Utente 529XXX
Ho lavorato per 20 anni alla XXXXXX (nome modificato dallo staff), una azienda chimica, e circa 10 anni fa sono diventato invalido civile (cosa comunicata alla azienda).
La stessa azienda nell'ultimo anno mi ha praticamente tolto i mezzi per potere proseguire il mio lavoro non fornendomi un monitor funzionante e in quel periodo mi è comparso un sarcoma.
Io ora sto pensando che la neoplasia mia sia venuta per motivi legati al demansionamento discriminativo e mobbing psicologico anche perche' alla fine dell'anno mi sono dimesso.
Mi permetto di chiedervi se secondo voi puo' insorgere un tumore per questi
motivi che sicuramente hanno debilitato molto le mie difese immunitarie.
Ringraziandovi
G.

[#1] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,
Anche se comprendo bene il senso della Sua osservazione, credo che sia poco probabile che si possa dimostrare una correlazione tra gli accadimenti che descrive e l'insorgenza della neoplasia.

Ma su questo aspetto lascio libero spazio ai colleghi medico-legali.

Esistendo molte varietà di forme tumorali conosciute sotto il nome di sarcoma è difficile identificare fattori di rischio comuni a tutti.

Pertanto sarebbe importante avere maggiori dettagli sulle caratteristiche biologiche e sulla sede della neoplasia.

Sono stati descritti alcuni elementi comuni catalogati tra i fattori di rischio , come per esempio l'esposizione a radiazioni, anche per precedenti radioterapie.

È stata inoltre descritta la familiarità come fattore di rischio, in particolare in associazione a malattie di origine genetica come la neurofibromatosi , caratterizzata dalla formazione di tumori benigni della pelle , la sindrome di Gardner , la sindrome di Li-Fraumeni (che predispone a diversi tipi di tumore) e il retinoblastoma.

Tra i fattori di rischio per i sarcomi dei vasi linfatici c'è anche la rimozione chirurgica dei linfonodi e la stasi di linfa a livello di un determinato distretto corporeo.

Tra le varie sostanze chimiche sono state sospettate il cloruro di vinile, la diossina e alcuni pesticidi.

Come vede si tratta di fattori di rischio estranei al Suo ambiente di lavoro , ma aspettiamo la replica dei colleghi specialisti.

Cordiali saluti
Salvo Catania
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Salvo Catania, MD
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[#2] dopo  
Dr. Alessandro D'Angelo

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Mi aggiungo al collega Catania, su quanto da lui esposto nella Sua solit amaniera chiara e professionale.
Vede gentile utente, se le neoplasie fossero "stress-indotte", saremmo la stragrande maggioranza delle persone a rischio di ammalarci, ma ad oggi, come già sottolineato, non vi sono dati scientifici a supporto.
Ciò non toglie che affrontare una malattia neoplastica (e non solo), con stato depressivo non permette di affrontare bene gli effetti collaterali delle cure e le eventuali complicanze della patologia medesima (mi riferisco a dolore, vomito etc etc).

Cordialmente
Cordiali Saluti
Dr. Alessandro D'Angelo
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[#3] dopo  
Dr. Alessandro Scuotto

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Gentile signore,
nella mia pratica di consulente tecnico in medicina legale e in virtù dell'esperienza maturata nel campo della psicosomatica mi sono occupato di alcuni casi di patologie organiche indotte o facilitate da stress psichico e, in particolare, da mobbing.
Mi sembra opportuno considerare due aspetti che riguardano la sua vicenda:
1) Al momento attuale il collegamento tra stress psichico e patologia neoplastica non è dimostrato come causa univoca, ma al più come cofattore e, certamente, come ostacolo alla buona risposta terapeutica. Il rapporto tra attività psichica e risposta del corpo, alla luce delle più moderne acquisizioni scientifiche, prevede l'intervento di molti mediatori chimici che determinano vari effetti: tra questi la depressione immunitaria che potrebbe "facilitare" l'insorgenza di una neoplasia. Questa circostanza, secono i più accreditati studi di psiconeuroendocrinoimmunologia, richiede una condizione di lunga esposizione allo stress psichico; orbene lei si riferisce alla durata di un anno o poco più per l'azione condotta ai suoi danni e questo parrebbe del tutto insufficiente.
2) In medicina legale è necessario definire con chiarezza il cosiddetto "nesso di causalità" tra la supposta causa del trauma e l'effetto del trauma stesso (mi perdoneranno i colleghi m.l. per l'eccessiva semplificazione, ma tento di essere il più divulgativo possibile a beneficio degli utenti), in assenza di questo, o nell'impossibiità di dimostrarlo, non vi è alcuna possibilità di procedere. Nel suo caso dovrebbe avere una documentazione biochimica sullo stato del sistema immunitario precedente l'azione della supposta causa (il mobbing) di malattia e un monitoraggio concomitante alla comparsa della malattia neoplastica. Sulla scorta di queste considerazioni, ad esempio, sono stati affrontati i problemi medico-legali (e le conseguenti richieste di risarcimento) connesse all'esposizione non volontaria a frequenze elettromagnetiche.
In conclusione mi sembra che non vi sia spazio per agire nei confronti dell'azienda, ma mi sembra opportuno che lei affronti (se non lo sta già facendo) la situazione psicologica attuale con l'aiuto di un competente, in contemporanea alla terapia medica, allo scopo di migliorare l'efficacia di risposta dell'organismo.
Molti auguri.
Alessandro Scuotto, MD, PhD.

