Utente 229XXX
Buongiorno,
ho 34 anni, in seguito ad un colpo di frusta (ho subito tamponamento) avvenuto a maggio 2010 ho subito un peggioramento della mia colonna cervicale; nonostante la cintura di sicurezza ho piccchiato la testa contro al volante;da referto di RMN precedente: "ernia discale postero laterale dx c4-c5 con piccolo frammento dislocato in sede caudale; rilevante protrusione di tutto il profilo discale posteriore a c5-c6,minimo cedimento anulare senza prevalenza di lato a c6-c7"che hanno iniziato a causarmi grandi problemi.
Ho indossato il collare indicatomi dal ps e mi sono assentata dal lavoro per 3 settimane.Oltre al riposo assumevo antinfiammatori.Dopo una visita fisiatrica a giugno, il fisiatra mi ha consigliato la visita neurochirurgica e prescritto la risonanza.Nel frattempo i dolori aumentavano.Verso la fine di giugno 2010 sono rimasta bloccata dai dolori (colpo della strega)e non riuscendo a stare in piedi sono stata ricoverata per 5 gg in ospedale, eseguita RMN da cui risulta "cervicalgia in prolasso discale c4-c5 paramediano dx discopatia degenerativa c5-c6-c6-c7 .Dopo ulteriori 15 gg di riposo ho ripreso con difficoltà il lavoro.Il 5 agosto in seguito ad un episodio iperalgico non riuscivo a sopportare i dolori fortissimi e a stare in piedi il neurochirurgo mi ha prescritto bentelan da 5mg e contramal (15 gocce 3 volte al di) e synflex da 550mg alla sera per 15 gg poi a scalare il cortisone e 15 gg di riposo assoluto poi il dosaggio del cortisone è stato ridotto a 1,5mg per altri 8 gg, sempre associato al synflex, ho passato ben 3 mesi a letto e ho ripreso il lavoro solo il 20 ottobre con enormi disagi fisici e nn sono che non sto a spiegare.Ho speso 6.500 euro di spese mediche per risolvere il problema dei dolori che mi impedivano di riprendere una vita normale, senza contare la terapia antiemicranica che ho dovuto intraprendere (cura data dal neurologo presso il centro cefalee) che prevedeva 2 antiemicranici al gg da gennaio 2011 a ottobre 2011.Sono tornata ad una quasi normalità da giugno 2011 dopo aver eseguito 5 infiltrazioni intraforminali sotto tac di ozono.Per vita quasi normale intendo poter andare a fare due passi dopo il lavoro.Tuttavia ho difficoltà a svolgere mansioni quotidiane causa dolori al braccio.dimenticavo la "dislocazione dei menischi ATM dx e sn di natura post traumatica"da referto dello gnatologo dell'istitituto s.paolo" per cui indosso un bite.
Ho una documentazione medica dettagliata a cui dovro' aggiungere un elettromiografia per chiudere l'iter relativo alla visita legale di parte (mia); tuttavia dopo un primo incontro col medico legale a cui ho fornito tutta la documentazione, dopo un breve colloquio mi ha detto che in casi simili i punti di invalidità vanno da 2 a 4; sinceramente credo che i problemi che per piu' di un anno mi hanno impedito di vivere in modo normale siano sottovalutati, ritiene consona una valutazione di questo tipo?per me non lo è.
grazie in anticipo









[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Gentile Signora,

secondo quanto Lei riferisce, vi è una pre-esistenza (se l'ernia discale C4-C5 è stata riscontrata da una RMN precedente) che deve essere valutata nella quantificazione del danno biologico percentuale attribuibile causalmente al trauma che Lei ha subìto.

