Utente 300XXX

Salve, vi scrivo per sapere fino a che punto bisogna "aver paura" di tale infezione. Sono sposato da due anni e mia moglie è incinta di 16+2 settimane ed ha una paura estrema di infettarsi di toxoplasmosi essendo negativa a tale virus.

C'è da dire innanzitutto che abbiamo fatto un percorso di fecondazione assistita e lottato tanto per avere questa bimba, quindi la paura è amplificata.

  1. E' possibile essere infettati da un purè di patate in buste di marchio conosciuto, comprato al supermercato?
  2. Qual è secondo voi, nella vita di tutti i giorni, la reale procedura per stare "tranquilli" e fino a che mese della gravidanza il pericolo è elevato?

Poi un'altra domanda, lei, come me, abbiamo contratto già il cytomegalovirus. C'è un reale pericolo e quindi bisogna stare attenti comunque o le percentuali di ricontrarlo e trasmetterlo al feto sono così basse da stare tranquilli?
Chiedo questa seconda cosa perchè nella giornata di sabato andremo ad battesimo e ci saranno molto probabilmente dei bambini che a quanto si dice potrebbero essere portatori di tale virus.

Possiamo andare senza preoccupazioni?
Grazie mille a chi ci risponderà.

[#1] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
come le avrà spiegato il ginecologo o il team che la segue, la gravidanza è un evento fisiologico, anche se ottenuto con la fecondazione assistita, e non va vissuto con angoscia per 9 mesi.
La negatività al Toxoplasma necessita di qualche attenzione in più ma non deve essere esasperata fino a diventare una ossessione.
Le precauzione da osservare sono l'accurato lavaggio delle mani, dopo la manipolazione di carni crude, evitare salumi crudi che non sono sicuri al 100%, assicurarsi che la carne sia sempre ben cotta in tutte le sue parti ma non bruciata, lavare le verdure da mangiare crude con attenzione e se molto sporche di terra aggiungere Amuchina all'acqua: in buona sostanza avere buon senso.
Ciò non significa, e ce ne sono esempi in questa sezione, trasformare il basso roschio di Toxoplasmosi in una sindrome paranoide.
Lo stesso vale per il CMV: la presenza di cicatrici immunitarie significa la presenza del virus allo stato latente ma la presenza di IgG dovrebbe assicurare che il virus, riattivato o da contatto con soggetto infetto, non dovrebbe passare la placenta e quindi infettare il prodotto del concepimento.
Anche in questo caso non giova, soprattutto alla salute psichica della madre, che si guardino le altre persone come possibili untori: specialmente i bambini.Si finirebbe con il vivere in uno stato di ansia anticipatoria inutile e dannosa.
Tanto più che tra gli infettivologi ci sono opinioni discordanti sull'effettivo ruolo nella genesi di malformazioni embrio - fetali, tanto che si va diffondendo tra i ginecologi più aggiornati la consuetudine nei soggetti CMV negativi di non chiedere più il monitoraggio mensile delle IgM e delle IgG.
Ricordo infine che anche gli adulti possono essere disseminatori del CMV : non esiste nessuna fascia di età esente.
Dovete condurre in conclusione una vita normale: anche perchè il contagio per esempio con il Toxoplasma potrebbe avvenire nonostante tutte le misure precauzionali che pure vanno osservate.
Cari saluti a lei e a sua moglie.
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.

[#2] dopo  
Utente 300XXX

Grazie mille per la celere risposta.
Quindi presumo che il problema purè non sussista e che possiamo andare al battesimo attenendoci alle normali regole di prevenzione.

[#3] dopo  
44918

Cancellato nel 2018
Salve,
glielo confermo.
Buona serata.
Dott. Caldarola.
Dr. Vincenzo Caldarola.
Medico - Chirurgo.