Utente 198XXX
cari dottori.
a dicembre 2010 è stata diagnosticata a mio papà la leucemia mieloide acuta M2.
i dottori sospettavano si trattasse anche di una leucemia secondaria in quanto mio papà 13 anni fa si curò per un linfoma di hodgkin.da alcuni esami risultò comunque non essere così. come alterazione cromosomica notarono la trisomia del cromosoma 8. dopo la prima chemio tramite l'agoaspirato il risultato fu una regressione della malattia del 70%. venne chiamato a eseguire un'altro ciclo di chemio ed ancora stiamo aspettando l'esito del nuovo agoaspirato. da un esame fatto comunque in fase un po precoce hanno notato ancora la presenza di cellule malate e quindi non è andato in remissione. ora a breve rientrerà in ospedale per una nuova chemio anche perchè i globuli bianchi riniziano a salire. una cosa che ci hanno detto che si farà sicuramente il trapianto allogenico in quanto mia zia(sua sorella) è risultata compatibile e già sta fecendo gli esami.
quello che volevo chiedervi può essere la malattia considerata refrattaria viste le circostanze?
facendo un trapianto non in remissione si può comunque sperare in una guarigione?
grazie buona giornata

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Dr. Arduino Baraldi

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Non si può , su queste basi, fare ipotesi di refrattarietà; prima di fare il trapianto si fa una , in termini semplici, "sterilizzazione" del campo da cellule malate, con alte dosi di chemio e poi si fa il trapianto. Affidatevi con fiducia ai medici che lo seguono
Un saluto

A. Baraldi