Utente 974XXX
Buongiorno,

ho 30 anni; a metà novembre, nel mezzo di un periodo di allenamento pre-maratona intensissimo (80/90 km di corsa a settimana, più una quindicina a nuoto, il tutto 7 giorni su 7, ininterrottamente da 10 settimane), ho effettuato un test sui 10 km al 200% delle mie possibilità e al termine mi sono ritrovato un alone in un occhio, e sono andato al PS.

Esito della fluorangiografia: "Tempo braccio-occhio nella norma ma ritardo nel tempo di circolo retinico. Non presenza di aree di ipoperfusione. Il quadro è compatibile con pretrombosi della vena centrale". Esito dell'esame obiettivo: "Papilla leggermente iperemica con dilatazione venosa, piccole emorragiole al polo posteriore". Gli esami del sangue specifici (omocisteina &C) sono perfetti... la causa a quanto pare non é da ricercarsi nel sangue. Oltre a ció, non ho mai fumato e sono astemio...

Ho assunto eparina per 10 giorni, poi un secondo specialista mi ha prescritto un'iniezione di Avastin, che ho effettuato 1 settimana fa.

Dopo qualche settimana, la vista é sicuramente migliorata; ora ho solo un leggero alone, meglio dire un bagliore, che a volte é piú visibile, a volte meno, ma tutto sommato non mi dá neanche piú di tanto fastidio.

Quello che, a distanza di 2 mesi e mezzo dall'episodio della pretrombosi, mi dá ancora da pensare é il dolore, piú o meno presente in diversi momenti della giornata, a tutto il bulbo oculare destro, per non dire all' intero emicranio, e all'orecchio. In realtá, giá da qualche settimana prima dello spiacevole episodio della preocclusione, avevo la sensazione che l'occhio facesse fatica a stare aperto, di averlo pesante, non so come spiegare... e infatti mi ero ripromesso che, non appena sarebbe terminato il periodo di preparazione massacrante per la maratona, sarei andato a fare una visita oculistica. Anche le miodesopsie, che io vedo abbastanza cospicue, mi sembravano aumentate. Purtroppo non ho fatto in tempo.
Alcuni dei momenti in cui non sento dolore (e mi sembra addirittura di non vedere alcuna macchia!) é quando faccio sport... ho ricominciato da qualche settimana, in modo blando ovviamente. Sará il senso di benessere generale, non so... comunque di sicuro correre o nuotare non mi fanno sentire in pericolo di una recidiva, anzi.

Va detto che comunque gli esami che svolgo periodicamente (una volta al mese) mostrano un miglioramento, un riassorbimento dell'edema e una leggera decongestione dei capillari, anche se restano parecchio contorti e il miglioramento é in fin dei conti molto lento.

Ora io mi chiedo (e Vi chiedo): è possibile che il tutto sia stato dovuto ad uno stress fisico troppo protratto nel tempo? E' possibile, come sostiene l'oculista, che quel giorno io sia stato magari particolarmente disidratato (in realtà sui 10 km non è che ci si disidrati più di tanto...)? Potrò, secondo voi, tornare a fare sport a livello agonistico?

Grazie infinite, per la comprensione e per le gentili risposte. Saluti,

fp

[#1] dopo  
Prof. Alessandro Caruso

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Egr. signore, stia sereno e esegua sempre i necessari controlli dallo specialista oculista.
Lei riferisce : <<< ho effettuato un test sui 10 km al 200% delle mie possibilità................ >>>>
Verosimilmente questo errato ed eccessivo superamento dei suoi personali limiti psico-fisici all'attività sportiva, allo stato di soglia di affaticamento, con quanto ne consegue a livello dell'organismo, può avere determinato delle turbe vascolari distrettuali o scatenato delle alterazioni vascolari su delle basi precarie anatomico-funzionali, latenti sotto l'aspetto sintomatologico.
Curi bene la patologia dell'apparato oculare e esegua attività sportiva graduale, senza eccessive e particolari sollecitazioni iniziali, seguìto dallo specialista di medicina dello sport e con il controllo dell'oculista.
Cordiali saluti
Alessandro Caruso
Specialista Ortopedia - Traumat.//Medicina dello Sport
Specialista Medicina Fisica e Riabilitazione -Messina -