Utente 220XXX
Salve,
ho 48 anni, sono alto 1,82 m e peso circa 85 kg.
Sono un insegnante di educazione fisica e per passione vado a correre regolarmente per circa 1 ora tre volte alla settimana, tenendo sempre sotto controllo l'intersità dell'allenamento con il cardiofrequenzimetro.
Da qualche anno ormai soffro di spina retrocalcaneare, dovuta probabilmente alla corsa e al tipo di appoggio plantare, non ho il piede piatto, ne cavo.
Già da tre anni a questa parte mi sottopongo a cicli di onde d'urto per rimuovere le spine, queste però sono regolarmente presenti e io nel frattempo non riesco quasi più a camminare ma i medici non ritengono ancora che si tratti della patologia di Haglund e quindi sconsigliano l'intervento ed io a dire il vero ne sono ben lieto perchè so di che tipo d'intervento si tratti...
L'anno scorso ho utilizzato prima un rialzo al tallone che mi è giovato molto, poi addirittura un plantare fatto appositamente dopo uno studio del piede, ma che non mi ha dato alcun sollievo. Uso quindi adesso soltanto il rialzo al tallone.
Da circa 3/4 mesi ho cessato completamente di allenarmi, sono in lista d'attesa per un nuovo ciclo di onde d'urto ma sono sinceramente molto preoccupato anche perchè nessuno mi prospetta ulteriori alternative.
Per cercare di muovermi un pò ho optato prima per la cyclette, ma anche questa mi infiamma la zona, poi con lunghe camminate in salita, ma ultimamente mi provocano dolori anche queste. Il nuoto purtroppo lo odio se non praticato a mare e quest'estate cercherò infatti di approfittarne.
Allo stato ho dunque in programma un nuovo ciclo di onde d'urto, presumo a Settembre, riposo fino ad allora e poi smettere completamente con la mia passione per la corsa...purtroppo dovrò rassegnarmi e speriamo che questo basti perchè sono piuttosto scettico che risolverò del tutto il problema...
Qualche suggerimento?

[#1] dopo  
Dr. Mirko Parabita

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Egregio utente,
sarebbe bene approfondire quali siano i motivi che portano questi speroni a riformarsi, di cosa siano formati, quanto siano grandi e capire se e quanto vengano a ridursi dopo i cicli di ESWT che ha già effettuato.
Di conseguenza è necessario bloccare la causa che determina la formazione degli speroni ed adottare la corretta metodica (ossia quale sorgente utilizzare per provare a rompere le calcificazioni), eventualmente da effettuarsi in maniera più "mirata", servendosi dell'esame ecografico per un corretto e puntuale puntamento
L'estrema ratio è rappresentata dall'intervento chirurgico ma la trovo una soluzione veramente ai limiti delle attuali possibilità terapeutiche

Spero che possa trovare una rapida e defnitiva soluzione e proseguire con le sue corrette abitudini di vita

Cordiali saluti
Dr. Mirko Parabita

[#2] dopo  
Utente 220XXX

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[#3] dopo  
Utente 220XXX

A distanza di un anno e mezzo circa da quando ho sospeso la corsa vorrei provare lentamente a riprenderla.
Allo stato non ho più dolori e ho tolto il rialzo al tallone.
Per evitare ricadute avrei pensato di ricominciare nel seguente dei modo:
1) acquistare delle calzature per la corsa degne di questo nome (tipo Mizuno per intenderci);
2) iniziare per il primo mese con due sedute di corsa lentissima settimanali di 15' ciascuna;
3) dal II mese passare a 20';
4) dopo il primo anno passare a tre sedute di 20';
5) successivamente vedere di aumentare gradatamente il tempo fino ad un massimo di 40'.
Qualcuno può gentilmente esprimermi il proprio parere?
Grazie.

[#4] dopo  
Dr. Mirko Parabita

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Lo trovo un modo corretto e razionale. Provi comunque ad utilizzare delle talloniere per facilitare lo scarico calcaneare oltre all'adozione di scarpe adatte al tipo di attività sportiva svolta

Cordiali saluti
Dr. Mirko Parabita