Utente 121XXX
Sono circa tre anni che dopo una febbre alta che non passava, nonostante antibiotici, antinfiammatori, durata tre mesi, non sono ritornata come prima. Durante quei mesi avevo un forte dolore alla gola, tonsille gonfie ed un senso come se venissi strozzata, come se avessi un coltello piantato nella gola, agitazione, insonnia, estrema stanchezza. Il medico di base mi fece eseguire esami in cui soltanto i globuli bianchi erano lievemente aumentati, monotest negativo, per cui mi fu detto che avevo avuto una qualche infezione virale. Dopo insistenze, feci gli esami per Epstein Barr in cui
EBV IGM negativi, IgG VCA 120, EgG EA 230, IgG EBNA 110; mi fu detto che forse avevo avuto la mononucleosi, ma ormai era passata, le IgM erano negative, avevo soltanto la memoria e quindi ero come vaccinata. Io però mi sentivo uno straccio, stanchezza incredibile, insonnia, agitazione, cominciavo a non riuscire ad entrare in un supermercato, solo dopo molti sforzi di autoconvincimento, qualcuno doveva pur fare la spesa; mal di gola frequenti e quel coltello non mi abbandava mai. Gli esami erano tutti normali, non veniva fuori niente, mi dissero che ero nervosa e troppo preoccupata della mia salute, io insistevo che stavo troppo male, qualcosa doveva eserci, ma mi consigliarono una visita psichiatrico, potevo avere un inizio di attacchi di panico. Feci nuovamente gli esami per la mononucleosi e i risultati furono simili a quelli precednti, soltanto gli EBNA erano aumentati a 250 e i VCA a 180, mentre gli EA erano negativi. Mi fu spiegato che avevo la memoria degli anticorpi, dovevo stare tranquilla perché il virus non era più presente, ma soltanto era passato.
Tre mesi fa, nuova febbre alta, tornati tutti i sintomi, dopo un mese di tribolazioni, antibiotici, antinfiammatori, la febbre è calata, ma è rimasta una febbretta che mi tortura soprattutto alla sera, viene con brivido e alla notte sudo molto. Ripetuti questa volta gli esami dopo grande insistenza, perché mi idcevano che la febbre veniva perché ero nervosa, ho aggiunto la conta dei virus nel sangue e questi sono i risultati: IgM VCA negativo, IgG VCA 349, IgG EA negativo, IgG EBNA >600, EBV genoma real time PCR 4.230 copie/ml; TSH 0.0; Triiodiotironina 5.4 (0.3, 3.6), Tiroxina libera 21.6 (8.58,18.6), anticorpi antimicrosomi <40; anticorpi antitireoglobulina 460,2; anticorpi antirecettore del TSH 3.87, positivo > 2.
Vorrei sapere come mai nonostante mi abbiano sempre detto che IgM negativi e IgG positivi, il virus non era presente, ma avevo la memoria e quindi non mi sarei mai riammalata di mononucleosi, invece ho la presenza del virus nel sangue così alta; la tiroide era sempre con valori degli ormoni nei limiti, quindi non avevo una sua alterazione, ed invece è spuntata la presenza degli anticorpi e gli ormoni sono alterati molto. Da dove provengno quelli anticorpi, sarà la presenza del virus che li ha provocati e che non era mai passato ma rimasto dentro ed ha continuato a lavorare contro il mio corpo. Cosa devo fare per eliminare il virus visto che da solo non è passato, come fermare la produzione di questi anticorpi che stanno distruggendo la mia tiroide?
Sono preoccupata per la presenza del virus, ringazio per la risposta, Angela.


[#1] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Gentile paziente sono d'accordo con il pensare che i suoi sintomi sono legati all'EBV, in modo particolare gli episodi febbrili e l'astenia. Ora putroppo un'antivirale anti EBV non esiste, bisogna attendere che l'infezione si autolimiti. Ci sono dei farmaci che possono essere di un certo aiuto nei confronti dell'astenia. Riguardo il distiroidismo, si faccia seguire bene da un endocrinologo, una tiroide a posto l'aiuterà senz'altro. Spesso le tiroiditi seguono fatti virali anche aspecifici lasciando dopo fasi d'ipertiroidismo lunghe fasi d'ipotiroidismo(a volte permanenti). La tiroide comunque non viene distrutta dal virus che non ha effetto citopatico diretto sull'epitelio,quanto da fenomeni di autoimmunità. Se ha escluso ogni altro tipo di problema infettivo, può essere d'aiuto una bassa dose di cortisone, ovviamente dato dal curante sotto stretta sorveglianza.
Marcello Masala MD

