Utente 936XXX
Salve. Sono una ex atleta di 47 anni. Praticavo corsa mezzofondo (pista, strada, campestri). Fino a 2 anni e mezzo fa. Dopo duri allenamenti in pista
per preparare gara 1500 metri : dolore gluteo destro. Contrattura e bruciore.
Ho continuato a correre sul dolore per 3 mesi circa. Poi stop.
Quando fermata dolore a tutta la gamba (anca, coscia davanti e dietro) a volte
fino in fondo al piede. Visita neurochirugo : niente a livello vertebre,
dice compressione nervi fuori canale vertebrale, dirottata a ortopedico.
Un medico sportivo dice che invece il problema e' la schiena.
Vuole mettere busto completo. Cure : massaggio, radarterapia, ginnastica vertebrale. Nessun risultato. Anzi : peggioramento dolore anca.
Altro consulto : fisiatra specializzata sport. Diagnosi : coxalgia.
Cure : mobilizzazioni, massaggi. Lieve miglioramento ma non guarigione.
Fisiatra dice che dolore potrebbe venire da fibroma uterino di grandezza
5,5 cm. Mi dirotta su ginecologo.
Ginecologo dice che utero e' fibromatoso e sarebbe da togliere
tutto. Ma non garantisce assolutamente che tolto l'utero i dolori scompaiono.
I dolori continuano. Dolori alle ossa anca e ai muscoli (bruciore).
Altro consulto da medico dello sport : entesite glutea.
Fatto laser e massaggi. Miglioramento momentaneo poi torna il dolore.
Vogliono farmi cortisone all'anca ma non sono d'accordo.
Altro consulto : fisiatra medico dello sport.
Prescrive ginnastica metodo mezieres e sedute da fisioterapista.
Dopo 4 sedute il dolore e' sempre uguale. Anzi peggiora.
Cosa devo fare per questo calvario che dura da 2 anni e mezzo?
Ero abituata a fare sport tutti i giorni. Ero campionessa italiana
master dei 1.500 metri, nuotavo il miglio marino e facevo gare
di bicicletta.
Ora cammino a mala pena per mezz'oretta. In palestra riesco
solo a fare stretching e il giorno dopo sento dolore.
L'anno scorso mi e' venuta salmonellosi. E' stata anche questa
malattia a peggiorare situazione?
Per favore aiutatemi.
Grazie
Auguri di Buon Natale



















[#1]  
Dr. Antonio Valassina

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Gentile signora il suo racconto ha le stimmate di una periartrite d'anca, spesso confusa con una sciatalgia.
E' comunque difficile fare una valutazione a distanza di una sindrome che richiede una diagnosi differenziale fondata su una accurato esame clinico.

Le posso solo dire che si tratta di una patologia inserzionale peri-articolare e come tale non risponde alle terapie farmacologiche in quanto i trigger points (i punti scatenanti l'infiammazione sui tendini/fasce/borse) sono poco o nulla vascolarizzati.
In poche parole non ci sono le strade per portare i farmaci nei focolai infiammati.

Per dimostrarla, nel caso di dubbio dopo un esame clinico e la visione delle immagini Rx del rachide e del bacino, puo' essere utile una ecografia dell'anca con lo studio di tutte le inserzioni (dal sacro/cresta iliaca fino al gran trocantere/ nonche' gli adduttori). Esame che deve essere pero' eseguita da medici MOLTO esperti di questo tipo di patologie perche' poco nota e sotto diagnosticata.

Aggiungo che e' nettamente prevalente nelle donne e nella sua fascia di eta'. Quasi sempre l'esame Rx del rachide e del bacino e' assolutamente normale. Frequenti gli stati di ansia/depressione associati.

Il trattamento e', per quanto spiegato sopra, locale; prevede un programma di riabilitazione che deve escludere i massaggi e il calore sull'anca (alimentano i focolai inserzionali).
Utili possono essere laserterapia, crioterapia sui punti dolenti e il controllo della postura durante il sonno (evitare di dormire sul fianco ecc../usare un cuscino tra le gambe per detendere il gluteo) e diurna soprattutto da seduta. Vantaggiosa l'idrochinesiterapia.

