Il medico mi ha detto che se fosse un virus durante l'assunzione dell'antibiotico avrei dovuto

Buongiorno. Da 3 settimane ho febbre persistente che varia da 36.8 a 37.2 senza chiaro motivo, ovvero la prima settimana ho avuto un leggerissimo fastidio alla gola, la seconda settimana ho preso antibiotico KLACID 250mg per 6 giorni 2 volte al giorno, durante i quali la febbre e ogni sintomo di stanchezza sono scomparsi, ora sono alla terza settimana e non prendendo più antibiotico mi è tornata la febbre a 37.2, un po' di raffreddore e sintomi di spossatezza (forse dati dalla preoccupazione per non sapere di preciso cosa ho e come posso curarmi).
Il mio medico di base adesso mi ha detto di prendere LEVOXACIN 500mg per 5 giorni 1 volta al giorno dicendomi che se durante l'assunzione dell'antibiotico (KLACID) non avevo febbre vuol dire che è una forma batterica e non virale per cui il motivo del ritorno della febbre è dovuto al fatto che l'antibiotico non fosse sufficientemente forte, per cui mi ha prescritto il LEVOXACIN 500mg.
Io pensavo ad una cosa come citomegalovirus o simile (mononucleosi no perché mi è già venuta 8 anni fa e ormai ne ero uscita), però il medico mi ha detto che se fosse un virus durante l'assunzione dell'antibiotico avrei dovuto avere la febbre ugualmente, cosa che invece non era.
Ho comunque chiesto di prescrivermi le analisi del sangue che però dovrò fare successivamente all'antibiotico (le quali 2 o 3 mesi fa erano perfette, compresi valori di transaminasi).
Cosa ne pensate? E' possibile che il problema si risolva semplicemente con un antibiotico più forte o è probabile che alla fine dei 5 giorni di somministrazione la febbre si ripresenti? Cos'altro potrebbe essere?
Ringrazio anticipatamente e porgo cordiali saluti.
Eleonora
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Dr. Francesco Quatraro Gastroenterologo, Colonproctologo 28,8k 516 63
Gentile utente,
i valori che riferisce non denotano alcuna febbre.
Normalmente, in un individuo sano la temperatura corporea è compresa tra i 36,4 ed i 37,2 gradi centigradi.
Pertanto non vedo indicazioni alla terapia antibiotica.

CLASSIFICAZIONE DELLA FEBBRE:
febbricola: se la temperatura non supera i 38°C
febbre lieve: temperatura compresa tra 38-38,5°C
febbre moderata: 38,5-39°C
febbre elevata: 39-39,5°C
iperpiressia: 39,5°-41°C

Per quanto riguarda la sua spossatezza invece è bene indagare per identificarne le cause: psicologiche, organiche e quant'altro.

Cordialmente

Responsabile U.O. di Endoscopia Digestiva Osp. MIULLI
www.enterologia.it
www.transnasale.it

[#2]
dopo
Utente
Utente
Gentile Dottore,
ho erroneamente definito febbre una temperatura corperea tra i 36.8 e i 37.2, però questo non significa che svegliarsi con 37.2 sia normale quando solitamente io ho temperature abbastanza basse (tra i 36 e i 36.4). Credo che l'aumento della temperatura corporea denoti che qualcosa nel mio organismo non va, magari un'infiammazione o qualcos'altro che non so. Lei sa quale potrebbero essere i motivi?
Lei dice che la cura antibiotica probabilmente è inutile nel mio caso, però sto prendendo il LEVOXACIN da 2 giorni la temperatura si è abbassata a 36-36.4. Potrebbe essere solo un sintomo passeggero? Dice che la temperatura si alzerà di nuovo non appena terminerò i 5 giorni di antibiotico?
Cordialmente,
Eleonora
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Dr. Francesco Quatraro Gastroenterologo, Colonproctologo 28,8k 516 63
Gentile signora,
giudicare on-line, con dati così scarni, i motivi dei suoi sbalzi termici è uno sforzo pindarico,
posso però dirle che vi sono molti fattori che contribuiscono ad alimentare piccole variazioni termiche:
- la digestione
- l'attività fisica
- ciclo mestruale, che nella seconda parte provoca un aumento della temperatura,
- forti emozioni,
- vestiti pesanti,
- farmaci,
- temperatura ed umidità dell’ambiente.

Una volta assicuratisi che si tratti di vera febbre (=>visita medica) è opportuno, al di là di certi valori (38°C secondo la letteratura scientifica europea, 38.5°C secondo quella americana), intraprendere un trattamento sintomatico.
il farmaco più utilizzato a questo scopo è il paracetamolo,
prima ancora di un ponderato ricorso agli antibiotici,
non scevri essi stessi da disturbi collaterali.
Tenga conto che entro certi valori la febbre potrebbe rappresentare un meccanismo di difesa.

Cordialmente

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