[#2] dopo  
Utente 121XXX


Egregio Dottor Masala, la ringrazio della risposta, ma quella PCR positiva a 4.230, dovrebbe avere il significato che il virus è ben attivo nel sangue e nelle cellule, avrei una viremia molto alta, come potrei assumere il cortisone, in presenza di infezione attiva virale. Ho letto da più interventi su questo sito, che è estremamente pericoloso, abbassare la risposta immunitaria in presenza di infezione. Volevo sapere come mai ho IgM negative, IgG positive, che viene indicato come assenza del virus, anzi dovrei essere immune, ed invece ho 4230 copie virali.
Lei dice che il virus non attacca direttamente la tiroide, ma viene distrutta dalla autoimmunità, allora è responsabile il virus, indirettamente. Come dovrei fare per abbassare la produzione degli anticorpi?



[#3] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Allora le sue osservazioni sono molto corrette. Il cortisone in mani esperte si può usare anche durante le malattie virali, va considerato il suo potere immunomodulante proprio nei casi in cui la risposta immunomediata crea problemi quali tiroidite etc. Si affidi con serenità ad un Centro di Malattie Infettive.
Marcello Masala MD
Marcello Masala MD

[#4] dopo  
Utente 121XXX

Allora non esiste possibilità di eliminare il virus, mi sono già rivolta a centri di malattie infettive, infettivologi, endocrinologi, ma non ho ricevuto risposta ai miei quesiti, lei mi rimanda a quelli che non mi hanno risposto, mi posso anche rivolgere con fiducia, ma se non mi prospettano soluzioni, come faccio?. Ho posto domande precise, su cui vorrei una risposta, non di rivolgermi a centri e specialisti a cui mi sono già rivolta, ma alcuna soluzione mi è stata prospettata, possibile che esista solo il cortisone?
Quali esami effettuare per verificare il mio potere immunomodulante e la risposta immunomediata, quali sono le cause che fanno venire la tiroidite e come faccio a sapere se non verranno altre malattie come la tiroidite?.

[#5] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Signora non le hanno proposto soluzioni perchè non esistono antivirali specifici per il suo problema. Le dico di rivolgersi ai colleghi che la seguono, non per eludere le sue domande, a cui ho peraltro risposto, ma perchè non è nello spirito del forum prescrivere farmaci on-line. Le cause della tiroidite sono varie, di alcune forme come la sub acuta è virale, di altre come la Hashimoto è autoimmune.
Marcello Masala MD

[#6] dopo  
Utente 121XXX

Non ho richiesto la prescrizione di farmaci, lei ha parlato di cortisone e di antivirali.
La mia domanda richiede soltanto delle spiegazioni, non prescrizioni.
"Vorrei sapere come mai nonostante mi abbiano sempre detto che IgM negativi e IgG positivi, il virus non era presente, ma avevo la memoria e quindi non mi sarei mai riammalata di mononucleosi, invece ho la presenza del virus nel sangue così alta; la tiroide era sempre con valori degli ormoni nei limiti, quindi non avevo una sua alterazione, ed invece è spuntata la presenza degli anticorpi e gli ormoni sono alterati molto. Da dove provengno quelli anticorpi, sarà la presenza del virus che li ha provocati e che non era mai passato ma rimasto dentro ed ha continuato a lavorare contro il mio corpo. Cosa devo fare per eliminare il virus visto che da solo non è passato, come fermare la produzione di questi anticorpi che stanno distruggendo la mia tiroide?"
A cui ancora non ha risposto.
Saluti Angela

[#7] dopo  
37134

Cancellato nel 2009
Ripeto:
1)Non esiste un antivirale per il Virus di Epstein Barr.
2)Sono documentate sebbene rare forme croniche da EBV.
3)La tiroidite può essere virale o immunomedeiata.
4)In alcuni casi se il beneficio è superiore al rischio è utile il cortisone.
5)Nessuno di noi può sapere se le verranno altre malattie.
6)Gli anticorpi vengono prodotti sia per la presenza del virus sia per fenomeni autoimmuni.
Marcello Masala MD