[#4] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,
dopo la mia replica Lei mi ha inviato una mail che dovrebbe inoltrare ai colleghi per facilitarli nella comprensione del Suo problema.

In assenza di questi dettagli si rischia di fornire incomplete o false interpretazioni al Suo contenzioso con i datori di lavoro.

Se lo desidera lo possiamo affrontare su questa pagina, ma temo che dopo le indicazioni che ci ha trascritto (nome dell'azienda dove ha lavorato per 20 anni ecc.) il rischio di una violazione della privacy è consistente.

Cordiali saluti
Salvo Catania
Salvo Catania, MD
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[#5] dopo  
Utente 529XXX

come giustamente evidenziato dal Dott.Salvo riporto di seguito la precisazione data,per quanto riguarda la privacy tengo a precisare che
con dicriminazione mirata e reiterata sono praticamente stato costretto alle dimissioni incentivate.

"la ringrazio per la cortese risposta,e nella fattispecie aggiungere
che il sarcoma è un sarcoma di kaposi(legato a problemi di immunodeficenza) e sapere se il fattore scatenante dello stesso possa essere stato uno stress psicofisico che ha debilitato ulteriolmente le mie difese immunitarie. di nuovo grazie."

[#6] dopo  
Dr. Salvo Catania

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La spiegazione l'ha data Lei sottolineando la correlazione con
la sindrome da immunodeficienza.
Fino agli anni ottanta il S. di Kaposi era una malattia molto rara, che si riscontrava soprattutto negli uomini di età avanzata e nei soggetti portatori di trapianto d’organo .
Si riscontra infatti nei pazienti in cura con immunosoppressori, farmaci che indeboliscono il sistema immunitario. Il sistema immunitario aiuta l’organismo a combattere contro le infezioni. I portatori di trapianto d’organo devono assumere dei farmaci per impedire che il loro sistema immunitario attacchi il nuovo organo.

A seguito dell’epidemia di AIDS sviluppatasi agli 80-90 aumentarono le osservazioni dei casi di sarcoma di Kaposi legati ad una sindrome da immunodeficienza : è la forma che interessa i malati di AIDS (acronimo dall’inglese Acquired Immuno-Deficiency Syndrome, sindrome da immunodeficienza acquisita).

Nel Suo caso si dovrebbe dimostrare che il mobbing sia la causa della immunodeficienza. Non sarà facile anche per i periodi di tempo, relativamente brevi, che sono oggetto del Suo contenzioso.

Comunque su questo aspetto lascio libero spazio ai colleghi medico-legali.



Lo è già diff
Salvo Catania, MD
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[#7] dopo  
Dr. Salvo Catania

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A proposito Lei ha già richiesto una consulenza medico-legale ?

Se si quale è stato l'orientamento dello specialista consultato ?
Salvo Catania, MD
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[#8] dopo  
Utente 529XXX

no,di fatto non ho ancora sentito un medico legale,le sarei grato se potesse orientarmi o darmi qualche indicazione.
di nuovo distinti saluti

[#9] dopo  
Dr. Salvo Catania

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E' quello che stiamo cercando di fare.