L'infermità "ernia discale cervicale" in responsabilità civile ha una valutazione decisamente superiore al 2-4% che il Collega ha indicato (che si è riferito alla voce tabellare che recita: <Esiti di trauma minore del collo con persistente rachialgia, limitazione antalgica dei movimenti del capo e con disturbi trofico-sensitivi radicolari strumentalmente accertati: 2-4% >); il problema è stabilire il nesso causale fra il trauma ed il successivo insorgere di ernia discale cervicale, la cui valutazione (se non vi fossero le preesistenze) si collocherebbe fra l'8% ed il 12% (Vedasi bozza tabellare menomazioni alla integrità psicofisica compresa tra 10 e 100 punti).

Distinti Saluti.



Nicola Mascotti,M.D.

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[#2] dopo  
Utente 229XXX

Gent. Dott. Mascotti,
la ringrazio per la sua celere risposta,mi chiedo, come posso dimostrare il nesso causale tra trauma e insorgere dell'ernia?
Sono stata imprecisa, la RMN l'ho fatta 2 gg dopo l'incidente, in urgenza a causa dei forti dolori alla testa,per questo deduco che l'ernia fosse pre-esistente, presumo, anche perchè prima dell'incidente stavo bene.
Ho omesso alcuni dati, purtroppo è una storia lunga,nel 2001 ho subito un tamponamento e quindi distorsione del rachide cervicale, dopo un bel po' di fisioterapia sono ritornata alla normalità.
Quindi dal trauma non si è generata alcuna ernia;purtroppo non dispongo piu' della documentazione medica, tuttavia ho una lastra del 2003 che mostra una lordosi cervicale ridotta ma ancora buona, mentre la lastra fatta nel 2010 mostra una totale rettilinizzazione del tratto cervicale; mi chiedo puo' essere sufficiente questo a dimostrare quanto affermo e cioè che stavo bene prima di questo ultimo sinistro mentre ora sto ancora male?sinceramente credo di non essere nata con ernie e protrusioni varie e questo è ovvio, non ho mai svolto lavori usuranti, ho fatto l'università e lavoro come impiegata per fortuna,tuttaviami chiedo, è giusto non considerare l'aggravamento del quadro pre-esistente supponendo che fosse già presente l'ernia?in questo caso quanti punti sarebbe corretto attribuire alla mia situazione?Tenga conto che ad oggi sto ancora facendo fisioterapia, sinceramente preferirei spendere il mio stipendio in altro modo o comunque di non spenderlo, se davvero fossero "micro" le lesioni che ho subito non avrebbero un impatto così devastante sulla mia vita a distanza di 18 mesi.
grazie ancora
Cordiali saluti

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Gentile Signora,

da quanto riferisce si può dedurre quanto segue:

- la radiografia datata 2010 che evidenzia "rettilineizzazione del rachide cervicale" è indicativa di trauma distorsivo (la "rettilineizzazione" è il segno tipico radiologico che viene associato ad una pregressa distorsione); utile il confronto con il radiogramma del 2003.

- è ipotizzabile che l'ernia cervicale C4-C5 fosse preesistente al trauma del maggio 2010, e che a seguito di questo abbia subìto un aggravamento clinico.

Come Le dicevo nella precedente risposta, il problema sta nell'analisi del nesso di causalità fra il trauma e le conseguenze clinicamente riportate a seguito di esso (non si può ammettere il semplice "post hoc, ergo propter hoc").

Le suggerisco di far prendere visione della documentazione ad un Ortopedico (od un Neurochirurgo) esperto in patologia vertebrale cervicale, per una valutazione clinica preliminare; quindi sottoponga le risultanze cliniche ad un Medico legale di Sua fiducia, per le conclusioni del caso.

