Utente 400XXX
Salve

circa due anni fa mi comparve un problema all'orecchio destro, inizialmente con una sensazione costante di tappamento e poi accumulo di muco nella tuba. L'otorino che mi visito' mi consiglio' un ciclo di insufflazioni endotimpaniche alle terme che feci e che risolse parzialmente il problema, liberando il muco e diminuendo la sensazione di orecchio tappato.

Tuttavia, da allora, noto che l'orecchio destro fa fatica a compensare e si tappa con rapidi cambi di pressione, ad esempio mi capita quasi sempre in aereo, su cui viaggio almeno 2-3 volte al mese per necessita' di lavoro.

Da alcuni giorni, il problema si e' notevolmente acuito, con di nuovo una forte sensazione di pressione al timpano, dolore che si estende alla mandibola e alla gola, con anche fastidio a deglutire. Per ora non mi sembra di sentire catarro nella tuba, pero' i fastidi sono tali che mi impediscono di concentrarmi sul lavoro.

Il medico di base mi ha consigliato uno spray nasale cortisonico, ma gia' lo provai la prima volta e non servi' a nulla. L'otorino da cui andai mi diagnostico' anche una rinite vasomotoria e ipertrofia dei turbinati, dicendo che questa potrebbe essere stata la causa del problema all'orecchio e proponendomi un'operazione di riduzione tramite laser dei turbinati che non ho pero' fatto.

Leggendo vari consulti su Medicitalia, ho notato come tante persone soffrano di problemi simili e che alla base potrebbe esserci non solo una cause ORL, ma un disturbo all'ATM. Ora, dato che il dolore e la pressione all'orecchio stanno diventando insopportabili, vorrei chiedere se ha senso rifare un ciclo di insufflazioni sperando di lenire almeno temporaneamente i dolori oppure se meglio rivolgersi direttamente ad uno gnatologo. In quest'ultimo caso, la terapia d'elezione immagino sia un bite. Il mio timore riguardo al bite e' che vada a toccare meccanismi cosi' delicati e peggiorare ancor di piu' le cose. Vorrei chiedere, in base alla vostra esperienza,

- dopo quanto tempo i pazienti iniziano ad avvertire i primi benefici del bite? Puo' esserci viceversa un peggioramento all'inizio?
- il bite va portato a vita o la terapia ha una durata limitata?
- e' possibile avere una vaga idea dei costi della terapia, non essendo coperta dal SSN?

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, tempo fa le avevo già risposto sull'opportunità di un trattamento gnatologico: l'aggravamento (inevitabile) della sua situazione lo rende oggi ancora più indicato.
Se il trattamento è indicato e il bite è stato realizzato adeguatamente e viene portato con diligenza dal paziente, i risultati sono in genere abbastanza rapidi: è corretto non dare aspettative nel primo mese.

Il bite costituisce solo una terapia iniziale di una disfunzione cranio-mandibolare una via di mezzo fra la conferma diagnostica e una prima terapia, ma è solo una terapia iniziale di una disfunzione dell''Articolazione Temporo Mandibolare (ATM). Successivamente, MA SOLO SUCCESSIVAMENTE AL RAGGIUNGIMENTO DI UN BUON SUCCESSO CLINICO CON IL BITE, si dovrà provvedere ad una riabilitazione ortodontica, protesica o mista che confermi il risultato ottenuto con il bite, oppure proseguire, come compromesso, con il bite a vita.
Riguardo ai costi, uno gnatologo, come ogni professionista, si colloca nella fascia professionale in cui ritiene di potersi collocare, e che i pazienti gli riconoscono, anche per quel che riguarda la parcella richiesta: alla prima visita si rilascia solitamente un preventivo.
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
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[#2] dopo  
Utente 400XXX

Gentile Dott. Bernkopf

la ringrazio per la risposta. Seguiro' il suo consiglio di farmi visitare da uno gnatologo. Chiedevo della durata del trattamento con bite poiche' mi e' capitato di parlare con altre persone afflitte da problemi all'ATM e mi hanno riferito di terapie solo col bite e non con apparecchio fisso.

Immagino dipendera' da caso a caso, ma purtroppo e' difficile orientarsi e decidere a chi rivolgersi, dato che la gnatologia e' una specialita' di nicchia e ci sono diverse scuole di pensiero.

Riguardo al problema attuale del catarro nella tuba, ha senso effettuare comunque le insufflazioni timpaniche come sorta di palliativo, perlomeno sperando di ridurre i fastidi ed i dolori (non la causa) piu' rapidamente? Oppure saltare questa terapia ed iniziare un trattamento gnatologico, anche se, da cio' che ho capito, richiedera' piu' tempo per liberare la tuba?

[#3] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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A mio parere uno gnatologo non dovrebbe di regola fermarsi al bite. A volte ci si ferma lì in casi troppo anatomicamente sfavorevoli, o per motivi economici, o di distanza, ma la filosofia che seguo è che , se la bocca sostiene il problema, è necessario "cambiare bocca", e questo per tutte le 24 ore e per tutta la vita: il bite la cambia artificialmente, costituendo anche conferma diagnostica della correttezza dell'indirizzo terapeutico; la successiva riabilitazione, ortodontica, protesica, chirurgica, implantare , mista , mira a trasferire sulla dentatura le indicazioni occlusali fornite dal bite.
Il bite a vita è una terpia di minima, ma se il paziente la accetta (temo che prima o poi si stufi), filosoficamente è valida.

Le insufflazioni sono un ottimo aiuto all'eliminazione del catarro tubarico: hanno il vantaggio che le passa "la mutua", soggiorno a parte. Sono consulente alle Terme di Tabiano. E' molto importante che vengano effettuate con canula lunga direttamente sull'orifizio tubarico, e non con la semplice mascherina, che ritengo poco efficace. Si sinceri che la tecnica impiegata sia la prima.
Ovviamente, come dentista-gnatologo-ortodontista, sparo prima con le mie armi, ovviamente se il caso risulta indicato.
Cordiali saluti ed auguri
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
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