Utente 200XXX
Buonasera,
vi scrivo per avere un parere cercando di non dilungarmi troppo. Nel gennaio del 2010 mi accorgo di avere una pallina sottomandibolare, faccio un ecografia e mi confermano la presenza di una serie di piccoli linfonodi sottomandibolari e latero cervicali. Faccio una serie di analisi (mononucleosi, toxoplasmosi..) tutti nella norma e anche sottopopolazione linfocitaria ok. passano 6 mesi rifaccio l eco e scopro che linfonodi sono aumentati di volume di numero. consulto diversi ematologi ma nessuno da particolare importanza alla cosa, trovando i miei linfonodi di natura reattiva. Uno solo di loro mi fa fare una pet tac per escludere linfoma. Controllo in questi anni i miei linfonodi e sono sempre li che ogni tanto mutano di grandezza (aumentano diminuiscono). Qualche mese fa si gonfiano altri due agli angoli mandibolari sempre di natura reattiva. Non ho mai trovato spiegazione a tutto ciò fino a quando tempo fa mi sono ricordata che circa un mese e mezzo prima che si gonfiasse il primo linfonodo avevo fatto un immunoglobulina antitetanica a seguito di una ferita e ho pensato che tutto questo poteva dipendere da un contagio hiv, i tempi corrispondono. Ma poi mi chiedo perché nessuno ha mai pensato di farmi fare un test hiv? Quando ho fatto la tipizzazione linfocitaria erano passati 4 mesi da quell immunoglobulina e il rapporto cd4/cd8 era di 2.35. Secondo voi da ciò che vi ho scritto è possibile che io abbia l hiv?A questo punto l avrei contratta 5 anni fa. So che la cosa giusta sia fare il test ma non ho ancora il coraggio. Ho letto che nei primi mesi i cd4scendono rapidamente, quindi è un buon segno che il rapporto sia nella norma? Sono in panico! In attesa di una vostra risposta Vi saluto cordialmente.

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
Lei ha una intensa quota di ansia che farebbe bene a far gestire da uno specialista.
Nessuno le ha consigliato il test per HIV e non glielo consiglio neanche io, perché le immunoglobuline per il particolare processo estrattivo e il trattamento termico cui sono sottoposte, non possono trasmettere l'HIV.
Ciò spiega perché nonostante la larga diffusione dell'uso, negli anni 80, le IgG non abbiano contribuito in alcun modo alla diffusione dell'HIV che ai tempi significava una condanna a morte.
Si tranquillizzi.
Arrivederci
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 200XXX

La ringrazio per la sua risposta che mi ha un po tranquillizzata. Si, in effetti sono un soggetto estremamente ansioso. Io non avevo mai riferito ai vari specialisti la somministrazione di immunoglobuline anche perché quando mi sono accorta di questi linfonodi non ci avevo minimamente pensato. Mi chiedevo perché non me l hanno consigliato a prescindere da questo. Insomma, magari potevo avere avuto un rapporto a rischio! In ogni caso grazie ancora per la risposta. Cordiali saluti.