Utente 455XXX
salve, avrei una questione da porre: sono un donatore e la scorsa settimana mi sono recato presso una struttura ospedaliera, facendo però presente, tanto nel questionario, quanto successivamente in un colloquio vis a vis con un medico che 16 giorni prima avevo avuto un rapporto non protetto con una persona che non conosco bene...nonostante ciò mi hanno fatto donare; ho ritirato le analisi e il test hiv risulta negativo...ho letto altri post sull'argomento e mi pare di capire che quando si dona, il sangue viene sottoposto a dei test ad alta sensibilità denominati NAT sopratutto per preservare la salute di colui che questo sangue lo riceverà; tali test riuscirebbero a scovare la eventuale sieropositività già dopo 12 giorni dal contagio..la mia domanda è quindi questa: se mi hanno fatto donare consapevoli di questa situazione di rischio e il mio test hiv risulta essere negativo...posso stare sufficientemente tranquillo??

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
mi sembra una deduzione molto logica.
Un centro di raccolta ematica non ha nessun interesse a distribuire sacche di sangue se non abbia la certezza che non comporternno problemi ai riceventi.
Tutte le sacche vengono testate con NAT test che al 15 gg sono capaci di dare la certezza della presenza di virus o della sua assenza perchè ricercano gli acidi nucleici virali e non gli anticorpi.
Cordiali saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 455XXX

Ok, la ringrazio, Ma a questo punto la domanda è un'altra: il medico con cui ho parlato prima della donazione, di fronte ai miei dubbi mi ha così risposto (cito alla lettera): "sebbene non si possa avere la certezza del non contagio anche se il test hiv risultasse negativo, il sangue che andiamo a prelevare adesso è comunque pulito perché non c'è stato ancora il tempo per una reazione virale" capirà da solo che una simile affermazione apre il campo a tre diverse ipotesi:
1) i Nat test non danno assoluta certezza
2) in quell'ospedale non utilizzano i Nat test
3) quel medico prima di parlare con me aveva bevuto del buon vino e si è lasciato andare ad esternazioni poco scientifiche.

[#3] dopo  
Utente 455XXX

....mi perdoni se la metto sul ridere...ma è l'unico modo per sopravvivere all'agonia mentale di questi giorni...

[#4] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Gentile Utente,
non so che cosa volesse dire il collega e se fosse sotto l'effetto del caldo o dell'alcol.
Io le rispondo secondo Scienza
E la Scienza afferma che i NAT test, Nucleic Acid Test, ricercano gli acidi nucleici dei virus e non gli anticorpi.
Sempre la Scienza afferma che un NAT test a 12 giorni è capace di rivelare l'acido nucleico virale con certezza.
La conferma di tale affermazione viene da centri infettivologici prestigiosi come i CDC di Atlanta.
La spiegazione della affermazione del medico deve chiederla a lui. Che non è l'unico a validare una sacca di sangue come idonea.
Se poi lei continui ad avere problemi personali di incertezza, a 40 gg, come previsto dalle linee guida Ministeriali, faccia un banale HIV test I - II di IV generazione e uno screening per la sifilide (VDRL/TPHA) e li consideri definitivi.
Cari saluti,
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#5] dopo  
Utente 455XXX

.....ancora grazie, le sue parole sono state davvero preziose.