Dolori a seguito episiotomia

Ho partorito quasi 2 anni fa con induzione (10 gg post-termine): prostaglandine, rottura manuale delle acque, ossitocina, anestesia epidurale-spinale (che però in prima battuta non ha avuto effetto) e infine sono stata sottoposta a Episiotomia.
I punti dell'episiotomia non si sono riassorbiti per cui dopo una decina di giorni sono stati tagliati e sfilati perché mi causavano molto dolore: "tiravano" e non riuscivo a stare seduta.
La sensazione di fastidio però è rimasta: ancora oggi sento come se qualcosa "tirasse" e un leggero bruciore; durante i rapporti sessuali il dolore è forte.
Dopo circa un anno dal parto ho chiesto consiglio alla mia ginecologa che, sentendo la cicatrice durante la visita, mi ha detto che è stato tagliato un nervetto che probabilmente non è stato saldato bene quando sono stata ricucita, che è una cosa che capita e che non c'è assolutamente nulla da fare per migliorare la situazione.
L'unico suggerimento che mi ha dato è di usare un lubrificante durante i rapporti e le fitostimoline per ammorbidire. Al di là che psicologicamente mi è difficile usare queste accortezze prima dei rapporti (e quindi non l'ho mai fatto), è proprio vero che non si può fare nulla (anche di chirurgico!) per alleviare il dolore o fastidio continuo che sento?
In caso di eventuale seconda gravidanza una ulteriore episiotomia può aggravare la situazione?
Vi ringrazio anticipatamente per qualsiasi suggerimento possiate darmi.
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Dr. Maurizio Di Felice Ginecologo 4,2k 104
Gentile utente, ora non potendo avere una visione del quadro è difficile dare una risposta, tuttavia non sono rare problemi nei rapporti insorti dopo il parto spesso a seguito di episiorrafie non ottimali; solitamente durante il secodo parto se lei segnala il problema al medico si può migliorare la situazione

Dr. Maurizio Di Felice

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Dr. Claudio Bernardi Chirurgo generale, Chirurgo plastico 2,3k 61 105
Gentile signora,
a volte una cicatrizzazione non normale può essere causa dei disturbi che lei lamenta. Se la cicatrice è fibrotica e in tensione si potrebbe valutare di fare una revisione chirurgica della stessa.
Distinti saluti
Dott. Bernardi Claudio
Chirurgia Plastica
http://www.claudiobernardi.it

Dr. Claudio Bernardi
Chirurgia Plastica
www.claudiobernardi.it - www.lachirurgiaplastica.net

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Dr. Ivanoe Santoro Ginecologo 8,5k 280 7
In genere quasi mai una episiorrafia procura dolore a livello vaginale. La maggior parte della sintomatologia algica si reperta a livello perineale, dove è più probabile che terminazioni nervose appartenenti al nervo pudendo possano essere state inglobate nella cicatrice chirurgica, determinando una vera e propria "causalgia" perineale.
Un'altra causa, da tenere in considerazione soprattutto se il dolore ed il gonfiore che si avvertono s'incrementano in periodo mestruale, è la presenza di focoali di endometriosi della cicatrice post-episiotomica. In questo caso, basta eseguire, in qul periodo, una ecografia dei tessuti molli superficiali per rendersi conto della presenza di questa condizione la cui terapia è solo chirurgica.
Nei casi più comuni basta assumere un antinevritico per via generale e, localmente, utilizzare una schiuma esterna a base di Ketoprofene, il tutto per alcuni mesi (almeno 3). Se non vi sono evidenti miglioramenti e, nel frattempo non si è instaurata un'ulteriore gravidanza (per cui rimandare come dice giustamente il Collega Di Felice al momento del secondo parto la terapia del problema), è opportuno...mettere mano al bisturi.
Cordialità.

Prof.Dr.Ivanoe Santoro
Spec.Ostetrico/Ginecologo
già Direttore f.f. UO OST/GIN Ospedale di Solofra(AV) Prof. Anatomia Umana Univ. Napoli

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Dr. Claudio Bernardi Chirurgo generale, Chirurgo plastico 2,3k 61 105
In aggiunta al dott. Santoro mi permetto solo di segnalare quei casi sia pur rari in cui, magari a seguito di un a episiotomia non perfetta o comunque "associata" a lacerazioni, compaiono linee di cicatizzazioni anomale. Nella mia esperienza di riparazioni dell'area perineo-vaginale mi è capitato di imbattermi in qualche caso del genere e quindi andrebbe fatta una valutazione clinica anche in questa direzione.
Distinti saluti
Dott. Bernardi Claudio
Chirurgia Plastica
http://www.claudiobernardi.it
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dopo
Utente
Utente
Vi ringrazio moltissimo per le informazioni, molto utili per capire di che tipo di problema si tratta.
Per sapere nel mio caso specifico cosa è più indicato a quale specialista mi devo rivolgere? Ad uno specialista di chirurgia plastica e ricostruttiva?
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Dr. Claudio Bernardi Chirurgo generale, Chirurgo plastico 2,3k 61 105
Sicuramente il ginecologo. Sarà lui che valuterà di avvalersi della consulenza del chirurgo plastico, sempre utile a mio avviso in questi casi.
C.B.

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