Utente 603XXX
Gentili e rispettabili Dottori, mi chiamo Francesco e porgo i miei cordiali saluti.
Sono un ragazzo di 21 anni, studio ingegneria al politecnico della mia città e da circa 8 mesi lamento gli stessi sintomi.
Il mio problema ha avuto inizio verso la fine di settembre durante una serata tra amici in cui dopo una chiacchierata e mezzo bicchiere di mirto sardo ho iniziato a sentire una inusuale tachicardia e senso di svenimento, preso dallo spavento mi sono sdraiato ma i sintomi persistevano finchè, dopo alcuni minuti, non sono stato portato al pronto soccorso dove mi hanno somministrato 20 gocce di lexotan con la diagnosi di un semplice attacco di panico.
Da quel giorno i sintomi sono stati i seguenti:

-Ipersensibilità alle emozioni, molte cose mi provocavano disagio, come ad esempio vedere un film d'azione.

-Gastrite e colite accompagnata da un persistente dolore alla bocca dello stomaco, dovevo evitare certi cibi che mi davano diarrea immediata oppure un ulteriore dolore di stomaco.

-Ottundimento, il sintomo più fastidioso di tutti.

Ho pensato allora di prendere una pausa da tutte le cose stressanti come certe lezioni universitarie, ecc. durante questa pausa il mio medico curante ed uno specialista mi hanno diagnosticato una sindrome da reflusso in soggetto ansioso.
Per mesi ho preso inibitori di pompa ed antiacidi, mentre per l'ansia ho preso dello xanax in gocce (fino a 10 al giorno).
I mesi sono passati e il termine delle terapie è finalmente arrivato, i farmaci e le norme igenico-sanitarie hanno funzionato sufficientemente tale che il dolore di stomaco persistente è sparito e i miei pasti non sono più limitati alla solita roba in bianco o/e bollita; sono ancora a dieta ma questa è meno stretta della precedente. Per quanto riguarda l'ansia e l'ipersensibilizzazione, invece, è andata diversamente: il mio rapporto con gli psicofarmaci è stato pessimo per tutto il trattamento, non sono mai stato contento di prenderne neanche una goccia, tant'è che dopo aver consultato il mio medico e parecchi scritti in proposito ho deciso di scalare il trattamento fino a troncarlo del tutto. Infatti, ora, non ho più estremi problemi di tipo ansioso come i precedenti o comunque non mi sento diversamente rispetto a quando prendevo benzodiazepine (xanax in questo caso)!

Questa è quasi tutta l'anamnesi fino a due mesi fa, ora segue la storia odierna e la ragione del mio consulto.

Dopo il termine della terapia per il reflusso, circa uno-due mesi fa, le cose sono iniziate ad andare meglio, soprattutto vedermi riavvicinare a certi cibi che prima dovevo evitare mi ha dato la sensazione di un passo in più verso la serenità della salute.
Alcuni degli altri sintomi, però, sono rimasti eccome. I suddetti sintomi a seguire:

-Colon irritabile, mi basta mezzo cucchiaio di sugo per avere un'ora di crampi intestinali e poco di più per diarrea certa.

-Ottundimento, il sintomo più maledetto e sgradevole! Per spiegarmi: è come un senso d'ebrezza o dopo sborna persistente, una confuzione mentale che a volte cresce a volte diminuisce ma è sempre presente da tutti questi mesi! Si può facilmente intuire che questo sintomo sgradevole e persistente mi induce talvolta ad ipocondria!


Con il mio medico abbiamo accordato diversi esami tra cui:

-ESAMI DEL SANGUE, che hanno mostrato ferro poco più alto della media.

-EEG, tutto normale.

-COLLOQUIO VALUTATIVO DALLO PSICOLOGO, che parla di me come un soggetto che rimugina parecchio (grazie, lo sapevo già!).

-(addirittura un) COLLOQUIO VALUTATIVO DALLO PSICHIATRA, che dopo avermi chiesto se sentivo le voci mi ha detto tranquillamente che non dovevo avere a che fare con lui.

-GASTROSCOPIA con biopsia, riporto quanto scritto sul foglio delle analisi:

"ESOFAGO: cilindrico, distensibile, con mucosa rosea ed integra su ogni ambito. cardias continente, posizionato in sede normale.
STOMACO: contenente discreto residuo mucoso liquido schiumoso. fondo e corpo gastrico a mucosa elastica, con pliche un poco ipertrofiche ma integre. mucosa angolo-atrale rosea e regolare. piloro regolare.
DUODENO: bulbo e duodeno discendente nella norma.
CONCLUSIONI: reperto endoscopico nella norma."

Mentre la biopsia: "Corpi batterici morfologicamente simili all'helicobacter pylori: ASSENTI"




Questo è quanto, l'anamnesi ora è completa.

Sarei lieto di capire che cosa mi provoca questa intolleranza alimentare e questo maledetto ottundimento dei sensi! Inoltre sarei più che lieto se la cosa si risolvesse, anche grazie al Vostro aiuto!

Cordiali saluti, Francesco

[#1]  
Dr. Alessandro Scuotto

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Gentile signore,
da quel che riferisce mi sembra che l'aspetto organico dell'apparato digerente sia nella norma e che l'attenzione sia da porre sulla valutazione che le ha offerto lo psicologo. Oltre il primo colloquio le ha prospettato una strategia terapeutica da intraprendere? L'attività di rimuginazione si accompagna talvolta ad una inclinazione alla flessione dell'umore e alla facilità di somatizzazione in cui si potrebbe comprendere anche la condizione di "ottundimento" che lei riferisce. Mi sembra il caso di approfondire questo aspetto nel colloquio anziché ricorrere a terapia farmacologica.
Cordiali saluti.
Alessandro Scuotto, MD, PhD.

[#2] dopo  
Utente 603XXX

Spett.le Dr. Scuotto, innanzitutto la vorrei ringraziare per la repentina consultazione. Lei pensa davvero che questa sensazione di ottundimento potrebbe ricondursi alla mia abitudine a somatizzare?
Non nascondo assolutamente il fatto che io sia un tipo incline alla somatizzazione ma non pensavo a tali conseguenze, anzi, pensavo addirittura ad un risvolto costruttivo, ad una sorta di crescita morale e invece...
A questo punto mi permetto di chiederle due consigli: da paziente a medico, pensa che un'attività sportiva come ad arti marziali o training autogeno potrebbero aiutare a scaricare certe tensioni? e ancora, questa volta da utente ad utente, mi consiglia di spostare questa richiesta di consulto nella sezione 'psicologia' per eventuali ulteriori chiarimenti?
La ringrazio molto, cordiali saluti.

Francesco

[#3]  
Dr. Alessandro Scuotto

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Gentile signor Francesco,
la pratica delle arti marziali nel suo complesso prevede una "messa a fuoco" dei propri limiti e delle prprie potenzialità, quindi è, a mio parere, decisamente di aiuto.
Per quel che riguarda il secondo quesito sul consulto online in altra sezione, direi che ne vale la pena in previsione poi di poter scegliere il percorso migliore offline, cioè nella visita reale.
Le consiglio di richiedere il parere specificando se desidera una consulenza da parte di uno psicologo o di uno psichiatra poiché l'area è comune ai due professionisti.
Molti auguri.
Alessandro Scuotto, MD, PhD.

[#4] dopo  
Utente 603XXX

Provvederò col proporre il problema a degli specilisti online dopodichè aggiornerò questo consulto in modo da renderlo funzionale ai posteri -spero pochi o meglio nessuno- e magari per farLe sapere l'eventuale esito.

Cordiali saluti, Francesco