Utente 358XXX
Buonasera,

Sono la figlia di un ammalato di demenza di 67 anni.
La prima valutazione fatta tramite Mini Mental State Examination aveva evidenziato un rendimento cognitivo moderatamente deficitario (MMSE=17/30 valore corretto 14.2/30), mentre il secondo test con i Mental Deterioration Battery ha evidenziato gravi deficit in tutte le prove ed è stato interrotto. Qui il primo problema: mio padre è inglese ma ha sempre parlato un buon italiano. Mentre nella prima prova le risposte in inglese erano state contate come valide, nella seconda sono state valutate 0 (molte erano però corrette, seppure in inglese). Lo psicologo che ha effettuato il test ha invece parlato di un grave deficit e la geriatra ha deciso di iniziare la terapia per la demenza al rientro delle ferie (mio padre è stato da parenti all'estero per i mesi estivi). Nel soggiorno all'estero ai sintomi già osservati a casa (dimenticanze, confusione logica, frasi sconnesse, teorie del complotto, problemi a ricordare le parole) si è aggiunto un grave senso di spaesatezza e diversi familiari di primo grado (fratelli e sorelle) non sono stati riconosciuti. Tutt'ora nei sui racconti spesso mio padre dice di essere stato "lassù" tra "amici" o "estranei" .
Abbiamo inoltre effettuato la risonanza magnetica solo questo sabato, la copio qui perchè non so interpretarla: "Complesso ventricolare in sede di regolare morfologia ed ampiezza modicamente aumentata, ma normale in rapporto all'età. Ampie le cisterne della base, cisterne silviane, ampi gli spazi corticali della volta. (quadro di atrofia cerebrale). Alterazione di segnale della sostanza bianca periventricolare a livello posteriore da sofferenza della stessa su base vascolare ischemica. Focolai di alterato segnale a carico del parenchima cerebrale sopratentoriale bilateralmente esiti di lesioni vascolari ischemiche. Libere le cisterne pontocerebellari. Non segni di lesioni vascolari ischemiche recenti. Non segni di raccolte ematiche intra od extracerebrali."
Vi chiedo gentilmente aiuto nella comprensione di questo referto, e se sia il caso di far vedere mio padre da un altro specialista prima di iniziare la terapia (la vaghezza della diagnosi mi preoccupa molto). Vi ringrazio per il vostro tempo... in questi momenti ci si sente molto piccoli e soli. Grazie.

[#1] dopo  
Dr. Paolo Carbonetti

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Dunque, vi sono segni e sintomi che indirizzano la diagnosi verso una forma demenziale (disorientamento, grave disturbo della memoria,una performance al MMSE piuttosto compromessa). Una ulteriore diagnosi differenziale nell'ambito di tutte le forme demenziali, che sono molte, è più difficile. La RMN fa evidenziare aspetti di atrofia corticale, e questo fa pensare ad una SDAT (Sindrome Demenziale a Tipo Alzheimer). Vengono anche segnalati esiti di piccole lesioni ischemiche sottocorticali, che certamente concorrono ad aggravare il quadro. Nelle forme a prevalente componente degenerativa (come sembra questa di suo padre) vi sono farmaci che, in qualche caso, e purtroppo non per lunghi periodi, possono essere di aiuto.
Le conviene far visitare suo padre in un centro Alzheimer o da un neurologo o psichiatra o geriatra esperto di queste patologie.
Dr. Paolo Carbonetti
Specialista in Psichiatra
Specialista in Psichiatria Forense
Viterbo-Terni-