Ancora Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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[#4] dopo  
Utente 229XXX

Gent. Dott. Mascotti,
la ringrazio dei preziosi consigli che seguiro' scrupolosamente, cerchero' un neurochirurgo od ortopedico esperto in patologie del rachiede a cui faro' analizzare la situazione (dovrebbe rilasciarmi una sorta di perizia vero?)e poi il problema sarà nel trovare un medico legale di parte (la mia pero' non quella dell'assicurazione controparte)anche se da come funziona il "sistema" credo di aver capito che sarà una battaglia veder riconosciuto come si deve i miei problemi.
Per di piu' l'avvocato che ho scelto male, mea culpa, non mi sta consigliando in alcun modo, e mi sa che se prosegue così dovrò rimettergli il mandato ed affidarmi ad uno studio piu' competente.
Le faro' sapere come si risolverà la situazione.
Distinti saluti

[#5] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,

il Neurochirurgo, o l'Ortopedico, dopo l'analisi della documentazione e la visita diretta, Le dovrebbe rilasciare una relazione clinica, conseguentemente alla quale il Suo Medico Legale di parte potrà valutare la eventuale sussistenza del nesso causale fra il trauma e l'aggravamento delle condizioni cliniche.

Le auguro di riuscire presto ad ottenere il risarcimento del danno riportato secondo equità.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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[#6] dopo  
Utente 229XXX

Gent. Dottore,
mi scusi se la disturbo nuovamente, mi chiedo solo una cosa, se non è un trauma ad avermi causato un ernia cos'è?
Tra i 24 e i 33 anni cosa ha aggravato lo stato del mio collo e mi ha fatto venire un ernia?
Diciamo che è un trauma che mi ha causato qualcuno che non è sia quello che mi ha tamponato la prima volta che e la seconda (tesi comoda per le assicurazioni), mi piacerebbe trovare chi è.
Per le assicurazioni è comodo dire che ce l'avevo già, e che IO devo dimostrare, che IO ho l'onere della prova,mi spiace che la legge permetta queste cose.
Mi scusi per lo sfogo.
Distinti saluti

[#7] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Gentile Signora,

la causa che determina un'ernia discale non è quasi mai unica, e spesso nell'anamnesi dei soggetti che ne sono affetti non risultano traumi significativi.
Le concause più frequenti alla base della comparsa di un ernia al disco possono essere carichi eccessivi sul rachide, microtraumi ripetuti, atteggiamenti del corpo e posture scorrette, ma anche deficit muscolari e dei tessuti ligamentosi di tipo costituzionale.

Tornando al Suo caso, nella RMN di cui riporta il referto si legge " ... discopatia degenerativa c5-c6-c6-c7.." , il che depone per una condizione di alterazione strutturale delle strutture discali e ligamentose cervicali, che non è di tipo traumatico, e che indubbiamente predispone all'insorgenza di ernia discale, anche senza traumi significativi.

E' per tale motivo che nell'analisi del nesso causale riveste grande importanza l'aspetto clinico, per poter stabilire quale sia stata la condizione anteriore al trauma, e che ruolo possa aver avuto il trauma stesso nel determinismo dei disturbi successivi ad esso.

Ancora Distinti Saluti.

Nicola Mascotti,M.D.

