Pap test ASCUS -> HPV+ -> Colposcopia -> Biopsie: CIN1 e CIN2 + AIS (focale).
Buonasera, ho 34 anni e ho fatto un pap test dapprima ASCUS e a distanza di un mese negativo con assenza di lesioni intraepiteliale o maligna.
Positiva hpv 16.
A seguito di una colposcopia con esito area di mosaico regolare che si protrae ai fornici anteriori e posteriori antz1, il dottore mi ha fatto una biopsia e vaporizzazione.
L’esito è stato CIN 1, Frammento di mucosa collo dell’utero con lesione squamosa intraepiteliale di basso grado cin 1, focalmente estesa ai colletti ghiandolari.
Avendo poi un’altra area sospetta ha optato per una seconda biopsia mirata su due frammenti e vaporizzazione con esito: Frammenti di mucosa con lesione squamosa intraepiteliale di alto grado (CIN 2) ed estesa coilocitosi dell'epitelio superficiale e focolai di metaplasia tubarica dell'epitelio ghiandolare.
Nel frammento di più piccole dimensioni si apprezza un circoscritto e minuto focolaio (diametro massimo istologico < mm1) di proliferazione ghiandolare atipica suggestiva per adenocarcinoma in situ (AIS) non più valutabile nelle sezioni allestite per colorazioni immunoistochimiche.
Il medico mi ha detto di fare conizzazione e mi ha comunque tranquillizzata, ma sinceramente sono terrorizzata da cio’ che ne puo’ conseguire.
Cosa posso verosimilmente aspettarmi da istologico con questa situazione?
Positiva hpv 16.
A seguito di una colposcopia con esito area di mosaico regolare che si protrae ai fornici anteriori e posteriori antz1, il dottore mi ha fatto una biopsia e vaporizzazione.
L’esito è stato CIN 1, Frammento di mucosa collo dell’utero con lesione squamosa intraepiteliale di basso grado cin 1, focalmente estesa ai colletti ghiandolari.
Avendo poi un’altra area sospetta ha optato per una seconda biopsia mirata su due frammenti e vaporizzazione con esito: Frammenti di mucosa con lesione squamosa intraepiteliale di alto grado (CIN 2) ed estesa coilocitosi dell'epitelio superficiale e focolai di metaplasia tubarica dell'epitelio ghiandolare.
Nel frammento di più piccole dimensioni si apprezza un circoscritto e minuto focolaio (diametro massimo istologico < mm1) di proliferazione ghiandolare atipica suggestiva per adenocarcinoma in situ (AIS) non più valutabile nelle sezioni allestite per colorazioni immunoistochimiche.
Il medico mi ha detto di fare conizzazione e mi ha comunque tranquillizzata, ma sinceramente sono terrorizzata da cio’ che ne puo’ conseguire.
Cosa posso verosimilmente aspettarmi da istologico con questa situazione?
La situazione descritta richiede un intervento di conizzazione per rimuovere completamente le aree anomale del collo dell'utero e per ottenere un esame istologico definitivo che possa valutare l'estensione precisa delle lesioni e guidare la gestione successiva.
- CIN 1: Si tratta di una displasia di basso grado, spesso regredisce spontaneamente
- CIN 2: Displasia di grado intermedio, associata a HPV 16 richiede trattamento.
- AIS (Adenocarcinoma in situ): Lesione premaligna delle cellule ghiandolari. La sua presenza, anche focale, rende la conizzazione l'intervento raccomandato per rimuovere l'area e consentire una diagnosi precisa.
L'esito istologico della conizzazione determinerà poi il percorso successivo. Potrebbe confermare la presenza di AIS, CIN 2 o CIN 3, oppure escludere lesioni di alto grado. A seconda dei risultati, si deciderà se siano necessari ulteriori trattamenti o solo sorveglianza. La conizzazione stessa, se eseguita correttamente, ha un'alta percentuale di successo nel rimuovere completamente le lesioni premaligne, riducendo il rischio di progressione verso lesioni invasive.
È comprensibile la preoccupazione, ma la conizzazione è una procedura standard in queste situazioni, volta a garantire una diagnosi accurata e un trattamento adeguato.
- CIN 1: Si tratta di una displasia di basso grado, spesso regredisce spontaneamente
- CIN 2: Displasia di grado intermedio, associata a HPV 16 richiede trattamento.
- AIS (Adenocarcinoma in situ): Lesione premaligna delle cellule ghiandolari. La sua presenza, anche focale, rende la conizzazione l'intervento raccomandato per rimuovere l'area e consentire una diagnosi precisa.
L'esito istologico della conizzazione determinerà poi il percorso successivo. Potrebbe confermare la presenza di AIS, CIN 2 o CIN 3, oppure escludere lesioni di alto grado. A seconda dei risultati, si deciderà se siano necessari ulteriori trattamenti o solo sorveglianza. La conizzazione stessa, se eseguita correttamente, ha un'alta percentuale di successo nel rimuovere completamente le lesioni premaligne, riducendo il rischio di progressione verso lesioni invasive.
È comprensibile la preoccupazione, ma la conizzazione è una procedura standard in queste situazioni, volta a garantire una diagnosi accurata e un trattamento adeguato.
Dr. Fabio Martinelli
Specialista in Ginecologia ed Ostetricia
Ginecologo Oncologo Europeo (ESGO certified)
Risposta creata con il supporto di Medicitalia.AI
Questo consulto ha ricevuto 1 risposte e 7 visite dal 15/01/2026.
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