Lsil vaginale
Buongiorno.
Non riesco a chiarire un dubbio: perchè se è risaputo che il management di una lsil (istologica anche) prevede il solo monitoraggio, poi invece leggo di tantissimi casi di intervento chirurgico?
Cioè: il grado lieve non esclude l'intervento e i casi sono anche moltissimi mi sembra...
Grazie agli specialisti che mi risponderanno.
Non riesco a chiarire un dubbio: perchè se è risaputo che il management di una lsil (istologica anche) prevede il solo monitoraggio, poi invece leggo di tantissimi casi di intervento chirurgico?
Cioè: il grado lieve non esclude l'intervento e i casi sono anche moltissimi mi sembra...
Grazie agli specialisti che mi risponderanno.
Buongiorno e grazie. E’ un dubbio molto comune, e la confusione nasce dal fatto che spesso si mescolano informazioni cliniche, esperienze personali e, purtroppo, anche interventi non sempre appropriati.
Va detto che LSIL (Low-grade Squamous Intraepithelial Lesion) definizione citologica corrisponde a una lesione CIN1 e che non è un tumore; può essere considerata una lesione precancerosa di basso grado, lieve o lesione secondaria a flogosi da HPV e che nella stragrande maggioranza dei casi può regredire spontaneamente entro 12 24 mesi, a volte anche più rapidamente.
È proprio per questo che, secondo tutte le linee guida internazionali (SICPCV, IFCPC, ASCCP, ESGO) la gestione standard di una LSIL / CIN1 è di tipo conservativo con il il monitoraggio della lesione e non l’intervento.
Perché allora molte donne vengono operate?
Per varie ragioni, da considerare separatamente: la situazione più frequente si riferisce a storie cliniche dove si riscontra un’ HPV ad alto rischio persistente, una colposcopia dubbia o non soddisfacente, una lesione non completamente visibile, ripetuti Pap test anomali, oppure incongruenze tra citologia, HPV e biopsia. In questi casi, non si opera per la CIN1, ma per il contesto clinico non chiaro. A volte perché in una piccola percentuale di casi (circa 8 12%) la biopsia può sottostimare il grado reale, viene refertata come LSIL/CIN1, ma la lesione reale era CIN2 o CIN3 in un punto non campionato. Quando la colposcopia non è soddisfacente o la zona è difficile da valutare (es. SCJ in canale), alcuni specialisti preferiscono il trattamento. Altre volte succede che la paziente, molto in ansia, chieda di togliere tutto anche se clinicamente non necessario; soluzione che il ginecologo esperto sa come evitare e non eseguire un trattamento inutile (ma non tutti hanno la stessa sensibilità nel gestire l’ansia del paziente).
L’eccessivo ricorso al trattamento di una L.SIL rimane comunque un dato documentato e noto in letteratura: negli anni c’è stato un over-treatment delle lesioni cervicali lievi per motivi i più vari che possono essere considerati come dovuti a un eccesso di prudenza, o alla mancanza di adesione rigorosa alle linee guida e alla convinzione (scorretta) che è meglio togliere tutto . La comunità scientifica e anche la nostra Società Italiana di Colposcopia e Patologia Cervico Vaginale SICPCV insiste da tempo sul ridurre questo fenomeno.
La LSIL secondo linee guida non va trattata praticamente mai, salvo questi casi ben precisi:
LSIL persistente oltre 24 36 mesi, Colposcopia non soddisfacente, Discordanza importante tra citologia / HPV / biopsia, Impossibilità di follow-up regolare, Sospetto di lesione di grado superiore non visualizzabile
Quindi non per il dubbio che la CIN 1 degeneri , ma perché non siamo sicuri che sia davvero una CIN1.
Una riflessione va anche fatta sulla circostanza che i casi operati sembrano essere molti perché ragionevolmente le pazienti operate raccontano più spesso la loro esperienza online, mentre chi viene tenuta a monitoraggio (correttamente) tende a parlarne meno; perché alcuni medici trattano più del necessario e questo avviene sia nella medicina pubblica che in quella privata, in ultimo perché si confonde LSIL (citologica) con CIN1, CIN2 e CIN3, che hanno gestioni molto diverse.
