Utente 148XXX
Cortesemente vi prego di tenere in considerazione le mie domande che esporrò dopo una breve presentazione del mio caso.
Sono di sesso maschile.
Ho avuto una serie di rapporti eterosessuali con la stessa persona fino al 24 dicembre 2009, quattro rapporti con semplice penetrazione vaginale, di cui il primo protetto e i successivi no, a quali è seguita una pausa con un ultimo rapporto il 26 gennaio 2010.
Sono stato colto poi da una serie di timori nati dalla scoperta di alcuni comportamenti non corretti della mia patner.
Per la precisione si è rivelata non affidabile, contrariamente a quanto affermato in precedenza, e per di più ad una serie di domande dirette ha ammesso di non sicura dei suoi rapporti precedenti. A quanto mi è stato concesso capire anche numerosi.
Questo mi ha generato un forte dubbio.
Alla mia richiesta di sottoporsi al test in parallelo con me non ho più ricevuto risposta ne ho più modo di avere notizie. Non so quindi se la persona in questione sia o no sieropositiva.
Durante la settimana tra il primo febbraio e il sette febbraio ho avvertito una serie di disturbi sporadici e saltuari. Martedì sudorazione notturna. Ripetuta poi il giovedì. Durante la giornata ondate di calore che si localizzavano sulle guance. Venerdì e sabato febbre.
Pur sapendo che trattasi di sintomi generici, visto il mio comportamento a rischio, lunedì 8 febbraio ho eseguito il test. Consapevole della vicinanza all’ultimo evento del 26 gennaio.

Ha dato esito negativo.

La settimana scorsa sono comunque stato affetto da raucedine e hanno continuato a presentarsi vampate diurne e saltuarie sudorazioni notturne. Attualmente ho una leggera tosse.
Sono consapevole che la sicurezza del test nasce dopo il trascorrere del periodo finestra, che un’attendibilità relativa si ha solo dopo circa 40 gg e definitiva solo dopo 90 gg, e che l’unica certezza per individuare il virus è il test. Che i sintomi descritti sono generici, per altro come quelli del virus.

Di seguito le domande che voglio sottoporre alla vostra cortese attenzione

Se il test viene eseguito in presenza di sintomi, per quanto generici, la sua negatività permette di escludere che tali sintomi siano ascrivibili al virus?
Nel caso i sintomi siano riconducibili al virus, non ostante la vicinanza dall’evento potrebbe questo essere individuato con certezza?
Considerato il penultimo rapporto del 24 dicembre 2009 sono passati 43 gg. Questo può conferire una qualche attendibilità al test? Se si quale?
Quando mi consigliate di ripetere eventualmente il test per avere un minimo di serenità? Dal mio conteggio l’8 marzo sarebbero comunque passati 41 giorni dall’ultima situazione a rischio del 26 gennaio. Che attendibilità avrebbe il test? Sempre considerando che deve trascorrere il periodo finestra relativo per una certezza. Che spero mi confermiate di 90 gg viste le diverse versioni sui siti presenti in rete.
Vi ringrazio fin da ora per l’interessamento. Distinti Saluti.

[#1] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Risponderò per punti

1) tra presenza o nò di anticorpi ( ricerca con test ) e sintomatologia non c'è relazione per cui quello che fa testo è il test, scusi il gioco di parole.

2) I sintomi di una sieropositività sono così sfumati e possono essere anche non presenti per cui non sono questi che danno certezza di sieropositività , ma soltanto il test, che deve essre fatto tenendo presente il periodo finestra.