Aspetterei comunque le repliche eventuali dei colleghi.
Salvo Catania, MD
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[#10] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Devo dire che questa discussione su un sito come Medicitalia che è al primo posto nella classifica Shinystat tra i più visitati della categoria Medicina, ha suscitato molto interesse, perchè oltre al fatto che è l'argomento più cliccato della settimana, continuo a ricevere mail sul mio sito personale ( www.senosalvo.com )che mi sollecitano a rispondere su un aspetto, quello medico-legale, che non è di mia pertinenza specialistica e fuori soprattutto dalla mia area di competenza.

Tralasciando tutti i dettagli che potrebbero portare alla identificazione dell'utente riporto l'ultima mail che è dello stesso tenore delle altre.
---------------------------------------------------------

Esimio dott. Catania,
>
> ho letto con vivo interesse le sue considerazioni sul sito
> www.medicitalia.it riguardo alla problematica del mobbing....

> Ho ... anni e sono dipendente ................., .

> Dal settembre .... a tutto marzo....sono stato oggetto di vessazioni pressoche' quotidiane da parte del dirigente del mio "ufficio" in seguito a ben 2 procedimenti disciplinari (con un terzo in itinere ma mai notificatomi...) dovuti ad assenza a visita fiscale (mai ricevuta...!!!) nel mese di agosto .....
> Mi recavo in ufficio, in quel periodo, in evidente stato ansioso depressivo
> e, stanco, di questa situazione su consiglio di un avvocato di....., nel
> mese di aprile del ...., mi recavo presso lo studio del dott.....
.... (che provvedeva a stilare una perizia medico-legale) e
> venivosottoposto a test MMPI presso la Clinica del Lavoro di Milano.
> Come per magia, una volta venuto a conoscenza della mia visita a Milano per
> motivi di salute...(fanno fede i certificati medici rilasciati) il "mobber"
> cessava le vassazioni da incubo subite per un lungo periodo....oltre 6 mesi...!
> Nel mese di novembre mi veniva diagnosticato un "linfoma non hodgkin"
> linfocitico stadio IV A (tumore di natura maligna), curato al ....... con 6 cicli di chemioterapia dal novembre ... ad aprile ...e terapia con anticorpo
> monoclonale (Zevalin).
> Nel .. mi è stata riconosciuta quello di invalidita' civile (75%).
> Dulcis in fundo, mi è stata appena diagnosticata ....... un "microadenoma ipofisario" (tumore per fortuna benigno) con il valore della prolattina (l'ormone dello
> stress) abbastanza alto, oltre la soglia massima per un uomo.

> Le chiedo : potrebbe essere fondata intentare una causa per risarcimento da
> danno biologico, morale, esistenziale e quant'altro... per le vessazioni
> subite sul luogo di lavoro in base a quanto sopra enunciato e alla luce
> degli ottimi rapporti con la dirigenza attuale (l'ex dirigente, il mobber,
> èstato trasferito
> O Lei ritiene improbabile, sulla base delle attuali conoscenze scentifiche,
> poter dimostrare il cd " nesso eziologico" la concausa tra accadimenti
> subiti e patologie di cui mi sono ammalato?
> In attesa di una Sua gradita risposta, Le invio i miei piu' cordiali saluti.
------------------------------------------------

Anche in questo caso ho dato la stessa risposta.
Primo punto: occorre dimostrare il mobbing.
Il mobbing che ci interessa più da vicino è il terrore psicologico esercitato sul posto di lavoro da uno o più mobber, cioè aggressori, contro una o più vittime. La gamma delle azioni mobizzanti che gli aggressori possono mettere in atto è enorme: si va dalla calunnia, al sabotaggio, a veri e propri atti di violenza.
E una azione già in questo senso si può fare indipendentemente dalla eventuale correlazione con il danno provocato che quindi riguarda il secondo aspetto del problema.

Ho notato che, difficoltà a parte di poter dimostrare un nesso causa-effetto, la PARTE DEBOLE di queste richieste riguarda IL BREVE PERIODO DI TEMPO... del mobbing.
In questo caso "solo" 6 mesi. Per l'utente 6 mesi sono tanti, ma non sufficienti per dare origine ad una condizione predisponente ad ammalarsi di cancro (ammesso e non concesso che il mobbing sia in grado di provocarla).

