Utente 143XXX
Salve,
ho 27 anni (171 cm x 63 Kg) ed episodicamente (circa 4 o 5 volte negli ultimi 3 mesi)ho riscontrato tachicardia ( o palpitazioni?) sotto sforzo (allenamento di nuoto).
Da Settembre ho iniziato un corso di nuoto (facevo due volte a settimana da un'ora) e da circa due mesi ho iniziato a praticare nuoto a livello agonistico (faccio 2 allenamenti a settimana da un'ora e mezza ciascunopiù altri 45 min di nuoto libero per conto mio).
Questi episodi di tachicardia sono capitati durante sessioni di allenamento particolarmente intense verso il finire della sessione (quando iniziavo dunque ad essere un po' a corto di fiato).
Durano pochi minuti (al max 10 o 15) prima di cessare e non mi impediscono di continuare l'allenamento (seppure vada un po' più lentamente);
si manifestano con un brusco aumento del battito cardiaco e un lieve senso di oppressione al petto/alto addome.
Niente dolore, niente vertigini.
Ricordo che a volte (pochissime) mi era capitato anche da piccolo e sempre sotto sforzo.
Dalla visita medica agonistica, svolta a metà Dicembre, non era risultato nulla di anomalo:
spirometria, pressione, ECG a riposo e sotto sforzo.....tutto Ok, tutto normalissimo
anche se il medico aveva detto che ero "un po' fuori allenamento" perchè il battito impiegava un po' prima
di normalizzarsi dopo lo sforzo... ma l'attività cardiaca era Ok.
Complessivamente mi sento bene, anche se sono un po' ansioso.

Mi chiedo: posso sperare che continuando ad allenarmi e aumentando la resistenza il fenomeno scompaia?
Il fenomeno in se' mi espone a dei rischi particolari?

Grazie

[#1] dopo  
Dr. Maurizio Cecchini

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Vede, la comparsa di tachicardia durante sforzo, la lentezza con a la quale questa ritorna a frequenze più accettabili, indicano che lei si sforza eccessivamente.
In realtà a nessun cuore, neppure al più sano giova essere sottoposto a sforzi.
Tenga inoltre presente che lo sforzo eseguito al cicloergometro non ricalca quello eseguito nuotando, non foss'altro per l aumento del ritorno venoso che si ha nuotando, in posizione orizzontale.
Buona serata
Cecchini
www.cecchinicuore.org
Dr. Maurizio Cecchini - Cardiologo - Universita' di Pisa
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Medicina di Emergenza ed Urgenza

[#2] dopo  
Utente 143XXX

Anzitutto grazie per la risposta.
A questo punto mi chiedo quanto mi convenga continuare con l'agonismo...avevo iniziato per hobby ma se dovesse espormi maggiormente a questo fenomeno meglio che smetta e faccia nuoto per conto mio.
Tra l'altro le ultime due volte che mi è capitato stavamo spingendo moltissimo sull'anaerobica (scatti ripetuti per 10 vasche o più oppure vasche consecutive con nuoto in immersione o con poche respirazioni)
Anche se si tratta di un fenomeno fisiologico non vedo perchè debba correre il rischio spingermi al limite...
non sono un nuotatore professionista e quando mi alleno per i fatti miei al mio ritmo non capita alcunchè
Deciderò cosa mi conviene fare.