Utente 280XXX
buonasera,sono una ragazza di 20 anni.Ieri sono andata a ritirare il pap test e tra le note c'era scritto che ho una marcata metaplasia e ora dovrò fare una colposcopia.Tutti mi hanno detto che non è nulla di grave,ma preferisco sentire i pareri di medici esperti.
Ho avuto problemi anche con il ciclo mestruale,quindi volevo sapere se potesse dipendere da degli sbalzi ormonali,ma soprattutto volevo capire la gravità e i casi in cui può degenerare.Grazie della consulenza

[#1] dopo  
Prof. Ivanoe Santoro

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Cara amica
per "metaplasia", in Medicina, s'intende semplicemente la sostituzione di un tipo di tessuto epiteliale con un altro tipo di tessuto epiteliale, essendo, però, i due tessuti perfettamente normali.
Nel caso della cervice uterina, la metaplasia è la base cellulare di quella che, volgarmente, viene definita "piaghetta", che noi, invece, chiamiamo "ectropion" cervicale.
Si tratta, in particolare, dell'esito di processi infiammatori ripetuti e/o particolarmente incisivi che hanno fatto perdere il rivestimento fisiologico fatto di cellule appiattite dell'esterno del collo dell'utero, creando un'area di erosione superficiale che è stata, poi, sostituita da cellule provenienti dall'interno del canale cervicale, attratte in quella sede, allo scopo di "riparare" il danno subìto.
E' vero, non è niente di grave. La Colposcopia evidenzierà questo processo come un'area di ANTZ di tipo 0.
Gli sbalzi del ciclo mestruale possono sì dipendere da anomalie ormonali, ma le cause non sono solo quelle: ve ne sono tantissime.
Perciò, oltre alla Colposcopia, è bene che Lei faccia anche una visita ginecologica ed un'ecografia transvaginale, ossibilmente verso il 12° - 13° giorno del ciclo, contando i giorni dal 1° giorno di flusso abbondante e rosso-vivo, così da ottenere importanti informazioni anche sull'eventuale presenza del fenomeno ovulatorio.
Mi tenga informato, se crede opportuno.
Dr. Ivanoe Santoro
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
Resp. UOS di P.S.OST/GIN e Med.Perinatale Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

[#2] dopo  
10161

Cancellato nel 2009
La metaplasia della cervice uterina, è una lenta trasformazione delle cellule verso alterazioni ben più importanti, provocata dal papilloma virus, ne è la sua manifestazione iniziale, come ben descritto in letteratura internazionale. Poiché il papilloma è implicato nella produzione del carcinoma, appena se ne abbia solamente il sospetto della sua presenza, immediatamente va messain atto la terapia per la sua eradicazione.
Sicuramente, tutti gli accertamenti vanno eseguiti, soprattutto la sua presenza, per poter monitorizzare la eliminazione totale dall’organismo.
Effettivamente, ogni volta che viene diagnosticato il Papilloma virus, va portato via immediatamente, ormai è stato effettivamente dimostrata la sua caratteristica di innescare patologie tumorali.
Le terapie locali, non hanno alcun effetto, infatti, il virus alberga non solo sul collo dell’utero, ma anche in altri organi, per cui occorre un accertamento preciso in quali organi si è nascosto.
La medicina biologica, mi offre la possibilità, non solo di intercettarlo, ma anche di approntare la terapia più idonea per la sua eradicazione. Una metodica ben precisa che valuta esattamente lo stato del sistema immunitario, dove agire per ricondurlo allo stato fisiologico.
Quella “metaplasia”, non va assolutamente trascurata, proprio per la sua caratteristica di una lenta trasformazione delle cellule epiteliali in qualcosa di più importante.

Saluti Alberto Moschini

moschinialberto@medicitalia.it

alberto.moschini@fastwebnet.it

Alberto Moschini
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[#3] dopo  
Prof. Ivanoe Santoro

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Gentile Collega
è fondamentalmente errato che la metaplasia, come lesione cellulare, sia sempre e comunque evolutiva e sia, di principio, correlata ad infezione da virus HPV, come si evince dalla Sua risposta.
Ricordando quanto scritto nei testi di Patologia Generale, per "metaplsia" si intende la "sostituzione di un tipo cellulare differenziato con un altro tipo cellulare con diversa differenziazione" in seguito all"esposizione cronica a fattori lesivi di vario tipo (microtraumi, sostanze chimiche, infiammazione cronica".
Ancora "la metaplsia, dal punto di vista funzionale, costituisce una risposta adattativa nei riguardi di condizioni sfavorevoli ed è reversibile al cessare degli stimoli lesivi", e ancora "normalmente le cellule delle zone metaplastiche degli epiteli hanno forma e dimensioni regolari" (P. Clot, M. Bosco, E. Albano - Università degli studi di Torino su Patologia e Fisiopatologia generale - Professione Medico - UTET, 1997).
Quello che Lei afferma, è vero per le DISPLASIE (e nemmeno per tutte, se le correliamo all'azione dei soli virus oncogeni)e non, quindi, per le semplici METAPLASIE.
Questa "foga", perciò, di ricondurre il tutto ad una mera esposizione delle Sue possibilità di eradicazione del virus HPV, mi sembra un tantino forzata e, se mi permette, fuori luogo.
Cordialmente.
Prof.Dr.Ivanoe Santoro
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