Utente 349XXX
Gentilissimi MEDICITALIA
Ho 47 anni e a seguito di un incidente stradale occorso nel Nov.06, sono attualmente coperto da certificazione INAIL.
Vi scrivo per conoscere il vostro parere medico/legale sulla base della documentazione in mio possesso:
03/11 incidente in itinere, sono stato prelevato dall’ambulanza e trasportato al pronto soccorso di ROMA (S.EUGENIO) in quanto non riuscivo (pur volendo ) ad effettuare nessuna attività motoria.
E’ da considerare che a causa dell’urto sono andato a colpire violentemente un albero con la testa e schiena.
Prestate le prime cure del caso la diagnosi è stata la seguente:
TRAUMA CRANICO NON COMMOTIVO , FRATTURA COMPLETA LAMINA POSTERIORE SIN D4, COLPO DI FRUSTA CERVICALE, ATTUALMENTE NON ESSENDO
DISPONIBILE POSTO LETTO IL PAZIENTE VIENE TRASFERITO PRESSO STRUTTURA
OSPEDALIERA ADEGUATA AL TRATTAMENTO(C.T.O.)

Accolto al CTO, vengo sottoposto a molteplici esami dei quali vi inoltro estratti:
08/11
RX COLONNA LOMBOSACRALE
Segni di spodiloartrosi con produzione osteofitarie posteriori nel tratto cervicale. Presenza di osteofiti dorsali multipli con lieve deformazione a cuneo di alcuni corpi del tratto dorsale superiore di non sicuro riferimento traumatico.

RM colonna cervicale e dorsale
Eseguito esame del tratto cervico dorsale che ha evidenziato la presenza di alterazione di segnale sttribuibili verosimilmente ad edema contusivo in corrispondenza della parte superiore di D2 e D5.
Limitante somatica superiore di D2 appae lievemente avvallata.
Protusioni discai multiple nel tratto cervicale e di verosimile riferimento spondiatrosico , lieve riduzione del canale c6-c7, non evidenti alterazioni del midollo.






Nei giorni seguenti l’incidente , durante la mia permanenza nella struttura ospedaliera ho cominciato a lamentare un fastidioso formicolio agli arti superiori (braccia/mani) , subito informato il medico lo stesso mi riferiva che probabilmente il mio problema poteva dipendere dall’interessamento del tratto cervicale disponendo immediatamente per elettromiografia (purtroppo non eseguita per intenso carico di lavoro al quale era sottoposta l’apparecchiatura).
Ricordo che durante il colloquio con il medico lo stesso evidenziò più volte l’ipotesi di idromielia come conseguenza della frattura suggerendo il monitoraggio mediante ulteriori controlli.
Mi fu prescritto un busto “CAMPER C35” per 60 giorni e fui dimesso in forma protetta con prescrizione visita presso la struttura ospedaliera a distanza di 60 giorni.
Il 2/2 mi presentai regolarmente in visita lamentando dolori persistenti alla schiena e il solito fastidioso formicolio agli arti , il medico in risposta dispose per una nuova RMN rachide dorsale della quale vi invio esito


,
Tornato in visita con il referto della RMN il medico prescrisse un nuovo busto “STECCHE E STOFFA” per ulteriori 3 mesi nonché una risonanza a distanza di 3 mesi .

Durante tutto questo periodo , parallelamente e come da prassi sono stato in visita anche presso l’ INAIL che presa visione delle certificazioni emesse dalla struttura ospedaliera ha emesso di conseguenza e dopo visita ulteriori certificazioni di temporanea inabilità lavorativa per le stesse date nonché richiesta di esame ELETTROMIOGRAFICO per gli arti superiori(finalizzato a chiarire i motivi per i quali ho questo continuo formicolio alle braccia e alle mani).
Durante l’esame ELETTROMIOGRAFICO (del quale non conosco esito perché da consegnare in busta chiusa all’INAIL) non riuscivo ad unire pollice e mignolo delle mani ed in aggiunta non riuscivo ad estendere bene le dita della mano.
Detto cio, scusandomi fin da ora per essere stato prolisso nell’esposizione dei fatti, attendo se possibile vostra risposta sui tempi di effettiva guarigione nonché suggerimenti relativi all’aspetto medico legale riferito all’assicurazione.

Cordiali saluti
Roberto

[#1] dopo  
Dr. Michele Quinto

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Gentile paziente, le rispondo in due punti ed in modo concreto per meglio aiutarla nella sua situazione.
1. I tempi di effettiva guarigione della sua patologia ed il suo percoso diagnostico-terapeutico devono essere impostati, stante la situazione clinica da lei prospettata, da uno specialista in neurochirurgia che dovra' avvalersi di altre figure professionali (fisioterapista etc.) ovvero anche di altri medici specialisti (fisiatra) per giungere al miglior risultato possibile.
2. La invalidita' permenente che potra' derivare dall'incidente che lei ha subito potra' essere valutata in ambito opportuno (INAIL o RCA) al raggiungimento della guarigione clinica con la avvenuta stabilizzazione dei postumi attraverso un giudizio medico-legale (perizia) redatto da un medico esperto di valutazione del danno.
Voglia considerare pertanto di potersi avvalere di due esperti colleghi della sua area geografica per i due scopi che si prefigge.
Cordiali saluti.