Attivo dal 2007 al 2010
Gentili Medici,
qualche giorno fa, eseguendo una pulizia un po' più approfondita al termine delle mestruazioni, ho sentito per la prima volta una protuberanza piuttosto sporgente all'interno della vagina.
Ho subito pensato al collo dell'utero (si sente anche il foro centrale) e ora vivo nell'ansia che possa avere qualche problema, visto che non mi era mai capitato di individuarlo prima inserendo solo il dito medio (nemmeno troppo a fondo).
Oltretutto non lo sento centrale, bensì abbastanza spostato verso sinistra.
Ho anche avuto il dubbio che fosse così in basso a causa di un prolasso dell'utero...
Ho appuntamento con il ginecologo la prossima settimana, ma sono molto preoccupata.
E' possibile individuare il collo dell'utero inserendo semplicemente un dito in vagina?
E' normale che sia così protundente (sembra la punta di un naso)?
E' possibile che sia spostato così tanto a sinistra (non dipende dalla posizione, ho provato anche stando supina perfettamente parallela al letto).
Come è possibile che, durante i rapporti sessuali, non si senta dolore essendo così in basso (un pene è auspicabilmente ben più lungo di un dito medio!!!).
Come se non bastasse, nonostante non l'abbia toccato più di due volte e con delicatezza, ora sento delle fitte provenire proprio da quel punto.
Grazie.

[#1]  
Dr. Marcello Sergio

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Talora e' possibile percepire il collo dell'utero da sole. Se non ha avuto gravidanze difficilmente si tratta di prolasso. Comunque deve aspettare la visita, in quanto e' difficile fare una valutazione via web
Saluti
Dr. Marcello SERGIO
Specialista in Ginecologia ed Ostetricia
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"La ginecologia a portata di donna"

[#2]  
Dr. Elisabetta Chelo

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Cara Signora,
inserendo un dito in vagina in una posizione adeguata è sempre possibile riconoscere il collo dell'utero.
Quando insegnevo alle donne ad utilizzare il diaframma come metodo contraccettivo si cominciava proprio dal riconoscimento del collo dell'utero che si avverte come "la punta di un naso) con una piccola apertura.
Il collo non è necessariamente dritto , ma può essere spostato verso destra o sinistra a seconda della posizione dell'utero sovrastante.
In presenza di perdite bianche io consiglio sempre un accurata rimozione delle perdite da farsi manualmente "girando" attorno al collo dell'utero.
E' un bene imparare a conoscere il proprio corpo!
Elisabetta Chelo
www.centrodemetra.com

[#3] dopo  
Attivo dal 2007 al 2010
Grazie per le risposte rassicuranti.
Sono piuttosto imbarazzata perché non sono una ragazzina e ho anche un buon rapporto con il mio corpo, ma proprio per questo mi sono allarmata non essendomi mai successo in passato di "incappare" nel collo dell'utero.
Inoltre, osservando qualsiasi rappresentazione grafica, non sembra mai che esso possa essere così sporgente, ma appare sempre abbastanza a livello o comunque molto in profondità.
Ad ogni modo sono più tranquilla e spero di togliermi ogni dubbio alla visita dal ginecologo.
Grazie ancora.

[#4] dopo  
Attivo dal 2007 al 2010
Dalla visita è risultato tutto nella norma: corpo dell'utero antiversoflesso, collo dell'utero normale, un ovaio leggermente micropolicistico.
E' incredibile come si possano scoprire cose nuove sul proprio corpo anche in età adulta...decisamente fuori luogo però la reazione ansiosa.
Grazie di nuovo!

[#5]  
Dr. Elisabetta Chelo

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Vari anni fa´ c´era un bellissimo libro intitolato ¨Noi e il nostro corpo¨. Se lo trovasse ancora in libreria le consiglio vivamente di comprarlo.
Un caro saluto
Elisabetta Chelo
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[#6] dopo  
Attivo dal 2007 al 2010
Le sembrerà strano, ma in questi giorni ho chiesto a diverse donne (ovviamente conoscenti) e nessuna di esse pare essersi mai accorta della possibilità di poter sentire con così tanta precisione e facilità il proprio collo dell'utero.
Inoltre, in quasi tutti i libri di anatomia (forse non in quello da Lei gentilmente consigliato), il collo dell'utero non è mai rappresentato o descritto in modo così dettagliato come "molto" sporgente in vagina e "facilmente" raggiungibile.
Detto ciò, quello che a me pare assurdo è che si possa conoscere alla perfezione numero e funzione dei nervi cranici (per fare un esempio) e non si sia nemmeno consapevoli di una cosa tanto naturale e vicina alla quotidianità.
La ringrazio comunque per il prezioso consiglio, tuttavia mi lascia perplessa la ragione per cui possa essere più utile o necessario per "conoscersi meglio" un libro di vari anni fa rispetto a 10 anni di visite ginecologiche con uno specialista...
Cordialmente.

[#7]  
Dr. Elisabetta Chelo

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Gentile signora,
negli anni 70 era molto sentita l´esigenza da parte delle donne di conoscere il funzionamento e l´anatomia del proprio corpo. I primi consultori erano fatti quasi esclusivamente da donne ,ostetriche e qualche (allora rara) ginecologa ed erano nati proprio per aiutare le donne a conoscersi ed emanciparsi. Favorivano la conoscenza e la diffusione dei contracettivi , l´educazione sessuale, si rivendicavano diritti di poter scegliere quando diventare madre e anche del potersi sottrarre ad una maternita´indesiderata. Questa esperienza ricca e complessa, va inserita in un momento di grande fervore culturale che va sotto il nome generico di femminismo. Il libro che le ho citato nasce proprio da questa esperienza, scritto dalle donne per le donne. Molte di noi che abbiamo letto questo libro, abbiamo imparato qualcosa di più sul nostro corpo, su noi stesse; e anche, e molto, del significato della relazione e dell'esperienza femminile nel mondo.
Potrei dirle che io ho scelto di specializzarmi in ginecologia grazie alle esperienze di quegli anni.
Se si e´incuriosita cerchi su internet qualche voce su ¨Noi e il nostro corpo¨ e capira´che l´esperienza che lo ha generato non puo´essere paragonata a dei controlli ginecologici.
Un caro saluto
Elisabetta Chelo
www.centrodemetra.com

[#8] dopo  
Attivo dal 2007 al 2010
Quello che mi premeva sottolineare è che mi stupisce che in un decennio di visite e pap-test ed ecografie non si sia mai presentata l'occasione di accennare a una cosa tanto naturale e importante per una donna, ma non era una critica generalizzata alla Vostra professione, tantomeno alla lettura così gentilmente consigliata, che peraltro non conosco.
Da ex tirocinante dell'Aied di Milano, oltre che da donna, non posso che essere d'accordo con il Suo parere, ma proprio per questa ragione ritengo che la conoscenza trasmessa verbalmente (che poi è stata proprio il primum movens dell'importantissimo fenomeno sociale e culturale di cui ha parlato poco sopra) spesso sia quella più accessibile e immediata, specie se accompagnata da un parere competente e professionale.
Questo non significa che un libro rivolto dalle donne alle donne non possa essere altrettanto valido e dunque lo consulterò molto volentieri!

[#9]  
Dr. Elisabetta Chelo

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Ha ragione, ma i tempi cambiano e anche se , almeno io trovo, che la relazione medico paziente sia molto migliorata, l´aspetto ¨educativo¨si e´un po´appannato con gli anni.
Un caro saluto
Elisabetta Chelo
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