Utente 264XXX
Gentili medici dello staff MEDICITALIA,
mi rivolgo a tutti voi, di qualsiasi specializzazione, per chiedere informazioni sull'influenza suina.
I mezzi di informazione, sia via cavo che su carta stampata, con il loro bombardamento giornaliero di notizie, invece di tranquillizzare sembrano allarmare ancora di più i non addetti ai lavori, per cui mi permetto di fare alcune domande precise e sarò grata a chi vorrà rispondermi.
Se è vero che l'influenza A colpisce nella misura del 14% in più le persone giovani, e per questo si farà una campagna di vaccinazione dai 2 ai 27 anni, avendo una figlia di 28 che a volte viaggia e spesso, come tutti i giovani, frequenta luoghi affollati, non è consigliabile che la faccia anche lei?
Se in questi prossimi mesi dovessimo ammalarci di influenza, alle prime linee di febbre con tosse ed altre manifestazioni tipiche, dovremmo telefonare al medico curante? ma se così fosse, saremmo sicuri di poter fare poi il tampone per accertare se è o no influenza comune?
Ultima domanda...la vaccinazione può avere effetti collaterali gravi? Lo chiedo perchè a meno di 2 anni ho fatto la vaccinazione antidifterica e la conseguenza è stata di contrarre la difterite.
Sono in buona salute, la mia età non rientra ancora tra coloro che sono indicati a farla, ma poichè fumo ( lo so...lo so) non penso di avere i polmoni "limpidi" e una eventuale complicazione non sarebbe augurabile, perciò sono indecisa se chiedere anche per me la vaccinazione.
Prima di scrivere questo consulto ho letto l'articolo su Minforma, molto interessante, devo dire che presto naturalmente più fede alle risposte dei medici che di ciò che si ascolta in TV o si legge sui quotidiani, perciò attendo vostri pareri e consigli.
Scusandomi per la lungaggine ringrazio tutti e mi complimento ancora una volta con questo sito, formato da persone professionali, umane e.. pazienti:)
Buon lavoro a tutti!
Anna

[#1]  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Utente,

l'influenza suina ha le stesse caratteristiche e sintomi di una influenza stagionale.
Di solito si presenta in forma lieve o non preoccupante e non necessita di terapia, tranne che antipiretici per la febbre, se alta.
Quindi, se ci si dovesse ammalare, bisogna fare né più né meno come per l'influenza stagionale; stare a casa, riposo, antipiretici solo se vi è febbre alta e basta.
I farmaci antivirali si fanno solo nei casi gravi o col rischio di complicazioni.

Certamente giornali e tv stanno bombardando di notizie sull'argomento, ma ritengo che sia meglio esagerare nelle notizie che difettare; certo, non fare quello che è successo a Napoli, dove, al funerale dell'uomo morto dopo il contagio da influenza (e comunque morto per altri motivi e non per il virus), si sono presentati tutti con mascherina e solo qualche familiare vi ha partecipato.

Il vaccino ha più o meno la stessa efficacia degli altri vaccini antinfluenzali; molti dei soggetti che si vaccinano, se venissero ugualmente contagiati, solitamente sviluppano una forma clinica di influenza più leggera.
Gli effetti collaterali del vaccino solitamente sono leggeri.

L'opportunità o meno di vaccinarsi prima di un viaggio all'estero dipende dal paese in cui ci si reca; l'Inghilterra, per il momento, è più a rischio dell'Italia, ma si prevede che nella stagione invernale il rischio si distribuirà in uguale misura in tutti i Paesi occidentali.

Infine, visto che fuma (lo sa lo sa), forse sarebbe meglio che si decidesse a…perlomeno ridurre a non più di 10 sigarette al giorno.

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
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[#2] dopo  
Utente 264XXX

Gent.mo Dr. Corcelli,
La ringrazio della sollecita ed esauriente risposta.
Anch'io, leggendo la notizia, mi sono stupita del povero contagiato morto a Napoli, tenuto a distanza come ( anche da morto) fosse un appestato, in effetti in giro si spazia dalla completa superficialità alla quasi psicosi di questa nuova influenza.
Mia figlia a fine anno dovrebbe andare per un viaggio a Zanzibar, non so se quella è un'area altamente a rischio come ora l'Inghilterra ma conosco la sua opinione a riguardo: non vorrebbe vaccinarsi, se poi sarà contagiata si curerà.
Mi ha fatto sorridere la Sua ultima frase di raccomandazione, in effetti proprio in questi giorni sto contando le sigarette che fumo, spero davvero di poterne limitare il numero.
Con i miei migliori saluti
Anna

[#3] dopo  
Utente 264XXX

A volte mi dico che sarebbe meglio non leggere i quotidiani, io ne leggo diversi, sia in forma cartacea che multimediale, e così vengo a conoscenza di notizie che mi turbano, come questa che ho letto stasera:
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Da Praga, Fabrizio Pregliasco, il virologo dell'università di Milano che ha partecipato a un vertice sulla Nuova influenza insieme al presidente della Società italiana di Medicina generale Claudio Cricelli, sottolinea i rischi di un'informazione che talvolta fa "scattare l'allarme di casa anche se in giardino passa il gatto e non un ladro. Sarebbe davvero un "disastro comunicazionale"", mentre il sistema di sorveglianza messo su in Italia offre adeguate garanzie di sicurezza.

