Utente 336XXX
Buongiorno, ho 42 anni.
Diversi anni fa mi è stata riscontrata una maloccusione alla mandibola, che pero' per diverso tempo non mi ha mai dato grossi problemi, solo un po di fastidio all'orecchio con il passare gli anni. Ai tempi mi fu detto di avere solo qualche piccolo accorgimento , tipo evitare di addentare una mela intera o non fare grossi sbadigli e cose del genere. Quattro anni fa pero', sentendo questo "schiocco" nell'articolazione sempre molto evidente, ho messo un bite che ho portato discontinuamente, solo durante il riposo notturno. Mi è successo pero' recentemente una mattina, dopo averlo tolto, di non riuscire più ad aprire la bocca. Sentivo un dolore molto forte alla mandibola al minimo tentativo . Fortunatamente dopo una decina di munuti tutto si è risolto. Ora non mi sento più di indossare il bite xchè ho paura che qualcosa non vada più bene. Che può essere successo e sopratutto cosa devo fare ora ?
Ringrazio molto per l'attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Elio Chello

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Cordiali Saluti


Dott. Elio Chello
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[#2] dopo  
Dr. Giuseppe Oscar Muraca

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Gentile utente, il non poter aprire la bocca è sintomo di un dislocamento anteriore del menisco che non si risolve da solo ma con una manovra di sblocco. la sua probabilmente trattasi di contrattura muscolare. Consiglio: visita odontoiatrica a carattere gnatologico con controllo del bite.
P.S.
Il BITE non è la pillola magica che messa in bocca risolve tutto da sola. Va controllato e "registrato" regolarmente nel tempo, se necessario cambiato.
A presto
Dr.Oscar G.ppe Muraca

La risposta ha carattere puramente informativo.

[#3] dopo  
Utente 336XXX

Ringrazio molto.

[#4] dopo  
Dr. Lorenzo Alberti

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Il bite portato di notte. In una mandibola dislocata. Così il cervello di notte memorizza la posizione terapeutica ed il giorno dopo quella scorretta (ma probabilmente entrambe le posizioni sono scorrette perchè quando un bite viene fatto portare solo di notte è stato fatto a "occhiometro"). Il mio consiglio è di contattare uno gnatologo di provata esperienza. Cordialità.
Dr Lorenzo Alberti
www.drlorenzoalberti.it
www.miolabroma.it

[#5] dopo  
Dr. Daniele Tonlorenzi

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Gentile utente, tra i componenti dell'articolazione temporo-mandibolare c'è il condilo della mandibola e la fossa della mascella che l'accoglie. Tra questi due componenti c'è un disco articolare (una specie di cuscinetto) che in situazioni normali è sempre interposto tra le due strutture sudescritte. A bocca chiusa la testa del condilo mandibolare è nella parte più posteriore del disco. Man mano che la bocca si apre la testa del condilo va a posizionarsi nella parte più anteriore. In chiusura invece ritorna nella posizione di partenza (la più posteriore). In presenza di un click o di uno scatto mandibolare a bocca chiusa il disco del condilo non è più interposto tra la testa del condilo mandibolare e la fossa temporale della mascella. L'altezza del disco è maggiore dello spazio a disposizione (non ci entra). Quando il disco si interpone tra testa del condilo e fossa (si dice che viene catturato) si ha il click. Se la "cattura" avviene subito avremo un click precoce, se avviene in fase intermedia ci sarà un click intermedio, se avviene alla fine del movimento di massima apertura si avrà un click tardivo. Rimedi. A Pisa il Prof Marcello Brunelli propone la costruzione di un bite in massima apertura. Così facendo si allontana la testa del condilo dalla fossa del temporale ridando lo spazio affinché il disco venga "ricatturato" nella sua normale posizione. Naturalmente questo è quello che facciamo noi altri fanno bite non in massima apertura, però se si vuole ricreare lo spazio si deve comunque "costruire" un bite alto. Se il bite è alto può impedire la normale vita di relazione e quindi ecco perché si porta di più di notte, oppure di giorno quando siamo da soli.
Un bravo gnatologo le spiegherà con libri e disegni ciò che io ho scritto. Con disegni e foto la sua spiegazione sarà di sicuro più chiara.
Saluti
Dr. Daniele Tonlorenzi Prof A.C. Università di Pisa
http://www.medicitalia.it/dtonlorenzi/curriculum

[#6] dopo  
Dr. Daniele Tonlorenzi

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La causa più frequente di malocclusione dentale è il digrignamento, che si divide in notturno (più frequente) e diurno. Il bite quindi va portato il più possibile, ma soprattutto di notte. Un'altra divisione è in "silenzioso" (scientificamente si chiama serramento) e rumoroso (digrignamento). Si pensa di solito che per risolvere il problema bruxismo si debba "correggere" l'occlusione dentale. Allora si fanno bite per ripristinare la masticazione corretta, però invece di serrare i denti si serra sul bite che poi si rompe. Gli studi attuali hanno invece dimostrato che questo movimento è "memorizzato" nel cervello, due nuclei si "armonizzano" tra loro: il nucleo motore del trigemino (che fa partire il movimento) ed il nucleo detto generatore centrale di impulsi che "frena" (inibisce) il precedente. Al Dipartimento di fisiologia di Pisa si sta studiando una metodica che "smemorizza" questi movimenti del bruxismo. Si usano due strade:
a)un particolare tipo di bite che tiene la bocca in massima apertura;
b) un farmaco (a dosi bassissime) che potenzia quel nucleo frenante il motore del trigemino dove questi movimenti bruxisti sono "scritti".
Si tratta di un argomento complesso che spero di essere riuscito a spiegare. Comunque niente paura, faccia pure domande e vedrò di specificare meglio.
Saluti
Dr Daniele Tonlorenzi Prof A. C. Università di Pisa

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