Utente 114XXX
circa 6 mesi fa ho subito un incidente riportando una grave frattura trattata chirurgicamente (riduzione e osteosintesi con viti), l infortunio è avvenuto in itinere, pertanto è stata aperta la pratica dall inail; dopo aver eseguito due visite medicolegali però la pratica è stata chiusa (e tale risulta ad oggi)a causa di un problema burocratico,che sarebbe troppo lungo spiegare, e la cui correzione sta richiedendo piu tempo del previsto; l inail ha comunque assicurato che la pratica sarà riaperta sicuramente. dando per scontato che la pratica venga riaperta (con tempi che però non sono prevedibili), la domanda che vorrei porgere alla Vostra cortese attenzione è la seguente:
alla scadenza dei giorni di malattia concessi dall ortopedico, cioè tra circa 15 giorni, gradirei rientrare al lavoro; considerato che si tratta di un lavoro che impone di stare parecchio tempo in piedi, e che la frattura si è verificata all arto inferiore, è necessaria una certificazione medica che chiaramente specifichi la possibilità di lavorare? o posso rientrare alla scadenza del certificato medico senza ulteriori accertamenti e dichiarazioni? me lo chiedo perchè vorrei evitare problemi al momento della riapertura della pratica inail, che stando così le cose avverrà sicuramente dopo il mio rientro al lavoro.
ringazio per la cortese attenzione e la disponibilità di Chi vorrà consigliarmi

[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

52% attività
8% attualità
20% socialità
MILANO (MI)

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2009
Gentile Utente,

per poterle rispondere ho bisogno che mi chiarisca alcune cose:

1. Con il fatto che l'INAIL ha chiuso la pratica intende che non le ha riconosciuto l'evento come infortunio lavorativo?

2. Se sì, ha continuato l'assenza dal lavoro come malattia con certificati INPS?

3. Vuole rientrare al lavoro alla scadenza del certificato dell'ortopedico perchè questi lo ritiene stabilizzato o per una sua decisione?

4. Che tipo di lavoro fa?

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
http://www.medico-legale.it

[#2] dopo  
Utente 114XXX

Gentile dott Corcelli, innanzitutto grazie per il tempo che mi sta dedicando; io faccio l’ anestesista, ma ammetto (con non poca vergogna) di non avere confidenza con la sfera della medicina legale (non mi scusa di certo, ma almeno mi consola il fatto che si tratta di una lacuna comune a molti medici),per questo ho pensato di chiedere consiglio ad uno dei gentili colleghi che operano, come Lei, in questo utilissimo sito;per precisare quanto richiesto:
1)l’ INAIL non ha riconosciuto l’ incidente come infortunio lavorativo , a causa di una chiamiamola imprecisione nelle dichiarazioni rese dal datore di lavoro, la qual cosa però, come accennavo prima, è in via di chiarimento. All’ INAIL mi dicono testualmente che in atto la “pratica risulta chiusa” e che pertanto non posso sottopormi alle visite medico legali finche non verrà “riaperta la pratica”
2)ho continuato l’ assenza dal lavoro producendo le certificazioni rilasciate dall’ ortopedico della struttura (pubblica) in cui sono stata operata e poi seguita ambulatorialmente
3)l’ ortopedico ritiene la frattura (avevo dimenticato di precisare che si tratta di frattura piatto tibiale )sufficientemente stabilizzata, fermo restando che resta ancora da definire la diagnosi in riferimento ad eventuali lesioni meniscali di cui esiste sospetto clinico, per cui dovrei eseguire una RM dopo la rimozione dei mezzi di sintesi (quindi non prima di qualche mese) oppure una TC (che potrei eseguire anche subito, ma che preferirei evitare, se non indispensabile, per il rischio radiologico); infatti visto che anche in caso di lesione del menisco qualunque eventuale terapia cruenta dovrebbe sempre essere eseguita dopo la rimozione dei mezzi di sintesi , mi è stato appunto consigliato di aspettare qualche mese ed eseguire quindi una RM anche per evitare il rischio radiologico; l’ortopedico ritiene poi che la ripresa dell’ attività lavorativa non comporterebbe rischi , purchè continui il programma di rieducazione funzionale e di potenziamento muscolare; la sua unica perplessità riguarda il fatto che quando sto in piedi piu di due-tre ore comincio a sentire dolore nella sede della frattura, ma credo di poter gestire la cosa.
Grazie ancora e cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Mario Corcelli

52% attività
8% attualità
20% socialità
MILANO (MI)

Rank MI+ 80
Iscritto dal 2009
Gentile Collega,

non deve vergognarsi dei quesiti che pone, in quanto non sono inerenti alla sua specialità.

Ha fatto bene a farsi rilasciare le certificazioni di un ortopedico di una struttura pubblica, perchè le serviranno nel momento in cui l'INAIL, come spero, le riconoscerà l'infortunio in itinere.
Si ricordi solo che, se l'INAIL le ha formalmente notificato la reiezione della pratica, dovrebbe fare il ricorso entro il termine riportato nella stessa notifica.

Se l'ortopedico ritiene che la frattura sia stabilizzata, può tranquillamente riprendere il lavoro.
Se dovesse rimuovere i mezzi di sintesi prima che l'INAIL abbia chiarito la vicenda o se dovesse essere costretto ad assentarsi ancora dal lavoro, si ricordi di farsi fare un certificato di "ricaduta d'infortunio".
Sarà poi l'INAIL, alla definizione della pratica di infortunio, che dovrà tenere conto di tutti i certificati da lei prodotti.

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
http://www.medico-legale.it