Utente 121XXX
Buongiorno, mio marito, 49 anni, ha scoperto nel 2013 di avere una rettocolite ulcerosa, per la quale ha dovuto subire un ricovero ospedaliero di quasi tre settimane, con cura tradizionale di cortisone e mantenimento con pentacol. Dal giugno di quest'anno la rettocolite si è risvegliata, purtroppo all'inizio con sintomi blandi che ha sottovalutato, prendendo il deltacortene come fatto in passato nell'arco di tempo trascorso tra il 2013 ed oggi ogni volta che aveva qualche dolore o vedeva sangue nelle feci. Per carattere mio marito tende ad essere una persona ansiosa, nervosa ed iperattiva, fa un lavoro manuale molto pesante, inoltre tende a sottovalutare la salute ed a minimizzare i sintomi. In questo intervallo di remissione della malattia non si è risparmiato, ha fatto una sola colonscopia nonostante i miei consigli, nè si è fatto seguire da un centro specialistico per le malattie infiammattorie dell'intestino. Il risultato è stato un tracollo psico fisico terribile. Dalla fine di luglio a lunedì scorso è stato ricoverato in ospedale, dimagrito di più di 20 kg. Attualmente pesa 54 kg. per un metro e settantasei di altezza. Ha recuperato 3 kg. con la somministrazione di un preparato proteico via flebo, durante il ricovero, di 1400 calorie, inoltre da 10 giorni riesce a mangiare un pò di tutto senza dover correre al bagno e fare scariche continue di diarrea e sangue, per non parlare dei dolori. Gli hanno consigliato di mangiare poco e spesso per non sovraccaricare il colon, di dividere l'alimentazione in otto pasti, il Primario dell'ospedale gli ha detto di mangiare un pò di tutto ovviamente con buon senso, evitando un'alimentazione scorretta. Di non mangiare per il momento verdura cruda e frutta, mangiare carne e pesce lessi, minestrine ecc. ecc. Il problema è che non ha risposto più di tanto alle terapie cortisoniche e l'infiammazione non è regredita. Hanno dato avvio alla profilassi per una terapia biologica e così ha dovuto iniziare a fare una serie di analisi, ma purtroppo è risultato posivito all'esame per le tubercolosi, ovvero è risultato che ha avuto contatto con il batterio e forse può covare dei focolai latenti. Ora deve fare rx torace per scagionare ogni dubbio, sennò prima terapia per focoloai e poi inizio delle cure biologiche. Io in questo marasma sono in totale confusione. Mi sembra di essere in un tunnel senza sbocchi. Mi consola solo vedere che nonostante l'infiammazione lui sta benino e riesce a mangiare, per quanto possa star bene una persona priva di forze che non riesce neanche a portare la macchina. Ma queste cure biologiche, ammesso che possa farle, funzionano o si dovrà arrivare alla resezione? Per ultimo aggiungo che i valori del sangue, emocromo ecc. , nonostante tutte le perdite di sangue sono ancora ok. Grazie sin da ora della risposta.

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Dr. Marco Bacosi

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La terapia nella NON DEVE essere mai interrotta anche nei periodi di remissione!!!!
La terapia biologica funziona.
La resezione è l'ultima possibilità.
Cordialmente.
MARCO BACOSI MD PhD
Spec. in Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva
Dott. di Ricerca in Fisiopatologia Chirurgica e Gastroenterologia

[#2] dopo  
Utente 121XXX

nei periodi di remissione che nel suo caso è durato sei anni ha fatto un mantenimento con il pentacol, preso quotidianamente come prescrittogli a suo tempo nel 2013, poi il cortisone (deltacortene) all'occorrenza. Dopo sei anni abbastanza buoni ha avuto la ricaduta ed è risultato refrattario al cortisone. Forse ha sbagliato a non fare le colon? se c'era un'infiammazione cronica è stata asintomatica fino a giugno di quest'anno. Per l'alimentazione è vero che può mangiare di tutto (ovviamente non cibi spazzatura o troppo grassi o fritti ecc.) o esiste una rigida dieta da seguire. Il gastroenterologo che lo sta seguendo ha detto che può mangiare di tutto ma con moderazione e poco e spesso.