Quanto detto e' solo una impostazione generale che va confrontata con la realta' clinica. Pertanto le suggerisco una vista in un centro ortopedico che abbia esperienza in patologie e chirurgia dell'anca.
Le porgo i migliori auguri di buone feste
Cordialmente


Nota:informazione web richiesta dall'Utente senza visita clinica; non ha valore di diagnosi, trattamento o prognosi che si affidano al medico curante

[#2] dopo  
Utente 936XXX

La ringrazio molto Dr. Valassina.
Finalmente delle risposte precise!
Potrebbe indicarmi Lei, gentilmente, dove posso
andare per fare ecografia all'anca?
Potrei venire anche a Roma se presso il suo Istituto
e' possibile farla.
E in quale centro ortopedico valido potrei recarmi vicino
a Genova?
Purtroppo qui a Genova mi pare proprio che non ve
ne siano.
Faro' l'idrochinesiterapia come da Lei indicato.
Da due settimane sto facendo fisioterapia con
ginnastica posturale (mezieres). Sono alla quinta
seduta. Dalla terza seduta il dolore e' quasi
aumentato. E' normale? Devo continuare o smetto per fare
solo idrochinesiterapia?
Laserterapia ad alta potenza? Laser CO2?
E della tecarterapia e delle onde d'urto cosa ne pensa
per questa patologia?
La ringrazio ancora tantissimo.
Auguro anche a Lei un Felice Natale ed un sereno
Anno Nuovo !
Paola Esibiti














[#3]  
Dr. Antonio Valassina

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A Genova non mancano di certo centri dove trovare colleghi esperti in ecografia muscoloscheltrica. Non mi sembra ssolutamente il caso che Lei si sposti fino a Roma per un esame di questo genere soprattutto in queste condizioni.

Per quanto detto nella mia precedente è bene evitare il riscaldamento dell'area del'anca e quindi tecar e onde d'urto che in qualche modo lo provocano. Eviterei questi trattamenti.
La posturale può essere utile, ma solo superata la fase acuta. Se è molto contratta la muscolatura (spesso il paziente non se ne rende conto perchè l'anca NON è quasi mai rigida..= non si rende conto della contrattura se non dal dolore sordo e progressivamente gravativo fino a diventare in alcuni casi urente) la posturale può essere fastidiosa o peggiorare la situazione...
Aspetterei dopo un ciclo adeguato di laserterapia, ionoforesi, idrochinesiterapia, applicaizoni di ghiaccio (= crioterapia) e controllo accurato dell apostura a letto e da seduta.

Per la laserterapia mi sembra corretto che il tipo di tecnica laser da addottare sia lasciato al fisiatra che la prenderà in cura. Questo collega in base alla visita clinica potrà valutare le sue condizioni, lo stato dei "triggers point" presenti nell'area infiammata, le sue caratteristiche anatomiche ecc..

Ancora auguri di buona salute e serene Festività!
Nota:informazione web richiesta dall'Utente senza visita clinica; non ha valore di diagnosi, trattamento o prognosi che si affidano al medico curante

