Utente
Buongiorno da circa 2 mesi sto avendo vari disturbi gastrici. Un mese e mezzo fa in seguito al peggiorare in frequenza del presentarsi di bruciore di stomaco dopo i pasti, ho assunto per circa 10gg delle gocce erboristiche a base di fico ma, continuando ad avere una pirosi all'altezza dello sterno senza reflusso acido e, su indicazione della guardia medica (non ero a casa) ho assunto per 14gg 20mg di omeprazolo. Con questa terapia il bruciore è scomparso quasi subito, mentre continuavo ad avere delle fastidiose palpitazioni dopo i pasti principali e sensazione di addome teso con frequenza cardiaca 75/80 bpm; terminata la terapia i sintomi erano quasi scomparsi tranne che per questo ultimo descritto, non ho prolungato la terapia antiacida, e, ho atteso il mio rientro per consultare il medico al quale sono solito rivolgermi (che specifico essere molto incline all'uso di rimedi omeopatici e naturali). Alla visita ho riferito: leggera acidità dopo i pasti, alcune volte sensazione di stomaco teso, palpitazioni dopo i pasti principali, dolore alla palpazione di stomaco e porzione alla sua destra e in alcuni punti dell'intestino. Mi è stato prescritto un integratore "Pilorex", ed un rimedio omeopatico per 20gg con diagnosi di gastrite. Dopo 7gg di terapia, palpitazioni quasi scomparse , ma i sintomi sono peggiorati: è ricomparsa una lieve pirosi, poco appetito e molta fatica a introdurre quantità di cibo anche moderate a causa di una nausea insistente presente da 3gg senza vomito, e una generalizzata dolorabilità gastrica (non solo alla palpazione) e alla sensazione di movimenti gastrici che definirei simili a quelli di una influenza gastrica, eruttazioni più frequenti. La digestione è lenta, ieri dopo un pasto non pesante concluso alle 20.30, avevo quella sensazione di estrema pienezza e nausea abbastanza intensa (mi sembrava di essere sul punto di vomitare), sensazione di cibo nell'esofago e un leggero rigurgito acido, ho avuto un leggero miglioramento dopo circa 4 ore, una minore sensazione di pesantezza, nausea presente ma intensa. Ieri sera la temperatura corporea era di 36.9°. Ho 22 anni e sto seguendo un'alimentazione leggera. Sul piano intestinale ho in questi giorni una leggera dolorabilità e "tremori" alla parte alta dell'intestino dopo i pasti, le feci sono un po' meno compatte del normale. Ora visto l'aggravarsi dei sintomi e la comparsa soprattutto di questa dolorabilità generalizzata all'addome, della nausea e della conseguente difficoltà a mangiare, Voi ritenete che possa ancora rientrare in una diagnosi di gastrite e forse reflusso? Mi consigliate indagini più appropriate nell'immediato (Rx e soprattutto gastroscopia) al fine di verificare la presenza di malattie organiche più gravi? Ritenete possibile la presenza di neoplasie, e in questo senso, a quali sintomi dovrei prestare maggiore attenzione al fine di un tempestivo consulto gastroenterologico? La terapia in atto è adatta?

Grazie per la Vostra attenzione.
Cordiali Saluti.

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Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile Signore la sua sintomatologia fa ritenere che vi si un reflusso gastroesofageo forse associato anche ad una gastrite. Infatti tutti i suoi disturbi si inquadrano perfettamente in questo quadro morboso. Ovviamente sarebbe utile prima di iniziare la terapia fare la diagnosi mediante una gastroscopia con biopsia gastrica (per ricerca Helicobacter Pylori). Ma se ciò non è possibile nell'immediato io le consiglierei di iniziare una terapia efficace contro il suo malessere, ovvero OMEPRAZOLO o similari (iniziando con 40 mg al giorno per 10 giorni per scendere poi a 20 mg per venti giorni), Plasil sciroppo un cucchiaio da tavola prima dei pasti. La tachiacrdia dovrebbe attenuarsi nell'arco di una settimana. La terapia dovrebbe essere poi assunta a seconda di come i disturbi dovessero ripresentarsi. Le consiglio nel frattempo di fare pasti piccoli e frequenti per almeno una decina di giorni.
Evitare i pasti abbondanti, preferendo pasti piccoli e frequenti.
Privilegiare un’alimentazione a basso contenuto di grassi.
Evitare cibi e bevande troppo calde o troppo fredde.
Evitare l’assunzione di abbondanti quantità di liquidi durante i pasti, gli stessi vanno sorseggiati lentamente nel corso della giornata. Mangiare lentamente, masticando con calma i bocconi. Evitare cibi fritti, piatti già pronti (perché per la loro preparazione sono spesso utilizzati molti grassi).
Salse con panna, sughi con abbondanti quantità di olio, margarina, burro, strutto dolci con creme.
Carni molto cotte: stracotti, gulasch, bolliti, ragù.
Grasso visibile della carne e degli affettati.
Superalcolici. Cioccolato, agrumi e succo d’agrumi, pomodoro (soprattutto crudo) e succo di pomodoro, cipolla, peperoni, aglio, peperoncino, pepe, menta. Caffè anche decaffeinato, tè, bevande gassate. Mi faccia sapere.
cari saluti
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia

[#2] dopo  
Utente
Dottore La ringrazio infinitamente per la risposta alla mia richiesta di consulto, anzi mi scuso per non averLa aggiornata celermente, ma non avendo ricevuto nessuna notifica ho creduto che la mia richiesta non fosse stata evasa. Fortunatamente la situazione è migliorata con la terapia farmacologica simile a quella da Lei suggerita e con un attenta dieta che comunque già seguivo. Ho effettuato una gastroscopia dalla quale è emersa una gastrite antrale, l'esame per helico bacter è risultato negativo.
Purtroppo adesso sto avendo alcuni problemi spero risolvibili a breve, in particolare mi è stata diagnosticata una cisti tonsillare al lato dx che mi da abbastanza fastidio anche se senza dolore, e vari linfonodi reattivi ingrossati latero-cervicali e sottomandibolari. Ho eseguito visita ORL e eco del collo. Una cosa che ho dimenticato di evidenziare alla visita è la presenza di indolenzimento alla palpazione della metà dx del collo ai lati della trachea; io sento al tatto che le strutture tipo fasci muscolari ai lati della trachea a dx sono appunto ingrossati rispetto al lato sx e dolenti. Può questa linfoadenomegalia reattiva riscontrata dall'eco portare dolore a queste strutture del collo anche se in questa sede non rilevo al tatto direttamente i linfonodi? Inoltre alla vista si rileva un leggero gonfiore del lato a dx della trachea. Gradirei molto un suo parere in merito e se ritiene necessarie altre analisi; dall'eco dei lifonodi del collo si sarebbe rilevato con facilità, se fosse stato presente, un problema in questa regione non direttamente a carico dei linfonodi?. Grazie ancora.

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Dr. Giorgio Enrico Gerunda

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Gentile signore la linfoadenomegalia latero cerviacale indotta dalla infiammazione tonsillare può darle i disturbi che accusa. Non sono tanto i muscoli in se a fare male, quando la infiammazione trasmessa ai muscoli dalla Ghiandole infiammate che, compresse quando lei palpa i muscoli, trasmettono la sensazione dolorifica. Immagino che il medico da lei consultato le avrà dato delle medicine che porteranno l'infiammazione a guarire e quindi la sintomatologia latero cercale si attenerà in proporzione alla rapidità di guarigione. Cari saluti
Prof.Giorgio Enrico Gerunda Professore Ordinario di Chirurgia Generale Università di Modena e Reggio Emilia