3) Se non è sicuro della persona il rapporto che interessa è l'ultimo non protetto , se questo è del 26 /1 , il primo test deve essere fatto intorno al 5/3.L'attendibilità è all'incirca al 98%. Dovrà poi ripetere il test al 100° giorno


Un saluto

A. Baraldi

[#2] dopo  
Utente 148XXX

La ringrazio dottore per la risposta rapida e chiarificatrice. Le chiedo solo di precisarmi cosa intende dicendo intorno al 5/3. Più o meno qunti giorni?
Inoltre i cento giorni devono essere contati sempre dall'ultimo rapporto?
Questa notte mi sono svegliato nuovamente con una leggera sudorazione diffusa. Nient'altro. Se non fosse il sintomo del virus a cosa potrebbero essere imputati questi eventi saltuari? Ieri notte per esempio non ho avuto nessuna manifestazione.
In ultimo le chiedo un consulto su una macchia rossa acccesa che si è manifestata per qualche giorno, credo sei o sette, sulla lingua. Al centro. Mai avuta. Questo è successo tra il 4 e il 10 febbraio. Mi perdoni se non avevo inserito questo particolare nella precedente domanda. La ringrazio da ora per la risposta che spero veloce. Sono decisammente molto preoccupato. Scusi lo sfogo. Farò sicuramente il test nelle date da lei indicate. Grazie.

[#3] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Riguardo la macchia rossa la deve fare visionare direttamente dal suo medico ma non è imputabile a HIV. Per il 5/3 intendo il 5 marzo all'incirca e cioè a 40 giorni dall'ultimo rapporto a rischio; i cento giorni sono sempre dall'ultimo rapporto a rischio
Un saluto

A. Baraldi

[#4] dopo  
Utente 148XXX

Mi scusi, non mi ha dato alcuna indicazione sui fenomeni di sodurazione notturna. Perchè imputabili a hiv? Perchè le informazioni sono insufficienti? Non c'è una chiarezza tra sintomi dovuti a sieroconversione e a quelli relativi a malattia conclamata.

Ancora una richiesta di delucidazione. Riguardo al test che ho svolto l'8 febbraio. Pur non essendo inerente all'ultimo rapporto del 26 gennaio, non dovrebbe essere comunque indicativo per i rapporti precedenti? Nel senso che quanto meno indicativamente non dovrei avere contratto il virus in precedenza? Fatto sempre salvo il fatto che la verifica debba essere fatta dall'ultimo rapporto.

La ringrazio nuvamente.

[#5] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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La sieroconversione spesso passa inosservata o con sintomi similinfluenzali; i suoi sintomi sono del tutto aspecifici e non ricondicibili ad HIV. Detto questo il test fatto và bene che sia negativo ed è un ottimo segno ma si può riferire ad i rapporti precedenti il 26/1. Se il rapporto del 26/1 è stato a rischio bisogna nuovamente fare il test dopo 40 e 100 giorni dal 26/1
Un saluto

A. Baraldi

[#6] dopo  
Utente 148XXX

Farò sicuramente il test in base alle specifiche. Non sono persona che tollera il dubbio o l'incertezza.
Ma non ha idea di quanto sia stata importante questa risposta.

Comunque non rimane altro che aspettare le scadenze. E le farò sapere i risultati.

Mi permetto in questa sede di sollecitare voi medici a divulgare maggiormente le incertezze di diagnosi di questa malattia. Dalle divulgazioni di massa sembra che il fare il test sia sufficiente ed immediata risposta a qualsiasi dubbio. Così non è. Esistono tempi e incertezze che sono di dura prova per qualsiasi animo.

Divulgare queste condizioni potrebbe voler dire spingere molte persone ad una un comportamento più consapevole.

La ringrazio. A presto.

[#7] dopo  
Utente 148XXX

Domani dovrebbe essere pronto l'esito del test hiv.

Nel frattempo da sabato ho dei problemi intestinali.
Tutto è iniziato con un gonfiore abnorme dello stomaco nella mattinata a cui sono seguiti una serie di "rutti", mi scusi il volgare, odorosi.

In serata ho iniziato ad avere scariche di diarrea. Nella giornata di domenica sono seguite le scriche e così lunedì.

Sono rallentate grazie all'Imodium a cui faccio seguire dell'enterogermina.

Qualche consiglio?

Ho paura di chiederlo...relazioni con l'hiv?

Grazie.

[#8] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Nessuna relazione con HIV, stia tranquillo.
Un saluto

A. Baraldi

[#9] dopo  
Utente 148XXX

Bene. Grazie.