>
Salvo Catania, MD
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[#11] dopo  
Dr. Maurizio Golia

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A mio parere, dalle attuali conoscenze scientifiche e medico-legali, non può essere dimostrata una relazione causale o concausale, tra l'insorgenza del sarcoma e il segnalato caso di mobbing.
Dr. Maurizio Golia Specialista Medicina Legale e Medicina Preventiva Lavoratori tel. 339/7303091
Brescia - Cremona - Bergamo - Verona

[#12] dopo  
Utente 529XXX

Riprendendo la mia situazione,ribadisco che in una persona con gia' presenti problemi immunodeficitari è altresi non scientifico ne razionale escludere un nesso causale o una attinenza tra mobbing e tumore.
Come penso sia innegabile che il tenere una persona discriminata senza possibilita' di lavorare,sia legalmente e penalmente un chiaro illecito verso il lavoratore e una palese mancanza di rispetto e un vergognoso accanimento alla dignita' della persona.
Giancarlo

[#13] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Gentile utente,

Se Lei stesso sostiene "in una persona con già problemi immunodeficitari"..il ruolo del mobbing al massimo potrebbe essere di
tipo concausale ed ovviamente non più causale.

E ciò finisce per assumere maggior significato nel caso del Sarcoma di Kaposi.
Salvo Catania, MD
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[#14] dopo  
Utente 529XXX

La mia risposta non vuole essere una critica alla sua professionalita',anzi devo ringraziarla per la sua trasparenza.
Ma nella fattispecie rifletta un secondo;per lei una persona che svolge il suo lavoro(come sempre fatto,difatti ero passato da operaio a impiegato)in un ambiente sano e con soddisfazione personale e psicologica ha le stesse possibilita' di ammalarsi di tumore di una persona demotivata,discriminata ed obbligata a vegetare in un ambiente
a dir poco sporco con ragnatele e polvere e con un banco da officina attacato al proprio Ufficio Sgabuzzino con vari rumori ed odori.
Ci rifletta .......

[#15] dopo  
Utente 529XXX

Spett.Dott Salvo le ho scritto di getto,mentre ora vedo che di fatto o scritoo le stesse cose dette da lei.
Ringraziandola di nuovo Giancarlo.

[#16] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Si diciamo la stessa cosa.

Io abito a Milano ed ho più probabilità di ammalarmi qui rispetto ad un ambiente più salubre. Lo sanno tutti !

Ma anche se questo è un fatto certo se dovessi ammalarmi sarebbe estremamente difficile dimostrare il nesso causale, a meno di casi particolari (fumo passivo per molti anni..., malattie professionali a contatto con cancerogeni ecc..), ed è questo l'oggetto della nostra discussione.
Salvo Catania, MD
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[#17] dopo  
Utente 529XXX

riprendendo il suo "paragone",io si di fatto avro' piu' probabilita' di ammalarmi a milano invece che in un paesino dell'oltrepo' pavese ma è anche vero che se lei mi costringe a stare sempre a respirare l'aria della circonvallazione di milano e nello stesso tempo mi riempe di rumori e mi mette in un posto squallido e senza possibilita' di muovermi,questo è un chiaro tentativo di stressare debilitare il lavoratore e quindi direi quasi delinquenziale agire in questi termini su una persona gia' compromessa.
di sicuro concatenare un tumore ad un stress puo' essere difficile ma penso sia palese il tentativo di debilitare completamente il lavoratore.
ed è per questo che a parte la neoplasia mi vedo costretto a citare in giudizio l'azienda per discriminazione e mobbing ma specialmente per procurata malattia e danni alla persona

[#18] dopo  
Utente 529XXX

so di essere stato un po' impetuoso ma tutto mi riporta ad una battaglia persa in partenza.
saluti giancarlo

[#19] dopo  
Utente 529XXX

chi di professionale ha solo la paura,forse è meglio che cambi mestiere o meglio ancora si racconti a se stesso che la riverenza paga sempre.
sappiate che ci sono anche professionisti che nella medicina hanno fiducia.
saluti giancarlo

[#20] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Può spiegare meglio il senso del Suo ultimo post ?
Salvo Catania, MD
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[#21] dopo  
Utente 529XXX

Era semplicemente un frase di rimostranza verso chi,e non è il suo caso,di fronte a problemi riguardanti un semplice dipendente che deve far valere un suo diritto preferisce dare per scontato che l'azienda ha sempre ragione.
Distinti saluti.Giancarlo

[#22] dopo  
Dr. Salvo Catania

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Le confermo che...NON E' CERTO IL MIO CASO !
Salvo Catania, MD
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[#23] dopo  
37801

