Utente 154XXX

Ho lavorato dal 2004 al 2006 in una ditta metalmeccanica in svizzera.
Qui svolgevo mansione di addetto al caricamento delle macchine utensili, e caricavo dai 500 ai 1000 pezzi al giorno, con pesi variabili da 200g fino a 25 kg a pezzo.
I pezzi andavano presi da dei cassoni posizionati a terra e quando il pezzi stavano per finire dovevo piegarmi fino a terra in una posizione scomoda dato che comunque c'era il cassone che arrivava fino ad altezza della vita.
Idem quando dovevo scaricare i pezzi lavorati, quindi potevo arrivare a fare fino a 2000 flessioni al giorno.
Dopo un anno circa ho iniziato a lamentare dolori di sciatica.
Poi mi hanno diagnosticato un ernia alla schiena.
Dato che a mio avviso il collegamento lavoro-ernia-dolore era evidente, ho abbandonato il lavoro.
Oggi mi chiedo se è possibile chiedere un risarcimento alla ditta, e se ho probabilità di successo.
Quali azioni piu appropiate dovrei intraprendere secondo voi?
Grazie

[#1] dopo  
Dr. Mario Corcelli

52% attività
12% attualità
20% socialità
MILANO (MI)

Rank MI+ 84
Iscritto dal 2009
Gentile Signore,

prima di tutto bisogna appurare, dal contesto anamnestico-clinico e dagli accertamenti fatti, un eventuale nesso causale o concausale fra il lavoro svolto e l'ernia discale.
Per questo, deve consultare di persona un medico-legale, che analizzi la vicenda e la documentazione clinica e radiografica.

Se si potesse provare il nesso fra lavoro svolto e ernia discale, resterebbe da appurare se vi sia una responsabilità o no della ditta.

La responsabilità della ditta potrebbe consistere eventualmente nella inosservanza di misure di sicurezza, nei mancati controlli sanitari (visita preventiva, visite periodiche, eccetera) da parte del medico competente aziendale, ovviamente rapportati alla legislazione svizzera; e per questo, sarebbe necessario consultarsi con un avvocato.

Cordiali saluti.
Mario Corcelli, MD
Milano - specialista Medicina Legale e Igiene-Tecnica Ospedaliera
http://www.medico-legale.it