Utente 485XXX
Gen.lissimi Dottori,
Vi scrivo per avere un parere professionale ed al contempo, se vogliamo, anche umano circa un problema che mi affligge da sempre ma che, nel tempo, ho commesso il grave errore di sottovalutare.
Soffro di bruxismo, certamente diurno e probabilmente anche notturno. Non ho mai avuto la necessità di andare da un dentista, tranne 2 anni fa quando ho tolto un dente del giudizio (operazione dolorosissima che se tornassi indietro mi risparmierei) ed da adolescente quando in più occasioni mi consigliarono un bite da portare di notte (onde ovviare al mio palese ed aggressivo bruxismo) ma al cui ausilio purtroppo nn ho dato mai l'importanza dovuta.
Senz'ombra di dubbio il mio è anche un caso di mala occlusione ma gli specialisti che mi hanno visitata in passato hanno sempre evidenziato che potevo fare a meno di correggerla con un apparecchio, dato che nn incideva sulla mia salute, per cui non ho mai provveduto a procedere in tal senso.
Oggi, tuttavia, mi ritrovo in una situazione molto preoccupante: ho tutti i denti consumati; gli incisivi sono in parte ridotti alla trasparenza ed ho paura di perderne soprattutto uno, del quale un anno fa mi sono ritrovata un frammento in bocca e che temo, a breve, inizierà anche a farmi seriamente male dato che avverto già dei fastidi.
Dunque, non so cosa fare.
Ricostruire i denti? Ma come??? Relativamente al mio caso, qual'è il metodo più indicato?
E come rispondere al problema del bruxismo, soprattutto diurno?
Sono seriamente preoccupata ed attendo con ansia un vostro parere.
Grazie sin d'ora per l'attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, personalmente le sconsiglio di attuare un trattamento di tipo definitivo e difficilmente reversibile ( a meno di non distruggere tutto) senza aver preliminarmente acquisito un buon risultato con un approccio reversibile, vale a dire con l’applicazione di una dispositivo di riposizionamento mandibolare rimovibile (quello che viene comunemente, ma spesso impropriamente , chiamato “bite”).
La presenza di morso profondo, che sicuramente l'abrasione dei suoi denti ha generato è spesso significativa, ma difficilmente costituisce l’unica malposizione che si è venuta a creare: spesso si associa anche a componenti sagittali (avanti e indietro) e latero laterali, che vanno indagate e trattate al pari della componente verticale (appunto il morso profondo).
Questo aspetto difficilmente si può affrontare applicando direttamente rialzi di natura protesica ("Ricostruire i denti?"), anche se ciò sarebbe teoricamente possibile.Tenga anche presente che, in casi simili, il bruxismo non è l'unico sintomo che si associa al quadro occlusale, per cui il caso va inquadrato nel suo complesso.
Le suggerieco anche di leggere l’articolo che si apre con questo link, e anche quello citato alla fine del testo
Cordiali saluti ed auguri

https://www.medicitalia.it/blog/gnatologia-clinica/7140-ruolo-occlusione-patogenesi-bruxismo.html
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
Spec. in Odontoiatria, Gnatologo- Ortodontista
www.studiober.com edber@studiober.com

[#2] dopo  
Utente 485XXX

Gent.le Dr. Bernkopf,
la ringrazio per il suo intervento.
Come presupponevo non vi sono alternative al bite né rimedi risolutivi, quantomeno palesi. :( Tuttavia, per quanto riguarda i miei denti incisivi - che a breve, ahìmé, potrebbero facilmente finire col danneggiarsi ancor più gravemente lasciandomi senza speranza di indolore risoluzione - come mai suggerisce di non optare per una ricostruzione in concomitanza all'ausilio di quest'ultimo?? Mi scusi ma non capisco :(
Ricostruirli ripristinandone l'originale morfologia, non equivale anche in parte a proteggerli dall' ulteriore deterioramento, pertanto, salvaguardando quel che ad oggi ne resta?? Ovviamente, ricoprendo i denti quanto più tempo possibile con bite/mascherine opportune.

[#3] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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Gentile Paziente, Come le ho scritto, personalmente le sconsiglio di attuare un trattamento di tipo definitivo e difficilmente reversibile senza aver preliminarmente acquisito un buon risultato con un approccio reversibile, vale a dire con l’applicazione di una dispositivo di riposizionamento mandibolare rimovibile (quello che viene comunemente, ma spesso impropriamente , chiamato “bite”).
La terapia con bite nei casi come il suo è rivolta a ricercare, sulla base dei reperti anamnestici, clinici e strumentali, la "posizione terapeutica", cioè la posizione della mandibola in cui l'intera struttura cranio-mandibolo-vertebrale, prima in disfunzione, possa assestarsi in una corretta postura.
Spolo dopo questa fase ha sdenso passare alla protesizzazione dei denti che lo richiedano.
Anche l'impiego del bite serve " anche in parte a proteggerli dall' ulteriore deterioramento, pertanto, salvaguardando quel che ad oggi ne resta".
Cordiali saluti ed auguri.
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
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[#4] dopo  
Utente 485XXX

Dottore,
so perfettamente che il bite, nel mio caso, servirebbe a questo, ossia, a proteggere i denti dal deterioramento. Infatti, se rilegge bene il mio messaggio, non era certo mia intenzione procedere alla ricostruzione senza aver parallelamente provveduto a procurarmi un bite opportuno a tutelare quanto resta dei miei denti e le relative ricostruzioni. Solo una folle lo farebbe!
Comunque, a quanto ne so, il bite protegge ma non corregge, motivo per cui quasi certamente dovrò portarlo indefinitamente. Inoltre, è creato in base alla dentatura del soggetto. Dunque, provvedendo subito ad acquistare un bite senza ricostruire in contemporanea i denti, finirei per doverne acquistare poi un altro post ricostruzione (dato che la morfologia degli incisivi cambierebbe), dovendo così affrontare il doppio della spesa, senza contare che lascerei gli incisivi per altro tempo senza l'ulteriore protezione dei materiali ricostruttivi (che nn dovrebbero ledere alla salute dei denti, giusto? Per cui nn dovrei preoccuparmi della loro reversibilità dato che più a lungo restano a proteggere i miei denti meglio è)
Pertanto, che senso ha?
Se nelle mie deduzioni ci sono degli errori, le sarei grata se potesse aprirmi gli occhi.

[#5] dopo  
Dr. Edoardo Bernkopf

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"Comunque, a quanto ne so, il bite protegge ma non corregge,".
Effettivamente questo è quello che dice una corrente di pensiero.
Personalmente non sono d'accordo: se ha letto l'articolo che le ho linkato avrà colto che invece il bite è orientato a modificare l'occlusione del paziente, intervenendo di conseguenza su tutta una serie di problemi che la malocclusione può sostenere, fra cui anche il bruxismo.
"finirei per doverne acquistare poi un altro post ricostruzione"
A mio parere finirebbe, al contrario, per dover acquistare nuove ricostruzioni dopo aver individuato con il bite la corretta occlusione.
Nel frattempo, come ha colto anche lei, il bite provvede anche a proteggere i denti abrasi.
Se non lo ha letto, lega anche l'altro articolo linkato a fine articolo.
Cordiali saluti ed auguri
Dr. Edoardo Bernkopf-Roma-Vicenza-Parma
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