi ingrossati all'inguine; ne sono presenti alcuni di diversa dimensione sul lato destro e un altro su quello sinistro.
Ha fatto dei controlli nell'ultimo periodo e il chirurgo che ha consulato gli ha subito detto di voler operare.
Dopo aver fatto l'ecografia, l'ecografo ha detto che sembrerebbero di tipo benigno. (E' possibile fare affidamento su questo che è stato detto dall'ecografo?)

Inoltre, dall'ecografia è risultato che si tratta di una LINFOADENOPATIA REATTIVA e le dimensioni, se non erro, sono di 1,8cm e 1,2cm.

Per quanto riguarda i sintomi, non ve ne sono. Ho letto di persone che hanno dolore o a cui sono scomparsi nel giro di poche settimane o giorni. Invece, la persona di cui Vi parlo non ha alcun dolore, nè altri sintomi e non sono in grado di dirVi se al tatto siano duri o meno.

La persona interessata dovrà sottoporsi ad un intervento per l'asportazione e successiva analisi.

Sapete dirmi di cosa possa trattarsi, in base alla situazione che Vi ho descritto ?

Principalmente mi interesserebbe sapere se c'è da preoccuparsi oppure se non c'è nulla di grave. Vorrei tranquillizzarmi

In attesa di una risposta, Vi porgo distinti saluti.

[#1]  
Dr. Arduino Baraldi

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Posso dirle che una linfoadenopatia reattiva non è nulla di grave e riguarda una reazione dell'organismo a stimoli di varia natura ( virus, batteri ecc ). In pratica una reazione del sistema immunologico. L'esame che evidenzia ciò è proprio quello ecografico.
Un saluto

A. Baraldi

[#2] dopo  
Utente 952XXX

La ringrazio infinitamente..

Mi ha fatto tornare il sorriso!
..e finalmente posso tirare un sospiro di sollievo.

Le auguro una buona serata.

Mi permetta però un'ultima domanda. L'operazione chirurgica è necessaria?
Il chirurgo ha fatto capire di si, dicendo che la persona interessata "sta preendo sotto gamba il problema". Le sue parole hanno preoccupato me e la persona di cui vi parlo.

[#3]  
Dr. Arduino Baraldi

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E' proprio questo il problema; un ingrossamento dei linfonodi di tipo reattivo semplice non si opera. Perchè il chirurgo vuole operare ? Dovreste chiederglielo . Al più un linfonodo si sottopone a biopsia quando c'è qualche dubbio sulla sua natura, ma questi dubbi vengono già evidenziati dall'ecografia. Ecco perchè rimango perplesso da quanto vi ha detto il chirurgo.
Un saluto

A. Baraldi

[#4] dopo  
Utente 952XXX

Il chirurgo fin da subito, SENZA ECOGRAFIA, non ha perso tempo e ha detto "bisogna operare". Aveva addirittura prenotato tutto per l'intervento.

E' stato l'interessato a voler richiedere un'ecografia prima di operare e, nonostante risulti dall'ecografia tutto quello che le ho detto, il chirurgo ha detto che lo stesso bisogna operare.

Ora devo pensare che davvero ci sia un problema più grave che non risulta dall'ecografia?
O forse il chirurgo ha interesse nel fare l'operazione ?

[#5]  
Dr. Arduino Baraldi

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Evidentemente dovete parlare con il chirurgo per sapere da lui perchè tanta fretta e da che cosa è dettata queta fretta
Un saluto

A. Baraldi

[#6] dopo  
Utente 952XXX

La ringrazio per la Sua disponibilità.
Senz'altro ci si rivolgerà al chirurgo.

E se ci si rivolgesse anche a un altro chirurgo, per avere un ulteriore parere? Lei ce lo consiglia?

Ad ogni modo, venerdì 16 ottobre è la data fissata per i prelievi prima dell'intervento.

[#7]  
Dr. Arduino Baraldi

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Vediamo cosa diranno i prelievi
Un saluto

A. Baraldi

[#8] dopo  
Utente 952XXX

D'accordo, Le farò sapere.

La ringrazio nuovamente.

Buona serata.

[#9] dopo  
Utente 952XXX

Buona sera,

avevo detto che Le avrei fatto sapere gli sviluppi.

Il 22 ottobre è stato fatto l'intervento; ora attendiamo i risultati, ancora perplessi sulla causa del problema!

Non è da negare che la preoccupazione c'è ancora, nonostante Lei ci avesse rassicurati !

[#10]  
Dr. Arduino Baraldi

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Ma che tipo d'intervento ?
Un saluto

A. Baraldi

[#11] dopo  
Utente 952XXX

E' stata fatta la biopsia, quindi è stato estratto il linfonodo, per essere analizzato.
E entro 10 giorni si avranno i risultati.

[#12]  
Dr. Arduino Baraldi

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Và bene aspettiamo i risultati
Un saluto

A. Baraldi

[#13] dopo  
Utente 952XXX

Buongiorno,
dagli esami del sangue è risultato tratarsi di sifilide.

Mi sa dire i rischi che si corrono?

Si cura, oppure non è curabile?

Si guarisce?

Sono preoccuato..

[#14]  
Dr. Arduino Baraldi

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Si guarisce ma bisogna che sia trattata da un infettivologo per la terapia penicillinica del caso
Un saluto

A. Baraldi

[#15] dopo  
Utente 952XXX

Buon pomeriggio,
mi scuso se "risollevo" la questione di questo consulto, nonostante sia passato del tempo.

Vorrei porre una domanda.

La sifilide ad oggi è stata trattata (nei mesi di novembre e dicembre) con una cura con Diaminocillina.
La cura si è svolta in 3 settimane.
Un giorno a settimana due punture, una per lato (natica).

Terminata la terapia, sono stati fatti i controlli l'8 aprile e ritirati ieri i risultati, dai quali si evince che:
TPHA 1:80
FTA 1:40
Il VDRL se non sbaglio è negativo.

Il dottore ha detto di attendere le prossime analisi (a 6 mesi dalla cura) per vedere se è il caso di ripetere la cura oppure se si è in via di guarigione, ma, la persona di cui Le parlo, ha richiesto, per maggiore tranquillità, di rifare la terapia.

Lei cosa ne pensa? Cosa avrebbe deciso di fare?

Inoltre, dai risultati, può evincere se la malattia è "stabile" o meno?

La ringrazio per l'attenzione.
Buona giornata.

[#16]  
Dr. Arduino Baraldi

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Concordo con il suo medico e tenga anche conto che il TPHA può permanere con positività per tempi molto , molto lunghi
Un saluto

A. Baraldi

[#17] dopo  
Utente 952XXX

Quindi, dalla Sua risposta, deduco che avrebbe aspettato prima di decidere di fare nuovamente la terapia.

Spero di aver capito bene.

Grazie per la pronta risposta.

[#18]  
Dr. Arduino Baraldi

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Le ribadisco che concordo con quanto detto dal collega, fermo restando che la decisione sui tempi di terapia spetta soltanto al medico che ha in cura questa persona
Un saluto

A. Baraldi