[#8] dopo  
10161

Cancellato nel 2009

Lei ha posto domande precise e in letteratura internazionale, sui testi di medicina, è ben spiegata la risposta, quotidianamnete lo verifico sempre nella pratica clinica. Il virus di Epstein Barr ha la proprietà, di rimanere in forma latente e persistente nelle cellule dell’organismo, soprattutto quelle del sistema linfatico, linfonodi, milza ed anche fegato, periodicamnete si riattiva, producendo sintomi caratteristici della infezione virale, febbre, dolori muscolari, articolari, difficoltà di concentrazione, stanchezza, insonnia, mal di gola, tonsille gonfie, perdurandoo per diverso tempo, procurano ansia e preoccupazione nella persona che li presenta, “Durante quei mesi avevo……”. Il virus produce proteine per non essere individuato dal sistema immunitario, una in particolare, simile alla interleuchina 10, che viene utilizzata dal sistema immunitario, per comunicare che il nemico è stato eliminato, lui stesso tende ad ingannare il sistema immunitario. Provoca una lieve alterazione dei linfociti, diminuendo i CD4 ed aumentando i CD8, attacca i CD20, CD23, CD25. Da qui, l’aumento, il dolore dei linfonodi, che all’ecografia vengono descritti come reattivi, appunto, reagiscono alla presenza del virus. Quando si riattiva ed esce dalle cellule, il sistema immuniatrio riesce ad intercettarlo, producendo gammaglobuline, IgM, che durano poco tempo, mentre le IgG, per molto tempo, per questo gradatamente vengono rilevate in aumento costante, come rilevato dagli esami da lei eseguiti. Quando esce dalle cellule e passa nel sangue, può essere rilevato con la amplificazione genica, PCR e quindi contato, come lei ha verificato con gli esami. Lei ha il virus ben attivo, costantemente, ed ha cominciato a procurare i guai ben descritti, fra cui la tiroidite, patologia autoimmune. Queste malattie si verificano per un errore compiuto dal sistema immunitario nella lettura dell’agente patogeno rilevato, Epstein Barr, chiamato mimetismo molecolare; nella evenienza in cui a livello molecolare, la sequenza amminoacidica di 5-6 amminoacidi delle proteine del virus, è uguale a quella dell’HLA, antigene umano linfocitario, il sistema compie l’errore producendo anticorpi sia contro il virus, sia contro le cellule dell’organismo, nel suo caso quelle tiroidee. L’HLA è l’antigene umano linfocitario, il self, caratteristico di ogni persona, non ne esiste uno uguale, è alla base della risposta immunitaria e studiato per la esecuzione dei trapianti. Poiché è alla base di questa, conoscendo la tipizzazione HLA è possibile prevedere quale patologia autoimmune eventualmente si può verificare, infatti la ricerca scientifica studia queste corrispondenze, così è possibile prevedere, studiando l’Antigene Umano Linfocitario della persona, le probabili patologie autoimmuni che si possono verificare, quale agente patogeno può essere coinvolto; questa è la risposta alla sua domanda “come faccio a sapere se non verranno altre malattie come la tiroidite?.”. La produzione degli anticorpi deriva dall’errore compiuto, mimetismo molecolare, ben studiato in letteratura internazionale, così sapendo chi li ha messi in moto, è possibile intervenire nella sua eliminazione. “Cosa devo fare per eliminare il virus visto che da solo non è passato, come fermare la produzione di questi anticorpi che stanno distruggendo la mia tiroide?" Ogni virus o altro agente patogeno, che infetta la persona, crea sintomi particolari, specifici e peculiari, che in medicina omeopatica, conducono alla scelta del farmaco, secondo il principio di similitudine, così da condurre i sintomi alla loro graduale eliminazione,senza cercare la loro soppressione, per riportare e ripristinare il regolare e fisiologico funzionamneto ottimale dell’organismo, che ha bisogno di un aiuto, poiché “da solo” non riesce a combattere un virus così strutturato e non innocuo. Molte persone presentano il virus, non per questo, non deve essere tenuto in osservazione, poiché potenzialmente è in grado di procurare molti guai, come lei ha potuto constatare. Per questo, ogni volta che viene accertata la sua presenza, è importante intervenire; l’omeopatia, come l’omotossicologia, fitoterapia, con la prescrizione adeguata, hanno la possibilità di offrire un aiuto al sistema immunitario nella eliminazione dall’organismo del virus, utilizzando farmaci economici e privi di effetti collaterali.

Alberto Moschini
alberto.moschini@fastwebnet.it