Utente 196XXX
Mio padre, 85 anni, ha in passato sempre vissuto facendo con successo lavori di rilievo nel campo degli affari. Da qualche anno ho notato una perdita di lucidità, soprattutto nel campo della logica e della razionalità. Vive con mia madre che si trova in una simile situazione, con morbo di parkinson da 15 anni, ma che lo spalleggia e sositene ogni sua azione o iniziativa. Ha fatto di recente una Tac, su consiglio medico, e l'esito è : Lieve riduzione del volume del parenchima cerebrale, con microangiopatia peri- e paraventricolare". Ha ipertesione elevata ed insufficienza renale di quarto grado. Ho notato fenomeni di accumulo di roba inutile, e di carenza di igiene ed ordine nella loro casa. Non seguono le cure mediche o le seguono a modo loro). Intraprende rischiosi ed insensati affari, contratti commerciali, investimenti, con persone poco raccomandabili, spesso con esiti disastrosi e perdite economiche rilevanti (Anche se fino a 15 anni fa se la cavava bene, era ingamba). Sembra che viva negli anni 80 per come "lavora". Entrambi i genitori non seguono e non vogliono saperne di farsi aiutare e consigliare dai figli, nè per le questioni domestiche (fra cui gettar via la roba da buttare, ordinare e pulira la casa, seguire le cure mediche), nè per le loro "attività". Entrambi sembrano non rendersi conto dell'età dei figli (ultraquarantenni), trattandoli come adolescenti. La mia domanda è:
- Ci sono segnali di demenza, anche lieve ?
- Come dovrebbero comportarsi, in questi casi, i figli a tutela dei genitori?

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Dr. Paolo Carbonetti

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Alcuni dei comportamenti da lei segnalati fanno effettivamente sospettare la demenza, che del resto è sostenuta dal reperto Tac.
Il fatto che suo padre e sua madre si spalleggino reciprocamente rende più difficile i vostri interventi. Se gli interessi in gioco sono rilevanti può essere presa in considerazione la possibilità di un procedimento di interdizione o inabilitazione.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
Viterbo-Terni-