Il test è risultato NEGATIVO.

A questo punto. Per ricapitolare. Considerato che i rapporti ad eventuale rischio sono stati con la stessa persona.

Considerato che il penultimo rapporto è avvenuto il 23 dicembre e l'ultimo rapporto il 26 gennaio con un primo test negativo l'8 febbraio quindi a 46 gg dal penultimo rapporto e a 13 giorni dall'ultimo rapporto.

Considerato questo secondo test negativo a 86 gg dal penultimo rapporto e a 40 gg dall'ultimo rapporto.

Secondo lei, considerato che probabilmente il rapporto più a rischio è avvenuto all'incirca a metà dicembre alla fine del suo ciclo mestruale (ripensandoci può immaginare il disastro), a che punto possiamo dire di trovarci?

La ringrazio nuovamente per la sua costante presenza e tempestività. Distinti saluti.

[#10] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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A buon punto ma occorre il test a 100 giorni dall'ultimo rapporto
Un saluto

A. Baraldi

[#11] dopo  
Utente 148XXX

Non avevo dubbi che avrebbe dato una risposta simile.

Mi scusi, provi a considerarmi un suo paziente. Immagini di avermi di fronte a lei.

Le pongo questa domanda.

ESATTAMENTE SU QUALI STATISTICHE SI BASANO LE SCADENZE CHE VENGONO DATE PER EFFETTUARE I TEST?

E SE NON SONO STATISTICHE MA TEORIE, QUALI SONO?

A volte semplicemente si ha l'impressione che procediate per procedure, mio scusi il gioco di parole, e questo toglie efficacia alle direttive. Che poi, a sangue freddo, un adulto ragionevole si renda conto che ci siano scadenze necessarie è un altro discorso.

La prego di rispondere alla mia domanda. Quali sono le statisiche e/o le procedure e/o il principio su cui fissate le scadenze?

Nuovamente la ringrazio.

[#12] dopo  
Dr. Arduino Baraldi

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Senta a me i suoi toni più o meno polemici con più o meno velate accuse alla classe medica nn m'interessano. Le teorie sono quelle date non dal Dr. Baraldi ma dai più grandi istituti che hanno studiato la malattia da virus HIV tipo CDC di Atlanta e che hanno visto che non vi sono state , salvo situzioni già pregresse di gravi immunodepressioni, sieroconversioni oltre il terzo mese; perdipiù gli attuali test sono altamente sensibili e specifici e pienamente affidabili e riescono a dare percentuali di sieronegatività intorno al 98 % già al 40° giorno; quindi caro Signore lei a me personalmente non viene certo a fare gli esamini , è ridicolo. Se lei non vuole credere al test è una sua personale scelta!!!!!!!!!!!!!!!!


PS Le consiglio la lettura di questo libro AIDS 20 ANNI DOPO di Ippolito, Moroni, Dianzani così potrà capire meglio che cosa è e come si diagnostica un'infezione da HIV

Un saluto

A. Baraldi

[#13] dopo  
Utente 148XXX

Posso capire il misunderstanding. Ma non mi sembra di avere avuto toni polemici o averle fatto gli "esamini".

Semplicemente ho chiesto l'approfondimento di un tema che mi sta a cuore. Ovviamente. Per capire meglio, com'è mio diritto, quello che sto facendo. E per preparami, eventualmente, a qualsiasi cosa possa succedere.

Penso che sia legittimo avere dei dubbi, esprimerli, e chiedere chiarezza. Anche la fede prevede il dubbio.

Rivolgermi a lei mi è sembrato il metodo più veloce per raccogliere le informazioni da fonte autorevole.

E che sia riconosciuta da me come tale, la sua figura, lo prova il fatto che mi sono sottoposto al test nei termini da lei indicati e che lo farò per la prossima scadenza.

La ringrazio per l'indicazione del testo. Non mancherò di leggerlo.

Mi spiace si sia urtato così. Non ce n'era motivo.

Saluti.