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Affidabilità test celiachia vs comparsa di sintomi extraintestinali

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Buonasera gentili dottori, già da diversi mesi avevo notato una correlazione tra alcuni cibi e l'intensità del tremore essenziale (diagnosticato), che spesso peggiorava dopo i pasti, e ancora di più per quanto riguarda altri sintomi come gli sbalzi di umore e la depressione. Ultimamente, venuto a conoscenza del fatto che la celiachia possa provocare sintomi neurologici e disturbi dell'umore, ho deciso di reintrodurre il glutine per qualche tempo nella mia dieta, per poter eseguire il test del sangue per la celiachia.

Ho introdotto un alimento composto quasi esclusivamente da glutine, il seitan, in modeste quantità ogni giorno; questo ha provocato un peggioramento marcato dei sintomi neurologici e anche del tremore essenziale, che si è fatto molto più pronunciato.
Ho fatto in tempo a finire appena due settimane di dieta con il glutine, per poi fare il test e promettermi che non avrei più consumato alimenti a base di glutine.
I risultati dell'esclusione si sono fatti vedere: il tremore essenziale non è ancora tornato ai livelli di prima, però si sta riducendo in intensità ed è più controllabile (non richiede terapia farmacologica); gli altri sintomi a livello di umore sono praticamente scomparsi.
Da mesi inoltre consumavo regolarmente glutine in tracce (es orzo della salsa di soia).

I risultati evidenziati dal test, dopo 2 settimane di dieta con il glutine sono questi:
ANTI GLIADINA AU/ml
Anticorpi anti gliadina IgG negativo ( 8,6 ) AU/ml
negativo: < 12,0
dubbio: 12,0 - 18,0
positivo: > 18,0
Anticorpi anti gliadina IgA negativo ( < 3 ) AU/ml
ANTICORPI ANTI ENDOMISIO (service)
Anticorpi antiEndomisio IgA negativo ( < 1/10 )
Anticorpi anti Endomisio IgG negativo ( < 1/10 )
ANTICORPI AU/ml ANTI TRANSGLUTAMINASI IgA negativo ( < 3 )

Quindi anche se il responso sarebbe negativo alla celiachia, sono conscio del fatto che 2 settimane potrebbero non bastare; inoltre gli anticorpi anti gliadina IGG, pur non risultando positivi, sono comunque elevati. C'è anche l'ipotesi di sensibilità al glutine non celiaca, che è correlata ad esempio con l'atassia e diversi sintomi neurologici.

Allego anche i risultati del test genetico e di alcuni minerali analizzati da un esame del sangue.
Alleli:
LA-DQA1* 0201,01
HLA-DQB1* 02
HLA-DRB1* 07
Presenza della sola catena beta dell'eterodimero DQ2.
Genotipo DR: DR7-DQ2/DRX

Esame del sangue:
ZINCO µg/l Esame Ripetuto (service) 2.238,00 (Popolazione generale: 800-1600)
CALCIO mg/dl 9,9 (8,5 - 10,5)
FOLATI 18 ng/ml (2,0 - 16,0)
VITAMINA B12 937 pg/ml (200 - 800)
FERRITINA 93,4 ng/ml (30,0 - 350)

Quesito: Non vorrei tornare al consumo di glutine, visti i pesanti effetti che ho riscontrato, ma non vorrei neanche lasciare una diagnosi a metà, con il rischio che in realtà ci sia la presenza di celiachia ma che questa non sia stata colta. E' raccomandabile una biopsia duodenale? Avrebbe utilità in questo caso?
[#1]
Dr. Mauro Di Camillo Gastroenterologo 3,5k 103
si la diagnosi di celiachia e' proprio con la biopsia duodenale.
saluti

Dott M. Di Camillo
Specialista in Gastroenterologia ed endoscopia digestiva
dottorato di ricerca in fisiopatologia chirurgica e gastroenterologica

[#2]
dopo
Utente
Utente
Questo lo sapevo, quello che mi interessa sapere è se in questo caso di gluten challenge parziale (2 settimane) si può comunque eseguire una biopsia duodenale.
L'argomento che vi si potrebbe opporre è infatti che il glutine non è stato introdotto per abbastanza tempo, e che il test non avrebbe pieno valore.
Cosa ne pensa? Due settimane dovrebbero essere abbastanza per produrre dei danni visibili ai villi intestinali? Inoltre per mesi ho probabilmente consumato glutine in tracce.
[#3]
Dr. Mauro Di Camillo Gastroenterologo 3,5k 103
si, 2 settimane dovrebbero essere sufficienti
saluti

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