[#4] dopo  
Utente 936XXX

La ringrazio ancora molto Dott. Valassina.
Grazie per avermi risposto in modo cosi'
esaustivo.
Volevo informarLa che nel 2007 avevo fatto rx
e risonanza magnetica a colonna e anca.
Da questi esami non era risultato nulla.
(Solo piccola protusione discale L5 che un
neurochirurgo ha esaminato e considerato non
causa scatenante dei dolori).
Quindi Lei ha ragione quando mi consiglia
un'ecografia.
La informo che il fisiatra che mi segue vuole
farmi rifare una risonanza e non un'ecografia.
Lui dice che la risonanza potrebbe essere stata
fatta male ma non capisco... E' stata fatta in
uno dei migliori centri ospedalieri di Genova :
l'Ospedale San Martino.
Quindi seguo il suo consiglio e faro' un'ecografia
da dottori esperti.
Ed inoltre sono rimasta male dalla risposta telefonica
che mi ha dato il mio fisiatra quando l'ho chiamato
oggi... "Si' Signora, ricordo vagamente il suo caso..."
Ma come ho effettuato la visita prima di Natale ed
e' stato lui a dirmi di chiamarlo!
Ho spiegato bene chi ero e non si ricordava!
Dottore, per cortesia, mi puo' indicare Lei un
professionista serio nelle vicinanze di Genova?
Magari Milano o Torino...
Ho molta fiducia in Lei e sto seguendo le sue
indicazioni.
Buon lavoro e cordiali saluti


[#5]  
Dr. Antonio Valassina

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Gentile signora,
non ho nomi da indicarle e anche se li avessi per deontolgia medica e correttezza anche verso di Lei non li farei.
Mi spiego per non sembrarLe scortese.
Se un paziente fosse portatore di una malattia rara o di una sindrome complessa e grave che richiedesse competenze superspecialistiche e non note al grande pubblico degli utenti, non mi farei problemi a indicarLe il Servizio Pubblico del SSN dove questo particolare collega esperto lavora.

Ma nel suo caso occorre solo una ecografia muscoloscheletrica che può essere eseguita ovunque.
Le posso solo dare alcune informazioni utili:
- è bene che sia un esaminatore esperto di patologie muscoloscheletriche (quindi non un ecografista che fa di tutto...);
- è bene che lavori in un centro dove affluiscano pazienti con problemi ortopedici e traumatologici e/o sportivi (quindi preferibilmente un grande ospedale o policlinico universitario che ospitino divisioni di Ortopedia e Traumatologia).

Perchè mi permetto di darle questi suggerimenti?...
Il motivo è che purtroppo questa patologia dell'anca è molto sottodiagnosticata non solo sul piano clinico (e ne abbiamo già parlato), ma anche sul piano degli esami ecografici. In poche parole l'ecografia dell'anca nell'adulto non viene quasi mai richiesta e pertanto gli ecografisti non sono abituati in molti centri ad esaminare queste strutture anatomiche dell'anca assai difficili (spesse e profonde..) e questo tipo di patologia (poco sospettata dai clinici e quindi poco richiesta come ipotesi diagnostica all'ecografista).

Mi auguro di essereLe stato comunque di aiuto.
Cordialmente.
Dr.Antonio Valassina
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[#6] dopo  
Utente 936XXX

Ancora grazie Dottor Valassina.
Lei mi e' di grande aiuto.
Se guariro' e riprendero' gradualmente attivita'
sportiva il merito sara' in gran parte suo.
Ho individuato due o tre centri per fare l'ecografia.
Nel frattempo sto facendo laserterapia con puntale e
metto ghiaccio 1/2 volte al di' per ca. 10 minuti.
Faro' anche idrochinesiterapia e ionoforesi.
Ho sentito parlare di una tecnica che si chiama
"fibrolisi" effettuata con dei piccoli uncini che
scollano le fibre "malate" rivascolarizzando queste
parti.
Lei cosa pensa di questa tecnica ?
La saluto cordialmente
Paola



