Utente 324XXX
Buongiorno,
ho 46 anni e sono omosessuale.
Nel mese di giugno (esattamente il giorno 8), ho avuto un rapporto penetrativo attivo (non protetto) con una persona che ho scoperto successivamente essere sieropositiva.
Dal quel momento è iniziato un periodo di forte ansia e stress ed ho iniziato a monitorare tutti i minimi segnali che potessero essere riconducibili ad una infezione da Hiv (basandomi su quello che si legge in rete).
Sono perfettamente consapevole del fatto che l'unico modo per verificare/escludere un'eventuale contagio è quello di fare il Test anche perchè molte sieroconversioni avvengono in modo asintomatico, ma la paura di riscontrare un'eventuale risultato positivo con tutte le conseguenze spicologiche che ne derivano mi ha impedito di prendere questa decisione.
Ad un certo punto (molto stupidamente) non avendo osservato nessun particolare sintomo per diverse settimane mi ero quasi convito di "averla fatta franca".
Purtroppo il giorno 19 Agosto (a quasi 10 settimane dal rapporto a rischio) di ritorno da da un viaggio, mi sono accorto di avere un linfonodo ingrossato al collo (all'angolo tra il collo e la mandibola).
Dopo qualche giorno (verso il 21 agosto) accuso febbre intorno ai 38°, un episodio molto intenso di Herpes labbiale (del quale ho sempre sofferto ma non cosi violento) ed un'afta sulla lingua (mai avuta prima).
Nel giro di pochi giorni l'herpes e l'afta passano e anche la febbre scende stabilizzandosi su valori variabili (36,8 al mattino, 37-37,1al pomeriggio, 36,5 alla sera)
Il linfonodo rimane ingrossato e dolente (lo è anche ora) ed accuso un lieve fastidio alla gola.
Il giorno 7 ottobre mi reco dal medico il quale mi da antibiotici da prendere per 6 giorni (per 3 gg la prima settimana e altri 3 gg la settimana successiva).
Dopo la seconda somministrazione di antibiotici ,noto una lieve diminuzione del linfonodo ed un miglioramento alla gola.
Intanto l'ansia e la paura aumentano e lo stress fortissimo mi portano venerdi 18 ottobre ad avere un episodio lipotimico.
All'ospedale racconto la mia storia liberandomi di tutte le inibizioni e paure che mi avevano impedito di aprirmi prima; li mi consigliano di effettuare il test che andò a ritirare il giorno 25 ottobre.
Confesso di essere molto impaurito, preoccupato, depresso per quello che potrò scoprire venerdi.
Qualche medico può darmi qualche consiglio?
I miei sintomi sono evidenti di una sieroconversione avvenuta dopo circa 10 settimane?
Chi mi da qualche risposta?
Ringrazio anticipatamente coloro che vorranno darmi un consiglio.

[#1] dopo  
Dr. Luigi Laino

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Gentile utente

Da venereologo esperto di malattie sessuali, posso solo dirle che il suo rapporto e' stato ad altissimo rischio e che la sindrome che descrive non esclude una sieroconversione
Auspichiamo che a Lei sia andata bene, ma le consiglio anche in caso di negatività del test di farsi seguire da un venereologo per una valutazione accurata e la composizione di esami di ultima generazione

In bocca a lupo e ci faccia sapere.

Cari saluti
Dr. Luigi Laino DermoVenereologo Tricologo
Già Dirigente Istituto San Gallicano
Tel. 06.45.55.06.61
www.latuapelle.it

[#2] dopo  
Utente 324XXX

Egr. Dr. Laino,
la ringrazio per la risposta e per i suoi consigli.
In questi giorni, nell'attesa di ricevere il referto del test che riceverò venerdi 25, l'ansia e l'angoscia avevano preso il sopravvento fino a diventare ingestibili.
E' per questa ragione che ieri (22/10) ho deciso di recarmi in una ASL per effettuare il quick test hiv effettuato da una goccia di sangue prelevato da un dito.
Il risultato è stato NEGATIVO.
L'infettivologa che ha effettuato il test,mi ha riferito dell'alta attendibilità del risultato ma mi ha comunque consigliato di effettuare un nuovo test tra 90 giorni.
Questo mi ha consentito di raggingere una certa serenità che spero possa essere confermata dal referto dell'altro test che ritirerò venerdi 25.
Seguirò comunque il suo consiglio e mi rivolgerò ad un venerologo per effettuare ulteriori accurate valutazioni.

Cordiali saluti