Utente 247XXX
Buonasera esimi, mi chiamo Marco e ho 20 anni. Durante l'infanzia non ho contratto nessun tipo di malattia infettiva tipica (varicella, morbillo, tosse canina, parotite, etc...). Tre giorni fa, però, mi sono spuntate delle piccole papule rossastre sulla faccia, leggermente pruriginose. Al risveglio, come da copione, il viso mi si era ricoperto di bollicine rossastre, alcune già ricoperte dalla tipica crosta della varicella. Andato dal medico di famiglia, mi ha confermato la diagnosi della varicella, prescrivendomi dell'Aciclovir per accelerare il decorso del virus (purtroppo ho un lavoro precario e non posso permettermi troppo stop) e un antistaminico per il prurito (assunto una sola volta). La mia domanda è questa: non ho avuto febbre, tosse, la pelle del mio corpo è leggermente arrossata e irritata salvo per viso, mani e piedi, che si sono ricoperti di queste papule crostose. Possibile che abbia contratto una forma di varicella così leggera in età (quasi) adulta? Il sospetto più grande mi sorge poichè ho praticamente "saltato" la fase delle bolle piene di siero, passando direttamente dalle papule alle lesioni crostose che, tra l'altro, stanno già iniziando a cadere, lasciando spazio a delle leggere macchie rosee non in rilievo. Nonostante il medico abbia notato questa mia "rapidità" nello sviluppo della malattia e l'abbia assegnata alla forza delle mie difese immunitarie (due anni fa, contrassi la mononucleosi, attestata dal Mono-test, e questa decorse in una settimana in assenza di febbre o alcun tipo di complicazione), volevo sapere se, invece, poteva essere un'altro tipo di patologia o qualsiasi altra cosa.

Vi ringrazio per l'attenzione e, anticipatamente, per l'eventuale risposta.

In fede,
Marco.

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Dr. Francesco Quatraro

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La diagnosi di Varicella è inizialmente soprattutto clinica, basata sui sintomi e quindi sull'osservazione delle papule-vescicole.

L'isolamento del virus dalle vescicole permette di porre diagnosi di certezza, tuttavia presenta notevoli difficoltà tecniche.

E' possibile ricercare gli antigeni virali, si può inoltre ricercare il DNA virale.

Le indagini sierologiche comprendono la ricerca di anticorpi con metodo ELISA;
la dimostrazione dell'infezione è possibile in presenza di un aumento del titolo anticorpale di almeno 4 volte.
La presenza di IgM indica un'infezione recente.

La variabilità dei quadri clinici, poi, è una realtà inconfutabile.

Si affidi al suo curante.

Saluti.
Responsabile U.O. di Endoscopia Digestiva Osp. MIULLI
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