[#7]  
Dr. Antonio Valassina

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Gentile signora,
noi non abbiamo esperienza di questa tecnica. Ma, come già detto in precedenza, è bene evitare trattamenti aggressivi soprattutto in fase acuta.
1)Nella fase acuta, infatti, è presente un edema dei tessuti (sia del tendine, che del periostio e per alcuni mm. anche dell'osso), non sono presenti affatto, nè sono presenti fenomeni ischemici secondari e quindi non siamo neppure di fronte a quadri di fibrosi aderenziale o capsuliti adesive (possibili in alcuni casi rari di periartrite caratterizzate da esiti di gravi quadri infiammatori con sofferenza ischemica di tendini o addirittura di porzioni di muscolo contigue , ma non mi sembra il suo caso...).
2)Inoltre per ragioni di anatomia, quindi per costruzione anatomica degli esseri viventi dotati di apparato muscolocheletrico, le aree inserzionali NON sono vascolarizzate per nulla o poco vascolarizzate.
Nella sua infinita intelligenza la Natura infatti ha previsto che, laddove i muscoli si inseriscono tramite appunto i tendini (già di per sè assai poco vascolarizzati) all'osso, non ci debbano essere vasi se non in misura minima o assenti. Questo perchè se tali strutture inserzionali fossero state per caso riccamente vascolarizzate,le sollecitazioni meccaniche continue avrebbero portato nel giro di poche ore o settimane alla lesione di questi vasi e quindi all'ischemia dei tessuti e infine alla necrosi con il risultato del distacco spontaneo di tutti i tendini da tutte le ossa. La specie umana e tutte le specie vertebrate non esisterebbero...vi sarebbero solo larve, masse gelatinose o insetti con corazza esterna.
:)
La Natura nella sua straordinaria capacità adattativa ha previsto, invece, che in queste sedi ad alto stress biomeccanico (per l'alta concentrazione dei carichi in tensione/torsione) tutto il lavoro venga sostenuto da tessuti quasi avascolari. Il miracolo biologico è che queste cellule vivono normalmente con poco o nulla sangue (ad es. la cartilagine articolare, sommo apice della specializzaizone cellulare meccanica, vive addirittura totalmente SENZA sangue).
Logica anatomica, fisiologica, patologica e clinica vogliono pertanto che trattamenti di questo genere siano da evitare. Prima di parlare di "fibrolisi" e di "rivascolarizzazione" forse sarebbe meglio che chi a Lei propone tali "tecniche"conoscesse bene il quadro fisiopatologico che si trova di fronte.

Cordialmente.
Dr. Antonio Valassina
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[#8] dopo  
Utente 936XXX

Egregio Dottor Valassina,
Oggi ho fatto ecografia presso un noto Centro di Genova
dove effettuano ecografie anche su sportivi, dove le
apparecchiature non sono vetuste e questo centro mi e'
stato consigliato da 2 fisioterapisti e un fisiatra.
L'ecografo mi ha detto subito che Lui non riesce a vedere le inserzioni tendinee dell'anca ma riesce a vedere
solo se ci sono borse.
Mi ha detto che non vede nulla. Mi ha chiesto se avevo
gia' fatto risonanza magnetica e quando. Alla mia risposta positiva (fatta nel 2007) mi ha risposto che
occorre rifarla.
Gli ho indicato il punto dell'anca dove sento piu'
dolore e mi ha risposto che da quel punto passa il
nervo sciatico e che quindi, secondo lui, potrebbe
essere lo sciatico la causa di tutto.
Mi ha chiesto se sento formicolii alla gamba.
Ma io non ne sento. Il dolore e' solo a livello anca.
Ma con una risonanza magnetica si riesce anche a
vedere il nervo sciatico?
Ma se non e' stato visto nulla nel 2007 quando avevo ancora piu' dolore, cosa possono vedere adesso?
A questo punto cosa posso fare ancora?
La ringrazio e Le auguro buon lavoro.
Paola










[#9]  
Dr. Antonio Valassina

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Sono perplesso. Come Le avevo preannunciato l'ecografia dell'anca dell'adulto non è molto praticata in Italia.
Ma una cosa Le posso dire: i tendini all'esame ecografico si vedono eccome...
Ergo probabilmente prima di pensare ad una RMN dell'anca (che può essere un esame complementare dell'ecografia...)deve essere eseguita una ecografia a regola d'arte.

Quanto all'area anatomica citata come di pertinenza del nervo sciatico a distanza non posso pronunciarmi, non avendoLa visitata.
Ma credo che Le sia chiaro ormai il percorso diagnostico da seguire.