Il messaggio importante che va rivolto a tutte le donne che una LSIL / CIN1 NON è un'indicazione automatica a intervento.
È una condizione a bassissimo rischio che nel 60 80% dei casi regredisce da sola e non sono giustificati allarmismi inutili. L’atteggiamento corretto da tenere è il follow-up regolare, affidarsi a un ginecologo esperto in colposcopia e comprendere che la medicina non procede a colpi di bisturi , ma sempre con valutazione intera del quadro.
Va detto che LSIL (Low-grade Squamous Intraepithelial Lesion) definizione citologica corrisponde a una lesione CIN1 e che non è un tumore; può essere considerata una lesione precancerosa di basso grado, lieve o lesione secondaria a flogosi da HPV e che nella stragrande maggioranza dei casi può regredire spontaneamente entro 12 24 mesi, a volte anche più rapidamente.
È proprio per questo che, secondo tutte le linee guida internazionali (SICPCV, IFCPC, ASCCP, ESGO) la gestione standard di una LSIL / CIN1 è di tipo conservativo con il il monitoraggio della lesione e non l’intervento.
Perché allora molte donne vengono operate?
Per varie ragioni, da considerare separatamente: la situazione più frequente si riferisce a storie cliniche dove si riscontra un’ HPV ad alto rischio persistente, una colposcopia dubbia o non soddisfacente, una lesione non completamente visibile, ripetuti Pap test anomali, oppure incongruenze tra citologia, HPV e biopsia. In questi casi, non si opera per la CIN1, ma per il contesto clinico non chiaro. A volte perché in una piccola percentuale di casi (circa 8 12%) la biopsia può sottostimare il grado reale, viene refertata come LSIL/CIN1, ma la lesione reale era CIN2 o CIN3 in un punto non campionato. Quando la colposcopia non è soddisfacente o la zona è difficile da valutare (es. SCJ in canale), alcuni specialisti preferiscono il trattamento. Altre volte succede che la paziente, molto in ansia, chieda di togliere tutto anche se clinicamente non necessario; soluzione che il ginecologo esperto sa come evitare e non eseguire un trattamento inutile (ma non tutti hanno la stessa sensibilità nel gestire l’ansia del paziente).
L’eccessivo ricorso al trattamento di una L.SIL rimane comunque un dato documentato e noto in letteratura: negli anni c’è stato un over-treatment delle lesioni cervicali lievi per motivi i più vari che possono essere considerati come dovuti a un eccesso di prudenza, o alla mancanza di adesione rigorosa alle linee guida e alla convinzione (scorretta) che è meglio togliere tutto . La comunità scientifica e anche la nostra Società Italiana di Colposcopia e Patologia Cervico Vaginale SICPCV insiste da tempo sul ridurre questo fenomeno.
La LSIL secondo linee guida non va trattata praticamente mai, salvo questi casi ben precisi:
LSIL persistente oltre 24 36 mesi, Colposcopia non soddisfacente, Discordanza importante tra citologia / HPV / biopsia, Impossibilità di follow-up regolare, Sospetto di lesione di grado superiore non visualizzabile
Quindi non per il dubbio che la CIN 1 degeneri , ma perché non siamo sicuri che sia davvero una CIN1.
Una riflessione va anche fatta sulla circostanza che i casi operati sembrano essere molti perché ragionevolmente le pazienti operate raccontano più spesso la loro esperienza online, mentre chi viene tenuta a monitoraggio (correttamente) tende a parlarne meno; perché alcuni medici trattano più del necessario e questo avviene sia nella medicina pubblica che in quella privata, in ultimo perché si confonde LSIL (citologica) con CIN1, CIN2 e CIN3, che hanno gestioni molto diverse.
Il messaggio importante che va rivolto a tutte le donne che una LSIL / CIN1 NON è un'indicazione automatica a intervento.
È una condizione a bassissimo rischio che nel 60 80% dei casi regredisce da sola e non sono giustificati allarmismi inutili. L’atteggiamento corretto da tenere è il follow-up regolare, affidarsi a un ginecologo esperto in colposcopia e comprendere che la medicina non procede a colpi di bisturi , ma sempre con valutazione intera del quadro.
Dr. Paolo Visci
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 3 visite dal 29/01/2026.
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