Sempre e solo antibiotici...

Salve e innanzitutto grazie per il prezioso servizio che state offrendo.

La mia domanda è abbastanza "banale"... il mio medico di famiglia, per il quale nutro molta fiducia riscontrata anche in vari casi, ha secondo il mio parere da profano un difetto: per qualsiasi cosa prescrive antibiotici.
Io soffro di malattie da raffreddamento, quali mal di gola o "bronchitelle" di norma 2-3 volte all'anno, più raramente influenza vera e propria, ma penso non sia così immediato distinguerle. Per qualsiasi episodio, anche per un mal di gola, mi viene prescritta almeno una scatola di antibiotici, a volte due, senza mai fare un tampone, per esempio, senza sapere (oserei dire) se la natura del malanno è batterica o virale.
Una volta mi furono prescritti antibiotici per una distorsione a un dito (che facendo di testa mia non presi), l'ortopedico che poi mi visitò sgranò gli occhi quando me lo disse, della serie "antibiotici per una distorsione? E' dov'è la ferita?".
Altro esempio in questi giorni, mi prescrive claritromicina per un'otite, dopo 5 gg mi reco da un otorino che mi dice che posso smettere di prendere gli antibiotici prescrivendomi altra cura, poi per altri motivi il medico torna a casa nostra e domandandomi come va mi dice comunque di finire anche la seconda scatola di antibiotici (e ne avevo saltato già una dose, quindi forse ho fatto peggio a ricominciare?)...

Insomma, sto iniziando a preoccuparmi del fenomeno della resistenza, tra una cosa e l'altra mi capita di prendere 3-4 volte all'anno almeno una scatola di amoxicillina, per esempio, o in questo caso claritromicina...

Insomma, ci sono concreti rischi di sviluppare una resistenza a queste dosi? E, soprattutto, come fare per capire se effettivamente c'è un abuso da parte del mio curante?
In ultimo vorrei chiedere come comportarsi in casi come quelli citati, in cui un medico prescrive una cura antibiotica e uno specialista (a cui sinceramente darei più fiducia nel caso specifico, vista la specializzazione) la interrompe anzitempo, o nei casi in cui per un qualche motivo viene saltata una dose o una "giornata" di assunzione.

Grazie mille di nuovo.
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Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo 54,5k 1,2k 1k
Gentile lettore,

difficile, senza una laurea in medicina, decidere di non fare una terapia indicata da un medico.

Detto questo poi le confermo che molti colleghi hanno la tendenza a prescrivere, in abbondanza e "a prescindere", un antibiotico.

Da urologo le indico una mia news su questo problema terapeutico:

https://www.medicitalia.it/blog/urologia/582-infezioni-delle-vie-urinarie-escherichia-coli-batteri-gram-negativi-ed-antibioticoresistenza.html .

Vedo comunque che alcune informazioni sulla resistenza possibile e non remota ad una eventuale antibioticoterapia anche lei le ha ricevute e quindi il mio consiglio è quello di sentire sempre una seconda "campana" quando si ha qualche dubbio sulle indicazioni terapeutiche ricevute.

Cordiali saluti.

Giovanni Beretta M.D.
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dopo
Utente
Utente
Salve,

non ho scritto la mia domanda di consulto con la presunzione di volerne sapere più di un medico, purtroppo alcune volte è capitato che specialisti si siano meravigliati sulla terapia antibiotica su certe diagnosi, che avevo comunque già sempre intrapreso visto che erano state prescritte dal curante.

Vorrei riformulare i miei dubbi ponendo due domande generiche. Per esempio, leggendo sul web (su siti che, si presume, piuttosto affidabili) c'è molta attenzione alla questione antibiotici, preferendo in molte patologie "stagionali" (es. riniti, ecc.) l'uso di farmaci atti, piuttosto, ad allietare i sintomi (decongestionanti, mucolitici, ecc..). E' ovvio, poi, che certe altre patologie non possano essere prese alla leggera per evitare un aggravarsi del quadro clinico.
Le mie domande sono le seguenti. E' possibile distinguere una patologia su base batterica piuttosto che virale da una "semplice visita medica"? Leggasi, per esempio, il distinguere un'influenza da una rinite su base batterica, o un mal di gola dovuto a virus piuttosto che batteri utilizzando i classici otoscopio, luce e paletta?
E, infine, quando bisogna "preoccuparsi" per l'assunzione di troppi antibiotici? Intendo a livello quantitativo, c'è una soglia in cui è possibile, veramente, che siano troppi? Anche se, se non sbaglio, è più il rischio di assumerne troppo pochi che troppi, per sviluppare un'eventuale resistenza o una superinfezione.

Grazie mille per la disponibilità.
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Dr. Giovanni Beretta Andrologo, Urologo, Patologo della riproduzione, Sessuologo 54,5k 1,2k 1k
Gentile lettore,

una classica visita medica, senza indagini specifiche colturali od altro, ci dà delle indicazioni diagnostiche non sempre precise, come mi sembra che pure lei abbia capito, ma spesso l'esperienza clinica, maturata dopo una lunga attività, può essere molto utile per dare, in alcuni casi, le prime indicazioni terapeutiche.

L'ultima domanda, un pò confusa, purtroppo non la capisco, provi a riformularla.

Un cordiale saluto.

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