Utente 406XXX
Buongiorno nel dicembre 2017/gennaio del 2018 ho avuto un episodio di poliradicoloneuropatia.
Al rientro da lavoro il medico competente mi ha reso inidoneo perche' dicono gli atti ufficiali ho contratto la malattia.
HO fatto ricorso, subito riconvertita in temporanea dal distretto sanitario superiore di Roma ove la preoccupazione è una ipotetica ricaduta che per letteratura medica sembra assai improbabile
L esito di inidoneita' mi ha procurato danni economici e non solo.
Vorrei far presente che atti ufficiali del reparto neurologico , effettuati in precedenza alla prima visita medico legale,dove ero ricoverato mi consideravano obbiettivamente sano.
Da aprile potevo gia effettuare 10 km di nuoto, 180 km di bici ed ora riesco a correre a piedi 10 km.sono un triatleta.
Il primo medico competente ha scritto che sono militesente( ho fatto il militare 4 anni) ha scritto .."ricoverato dal 08/01/2018 al 04/01/2018" una lasso di tempo incomprensibile.
Altro fatto assurdo..il medico competente ha scritto"in attesa di elettromiografia.."ma mi ha fatto "fuori",inidoneo.
Insomma una "pratica" scritta in fretta e di senso clinico opposto/quasi opposto a tutti i giudizi di altri neurologici, peraltro non penso sia neurologa.
NOn ha specificato nessuna disabilita che motivasse l esonero dall' attivita di sicurezza connesso alla mia mansione.
Il neurologo a Roma (in ricorso) anche lui ha scritto che sono neurologicamente normale .
Vorrei chiedere se ci fossero gli estremi per addebitare al primo medico competente le spese che ho dovuto sostenere, pagamento per accesso agli atti, vitto e pernotto a Roma e consulti esterni ,quantificabili in 500 euro.
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Domenico Spinoso

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Gentile utente,
Non entro ovviamente nel merito del giudizio espresso dal collega medico competente nè in quello dei colleghi che hanno trattato il suo ricorso non avendo dati sufficienti per una valutazione.
Relativamente alla possibilità di chiedere un risarcimento certamente non potrà pretenderlo dal medico competente ma eventualmente dal suo datore di lavoro. È infatti lui che ha dato incarico al medico di visitarla ed esprimere il giudizio. Sarà il datore di lavoro, in caso di soccombenza, a valutare se porre rivalsa nei confronti del medico.
Naturalmente potrà richiedere un risarcimento ricorrendo al giudice del lavoro tramite il suo legale.
Cordiali saluti
Dr. Domenico Spinoso
Medico del Lavoro