Ma cosa ci si deve aspettare in termini di incidenza di contagiati e di vittime dell'H1N1? Le proiezioni epidemiologiche ipotizzano tre scenari possibili. Per quanto riguarda la "morbosità attesa" (quella che ci si aspetta) i casi di pazienti affetti da influenza potrebbero essere 12,6 milioni (21,2 per cento della popolazione generale) oppure 18 milioni (30,8 per cento) o, addirittura ma altamente improbabile, 23 milioni (38,7 per cento). In merito alla mortalità correlata a 12 milioni di ammalati, il numero delle vittime potrebbe oscillare tra le 12 mila e le 48 mila unità. "Se invece il virus dovesse essere particolarmente aggressivo come quello della Spagnola del 1918", aggiunge Cricelli, "e si registrassero 23 milioni ammalati, si potrebbe arrivare a 92 mila decessi". Ma entrambi ripetono che questo è uno "scenario altamente improbabile".

D'altronde, ribadisce Pregliasco, questi numeri si riferiscono a entrambe le forme di influenza, quella stagionale e quella da virus H1N1. E, poiché la diagnosi sarà soprattutto clinica, non sarà possibile determinare quale sarà stato il virus infettante. "La diagnostica di laboratorio è del tutto inutile:", aggiunge il virologo, "sarebbe impossibile farli a tutti. I test continueranno a essere effettuati, ma a campione e per i casi più complessi".

Ogni anno in Italia si registrano migliaia di vittime dell'influenza: l'anno scorso furono cinquemila, un numero sottostimato perché "non sempre si ricostruisce il legame con il virus. E l'analisi del comportamento dell'H1N1 nel mondo ci permette di dire che il virus non sta diventando più cattivo. E' una normale influenza, solo molto contagiosa".
Tra le iniziative da adottare per limitare i contagi e come misure di prevenzione, Cricelli annuncia quella di un cofanetto da distribuire ai 48 mila medici di famiglia italiani: "Una sorte di vademecum con suggerimenti e consigli da dare ai pazienti. Ma anche indicazioni comportamentali da adottare negli ambulatori dei medici di famiglia per ridurre il rischio-contagio tra i pazienti in attesa. E si dovrebbe, eventualmente allestire un semplice paravento per separare gli ambienti: da una parte gli "influenzati sospetti" con tosse e febbre, dall'altra i pazienti affetti da altre patologie. E per i primi dovrebbero essere disponibili fazzoletti di carta e sapone". E per ultimo, conclude Cricelli, il triage telefonico: "I pazienti prima di venire in studio dovrebbero chiamarci al telefono e darci la possibilità attraverso alcune domande di renderci conto della situazione".
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ecco, leggendo queste cifre, dalle ottimistiche a quella dichiarata più improbabile, mi chiedevo se c'è davvero similitudine fra una normale influenza e quella N1H1, anche se sembrano simili nella seconda c'è un maggior rischio di contrarre la broncopolmonite, perchè in effetti è questa la causa che può portare al decesso.

Forse il mio resterà un soliloquio ma mi piacerebbe avere un Vostro autorevole parere, anche perchè i medici curanti ( per esempio il mio) non hanno avuto ancora alcuna disposizione diretta su cosa fare e quando, se vogliamo proprio entrare nel merito credo che ci sia molta confusione, posso solo sperare di non essere contagiata, anche per non contagiare chi mi è vicino.

Buona serata a tutti e buona domenica.

[#4]  
Dr. Mario Corcelli

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Gentile Utente,

ogni anno si verificano epidemie stagionali di influenza; quella della febbre suina ha la caratteristica principale di non essere stagionale.

Per nessun tipo di influenza è mai possibile prevedere l'esatto scenario che si verificherà, perché questo dipende da molti fattori, tra cui la velocità di diffusione del contagio e la possibile mutazione dei ceppi virali, che potrebbe da un lato rendere meno efficace la vaccinazione e dall'altro lato aumentare la mortalità, soprattutto in soggetti già precari perché affetti da altre serie patologie.

Il dr Cricelli, che lei cita, nel fare una comparazione con l'influenza Spagnola del 1918, fa un errore basilare; a quell'epoca non esistevano gli antibiotici e molti morivano di broncopolmonite; oggi i mezzi che la medicina mette a disposizione sono numerosi ed efficaci, dagli antibiotici ai farmaci antivirali.

Quanto dice Pregliasco, invece, è vero; in autunno-inverno ci potrà essere un accavallarsi di due epidemie influenzali, quella stagionale e quella suina; sarà matematicamente impossibile fare i test sierologici per tutti i casi di sindrome influenzale; perciò, tali testa saranno fatti solo per i malati che dovessero presentare complicazioni.
Peraltro, il virus della febbre suina si sta comportando in modo assai diverso da come era stato all'inizio previsto; si sta rivelando meno cattivo e la sua contagiosità, almeno ora, si sta dimostrando abbastanza contenuta.

In conclusione: ognuno si regoli come ha sempre fatto in passato, né più né meno.

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
http://www.medico-legale.it

[#5] dopo  
Utente 264XXX

grazie della risposta Dr. Corcelli

ricambio cordialmente i saluti