Utente 290XXX
Buongiorno! Il mio calvario è cominciato circa un mese e mezzo fa: sono un ciclista amatoriale (regolarmente iscritto in una squadra e quindi effettuo ogni anno i controlli) e dopo un uscita molto impegnativa, in cui mi sono allenato al 110% delle mie possibilità, sono tornato a casa e, invece di riposarmi come di solito faccio, ho impiegato il pomeriggio a sbrigare varie faccende sempre di corsa. La notte non sono riuscito a chiudere occhio: mi sentivo il cuore in gola, non riuscivo a rilassarmi e il giorno dopo ero uno straccio. Non gli ho dato molto peso, perché a volte mi è capitato di non dormire bene dopo un allenamento intenso, il problema è che nei giorni successivi la sensazione di cardiopalmo non si è affatto affievolita, anzi ho cominciato ad averla anche durante il giorno, accompagnata da una strana sensazione di tremore interno che si concentra, stranamente, nella parte sinistra del torace (a volte l'ho percepita fino alle punta delle dita del braccio sinistro). Ovviamente mi sono spaventato, sono andato dal medico e ho cominciato a fare una serie di esami per chiarire se ci fosse una causa organica.

Ho effettuato analisi del sangue, analisi dei valori tiroidei, ECG da sforzo ed ecocardiogramma. In tutti questi controlli è tutto risultato negativo , tranne il numero dei granulociti eosinofili che è risultato un po' superiore alla media (6,6 %), ma che il mio medico ha escluso possa avere alcuna rilevanza.

In tutto questo tempo i sintomi si affievoliscono o intensificano a seconda di alcuni comportamenti, di cui ho cercato di prendere nota:
-l'uso di caffeina e di sostanze eccitanti peggiora i fastidi (pertanto ne ho quasi eliminato l'uso);
-l'allenamento, specie se intenso, genera una finestra temporale (circa mezza giornata) di miglioramento, poi i sintomi ricompaiono più intensi;
-il tremore posso percepirlo molto leggermente un po' per tutto il giorno, ma si intensifica particolarmente al risveglio;
- il cardiopalmo è più forte quando sto sdraiato sul letto, specialmente la notte.

A causa di tutto questo ho dovuto prendere della valeriana e della melatonina per riuscire a dormire meglio (con alterni risultati) e in più ho cominciato ad essere seriamente preoccupato. Il mio medico dice che potrebbe essere uno stato d'ansia: in tutta onestà, prima di questi problemi, non mi sentivo affatto ansioso, almeno non più di quanto lo fossi naturalmente; ora sicuramente, comincio a percepire dello stress, anche perché, fino ad oggi, il mio corpo era davvero un orologio e adesso, invece, non riesco più ad averne il controllo.

Cosa mi consiglia di fare? Dovrei fare ulteriori accertamenti? Devo far finta di nulla, sempre che sia possibile? Ho bisogno di una cura psicologica? Ma allora, perché i sintomi si legano a particolari situazioni?

Vi ringrazio anticipatamente per l'attenzione e la cortesia.

[#1] dopo  
Dr. Giancarlo Rando

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Buongiorno,
in mancanza di un confronto diretto, non ho elementi sufficienti per intuire la presenza di problemi emotivi o psicologici tali da richiedere la necessità di un colloquio con uno specialista.
Mi sembra possibile invece che possano essere presenti diversi elementi inquadrabili nella cosiddetta sindrome da sovrallenamento, tra questi in particolare :
- eccessivi carichi di allenamento, oltre le proprie possibilità,
- incompleto recupero dalla fatica,
- inadeguato riposo notturno,
- perdita di ore di sonno,
- stress.
In tali condizioni :
- rivedrei bene il programma di allenamento, ridimensionandolo alle esigenze ed alle possibilità attuali,
- rispetterei fermamente i relativi tempi di recupero, ottimizzandoli sempre rispetto alle esigenze attuali,
- ottimizzerei , se necessario , l'alimentazione in funzione dell'allenamento e dei recuperi,
- darei più importanza al valore globale della qualità e dello stile di vita in generale

Rimanendo a disposizione per eventuali ulteriori commenti, cordiali saluti.

Dr. GIANCARLO RANDO
MEDICO DELLO SPORT, ANGIOLOGO, FISIATRA

[#2] dopo  
Utente 290XXX

La ringrazio, Dottore, delle sue cortesi raccomandazioni.
Vorrei metterLa a conoscenza di alcuni sviluppi per avere il suo parere.
Negli ultimi giorni ho avuto modo di avere un colloquio con uno psichiatra dal quale è in cura mia madre per un esaurimento nervoso e, secondo lui, si tratterebbe di una sensibilizzazione dei recettori nervosi addetti alla regolazione del ritmo riposo-sforzo (mi scusi per la descrizione poco tecnica, ma non ricordo i termini scientifici che ha usato). La caffeina, a suo dire, sarebbe stata l'elemento scatenante. Per questo mi ha consigliato di evitare di prendere il caffè (anche quello decaffeinato) e di assumere melatonina da 5 mg per il sonno. Devo dire, essendo circa una settimana che seguo questa terapia, che sono migliorato, i sintomi si sono affievoliti, anche se non sono scomparsi.
Riguardo all'allenamento, faccio presente che nel periodo invernale non mi alleno mai più di due volte a settimana, con un carico di lavoro molto ridotto rispetto a quello che di solito faccio nel periodo estivo (3-4 uscite con quasi il doppio dei chilometri).
Riguardo l'alimentazione, condivido le sue osservazioni: in effetti è da lungo tempo che seguo un regime ipocalorico con una dieta prevalentemente proteica (dieta non prescritta da uno specialista).
Potrebbe essere uno scompenso dell'alimentazione? Devo farmi seguire da un dietologo?
La ringrazio infinitamente per i preziosi consigli,
cordiali saluti.

[#3] dopo  
Dr. Giancarlo Rando

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Buongiorno,
la diagnosi è identica. Cambia il termine, parlerei prorpio di sindrome da sovrallenamento quando il rapporto " carico di lavoro/riposo/apporto nutrizionale " è in qualche maniera alterato.
Il caffè in tutto questo non aiuta ed è l'elemento scatenante o favorente i disturbi.
Le suggerisco rivolgersi ad un medico dello sport che si occupi di allenamento ed anche di alimentazione.
Cordiali saluti.
Dr. GIANCARLO RANDO
MEDICO DELLO SPORT, ANGIOLOGO, FISIATRA