Cancellato nel 2010
gentile utente sollecitato dal collega Catania, sono entrato in questo quesito per capire bene di cosa si trattasse.
Se la medicina fosse quello che noi pensiamo sia tutto sarebbe piu' facile.
Sono convintissimo che alcuni tumori legati anche a fatti emozionalei e soprattutto il pancreas mi pare essere un organo bersaglio (vedi relazione Tortora e risarcimento) ed altri siano in nesso concausale, ma tutto deve essere straprovato,tutto deve essere scientificamente quasi vicino all'esatto (in medicina l'esatto non si raggiunge mai).
Ora in un sarcome di Kaposi è riconsociuto legato all'immunodeficienza(alcuni medici, pochi a dire il vero, sono ancora convinti che sia sinonimo di aids).
dott Sergio Funicello
Spec Medicina legale e Chir d'Urgenza
Dirigente medico legale ASL

[#24] dopo  
37801

Cancellato nel 2010
gentile utente sollecitato dal collega Catania, sono entrato in questo quesito per capire bene di cosa si trattasse.
Se la medicina fosse quello che noi pensiamo sia tutto sarebbe piu' facile.
Sono convintissimo che alcuni tumori legati anche a fatti emozionale e soprattutto il pancreas mi pare essere un organo bersaglio ed altri siano in nesso concausale, ma tutto deve essere straprovato,tutto deve essere scientificamente quasi vicino all'esatto (in medicina l'esatto non si raggiunge mai).
Ora in un sarcome di Kaposi è riconsociuto legato all'immunodeficienza(alcuni medici, pochi a dire il vero, sono ancora convinti che sia sinonimo di aids).
Ora nulla prova che l'immunodeficienza sia legata a stress emozionali e , ne consegue, nessun giudice sentenzierebbe in tal senso (fatto salvo ripeto potenti dimostrazioni come lo stato immediatamente anteriore i fatti e, forse, neanche basterebbero)
FA eccezione il pancreas (vedi Tortora)sul quale , a volte, vale la pena tentare.
dott Sergio Funicello
Spec Medicina legale e Chir d'Urgenza
Dirigente medico legale ASL

[#25] dopo  
Utente 529XXX

ho visto per caso,visto che dove lavoravo si usavano ammine aromatiche nel senso che dove ero aprivano pompe e tubature piene di ammine,che c'è una stretta relazione tra neoplasie e ammine aromatiche.
n. voce tabella
Agenti
Patologia4 arsenico e composti
"manifestazioni neoplastiche polmonari"

5 cromo e composti
"manifestazioni neoplastiche polmonari"

9 nichel e composti"manifestazioni neoplastiche"

30 idrocarburi mononucleari e polinucleari (idrocarburi aromatici policiclici)"manifestazioni neoplastiche"

34 ammine alifatiche, ammine aromatiche, idrazine aromatiche e loro derivati"manifestazioni neoplastiche"

38 eteri ed epossidi e loro derivati alogenati
"manifestazioni neoplastiche da clorometiletere e bisclorometiletere"

etc.etc.

[#26] dopo  
37801

Cancellato nel 2010
ecco l'aver visto "per caso" lascia un po' allibiti. Lei nelo suo ambiente di lavoro vede per caso? Non sa cosa manipola?Cosa respira? Non sa che rischi corre? Delle tre l'una o lei si è disinteressato sempre dell'argomento, ho avuto ora informazioni sbagliate o l'azienda colpevolmente glielo ha sempre tenuto nascosto.
Ognuna delle risposte a questi tre quesiti cambia di poco (i primi due) o di molto (il terzo) la vita.
A proposito lei non ha spiegato bene il post che le chiedeva il collega Catania, non è per caso che la mia risposta lo faccia, ma a parte invertite?
dott Sergio Funicello
Spec Medicina legale e Chir d'Urgenza
Dirigente medico legale ASL

[#27] dopo  
Utente 529XXX

io non lavoro piu' nella azienda chimica per motivi sopra esposti e il fatto di essermi dimesso ha consentito alla azienda di farmi firmare delle dimissioni in cui rinuncio a qualsiasi rivalsa,al di la' di questo io sapevo si che le ammine aromatiche erano nocive,ma essendo del 3 gruppo la normativa le relegava come ipotetiche causa di tumori.
di fatto(e questo posso dirlo con certezza perche ero rapp. sicur. per i lavoratori) l'azienda non ha mai fornito notizie su diverse manifestazioni cutanee che coinvolgevano i dipendenti della produzione e non.
saluti cortesi giancarlo