Cordialmente.
Dr. A.Valassina
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[#10] dopo  
Utente 936XXX

Dott. Valassina,
desidero metterla al corrente degli sviluppi
delle terapie da Lei indicatemi.
Ho effettuato un ciclo (9 sedute) di Hilterapia
(laser alta potenza al cadmio) a tutta l'anca
(posteriormente, lateralm. e anteriorm.)
Il dolore posteriore e' quasi sparito.
Quindi penso di ripetere altro ciclo.
Immagino che in patologie croniche come la mia
(2 anni e 8 mesi) si debbano fare diversi cicli.
Le chiedo se la laserterapia si puo' alternare
alla idrokinesiterapia o se vanno fatte distanziate.
Inoltre vorrei sapere se secondo Lei un fibroma
uterino di circa 6 cm. (che ho da circa 3 anni)
puo'influire sulla tardiva guarigione.
E' intramurale, posizionato a destra.
L'anca dolorante e' quella di destra.
Grazie ancora.
La saluto cordialmente
Paola Esibiti

[#11]  
Dr. Antonio Valassina

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Gentile signora,
no, il fibroma uterino NON ha alcuna correlazione con l'anca.
Sono lieto del suo migliorameneto che ex-adjuvantibus (risposta in seguito al trattamento) conferma il mio sospetto.

Lei ha capito tutto. E' vero. E' una patologia cronica e richiede parecchio tempo per essere messa sotto controllo. Pertanto i trattamenti riabilitativi devono essere prolungati nel tempo e NON deve riprendere attività sportive o sforzi anche per 1 o 2 mesi DOPO la FINE della sintomatologia dolorosa.
La può aiutare in questa fase l'idrochineisterapia (= riabilitazione dolce e graduale in acqua), ma i centri convenzionati in Italia sono davvero pochi.
Auguri
Dr.A. Valassina
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[#12] dopo  
Utente 936XXX

Dott. Valassina,
Sono di nuovo a disturbarla per un suo prezioso consiglio.
Ho effettuato 2 cicli di laser ad alta potenza (20 sedute
in totale) (laser al cadmio - hilterapia) all'anca destra
(l'anca e' stata trattata posteriormente, lateralmente e
anteriormente).
Il suddetto laser va in profondita' di 7 - 8 cm.
Questa terapia e' stata effettuata in un centro privato
ed e' molto costosa.
Ho effettuato la idrokinesiterapia nell'unico centro
di Genova. Un ciclo di 10 sedute (convenzionato)
Solo esercizi molto blandi senza carico. Camminata,
camminata laterale, camminata accucciata, sforbiciate
e stretching in acqua.
Dopo queste terapie la situazione e' la seguente :
il dolore e' passato solo nella parte posteriore
dell'anca. E' rimasto lateralmente e anteriormente.
Sento sempre dolore da ferma, da seduta e camminando.
Dopo un po' che cammino passa ma il giorno dopo ritorna.
Il dolore a volte e' molto forte ed e' tipo "trafittura"
nel punto dove il femore si attacca all'anca.
I muscoli del gluteo non rispondono e sono sotto tono.
Il fisiatra del centro dove ho fatto idrokinesi ha
cambiato terapie e sono queste : 10 rieducaz motoria
individuale, 10 elettrostimolazione gluteo dx,
8 mobilizzazioni colonna vertebrale.
Mi ha detto che e' una prova, di andare un po' al mare
e poi vedremo quest'autunno (???)... Sigh! :-(
E sono 3 anni... di dolori
Che cosa ne pensa?
Inoltre vorrei chiederle se sono valide le punture
fatte con il proprio sangue ricco di piastrine.
Non so come si chiama questa nuova tecnica.
Lei cosa ne pensa ?
Mi dia qualche speranza... per favore
La ringrazio ancora tanto e le porgo i miei piu'
cordiali saluti.
Paola