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[#8] dopo  
Utente 229XXX

Gent. Professore,
a gennaio ho eseguito una nuova rm cervicale a causa di un peggioramento;mi sono sottoposta a visita neurochirurgica presso l'ist.neurol. Besta di Milano e il neurochir. mi ha evidenziato come spesso le conseguene di un sinistro emergono a distanza di qualche anno, e non capisco perchè la legge invece non considera queste cose.
volevo aggiornarla sull'esito della visita legale a cui mi sono sottoposta presso l'Istituto di Medicina Legale dell'università di Milano da un docente ordinario presso la Facoltà.
Dopo un'accurata visita e analisi della documentazione clinica il Prof. mi ha detto che risulta un danno incrementale o differenziale (non ricordo il termine usato) prodotto dal sinistro in questione, è palese il peggioramento.
La preparazione della perizia richiede un po' di tempo e mi ha parlato di una valutazione del 6% sostenibile giudizialmente.
Le posso dire che sono soddifatta sia umanamente che per l'esito della visita; ho trovato una persona che ha capito (senza che entrassi nel dettaglio ma con una visita ed un'analisi dei documenti) che soffro fisicamente e spesso e le garantisco che la comprensione reale dei problemi di chi si ha davanti non è scontata; lo dimostra la superficiale valutazione del medico legale a cui mi aveva indirizzato il legale a cui ho purtroppo conferito il mandato per seguire la mia pratica, sostenendo che il nuovo sinistro era una cosa che era scissa e distinta dal primo sinistro e sostanzialmente voleva evitare di fare una perizia equa e veritiera.
Mi chiedo a questo punto quanto davvero un medico legale sia "sganciato" (mi passi il termine) dagli interessi delle assicurazioni...e sono furibonda perchè se avessi accettato (per fiducia e mancanza di conoscienza) una perizia simile non avrei visto riconosciuto il mio aggravamento, una perizia di quel genere sarebbe stata facilmente "smontata" in sede giudiziale dato che io non parto da una situazione "normale" con la conseguenza di non vedermi risarcita nemmeno parzialmente le spese mediche che ammontano a 10.000euro in due anni..e nn ho finito perchè una volta al mese mi reco dall'osteopata..non le nego che avrei voglia di fare una segnalazione all'ordine per comportamento scorretto.
Cordialità

[#9] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Gentile Signora,

mi fa piacere che sapere che stia riuscendo a far valere i suoi diritti relativamente ad un equo risarcimento da parte della Compagnia Assicurativa; spero che il Collega universitario riesca a dimostrare l'aggravamento determinato dal trauma rispetto alla condizione preesistente.
A mio parere i Medici Legali dovrebbero operare "pro veritate", cioè in funzione della realtà e dell'evidenza, senza condizionamenti da parte delle Assicurazioni, ma anche da parte dei Legali, che spesso premono per ottenere relazioni peritali tendenti ad affermare tutto, ovvero il contrario di tutto.

Ancora Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

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[#10] dopo  
Utente 229XXX

Non so se riusciro' ad avere un equo risarcimento, ma una valutazione equa la pretendo,è mio diritto averla.
Fortunatamente non tutte le persone sono "scorrette", questo vale nella vita come come nelle professioni, non sempre un medico è un buon medico, un avvocato un bravo avvocato..e così via.
Io so che non cedo, e faro' valere le mie ragioni perchè so di essere nel giusto e solo io so le limitazioni che mi ha creato questo aggravamento.
Certo è che il mio legale non ha fatto gran che per me, il medico legale me lo sono cercato da me..e condizionamenti esterni non ne ha subiti.
Grazie ancora, è per merito del suo prezioso consiglio che ho deciso di rivolgermi all'istituto di medicina legale dell'università di milano.
Cordialità

[#11] dopo  
Utente 229XXX

Gent.Prof
a distanza di un anno le scrivo per dirle che ad oggi non sono ancora riuscita ad ottenere il risarcimento, la perizia del medico legarle della controparte parla di un riconoscimento dell'1 % di aggravamento quindi dai 3 punti di partenza ai 4, la perizia del medico legale (mia) parl di 3 punti quindi da 3 a 6; pare che la trattativa sia in corso, ma arrivero' a recuperare quello che ho speso per curarmi? Ora sto bene, i disturbi sono legati al cambio del tempo, ma sono di entita' sopportabile, e questa e' la cosa importante.
Spero di riuscire a recuperare le spese mediche e di vedermi riconosciuti i 3 punti di aggravamento.
Mi chiedo per quanto tempo possono posticipare la soluzione, c' e' un termine entro il quale devono (a questo punto) chiudere la trattativa?
Se decidessi di andare in giudizio per recuperare le spese mediche, cosa mi costerebbe in termini di costi/benefici?
Potrebbero negarmi il risarcimento?
Chi paga la parcella del mio avvocato per andare avanti nella pratica?
Mi sembra assurdo tutto questo tirare in lungo...
Distinti saluti