Utente 287XXX
Gentile dottore, nel 2008, a 34 anni di età, mi è stato diagnosticato un tumore maligno al seno sinistro trattato con epiburicina due cicli e taxolo 4 cicli prima dell'intervento di quadrantectomia e di seguito cmf 4 cicli contemporaneamente a radioterapia al seno. Quindi 5 anni di Tamoxifene 20 mg al giorno. Mi hanno asportato 11 linfonodi ascellari di cui cinque purtroppo positivi, quindi ho dovuto fare radioterapia al seno, all'ascella e alla base del collo. In più il test genetico mi ha trovata positiva al gene BRCA1. Mi è stata quindi riconosciuta invalidità al 100% e portatrice di handicap grave con legge 104 art. 21 e 33 per due anni in seguito abbassata al 70% con handicap lieve legge 104 art. 21 per 3 anni. Dopo l'intervento e la radioterapia il braccio sinistro (che per fortuna non è il dominante) è molto debole, non riesco più ad utilizzarlo correttamente e non sono in grado di sollevare pesi. Perciò uso il braccio destro per fare quasi tutto e ho purtroppo visto acutizzarsi i dolori alla schiena (già afflitta da scoliosi dorso lombare curata con corsetto da ragazzina), con aggiunta al fianco e all'inguine destro che ho limitato un po' con lo stretchin e le tens. Tre mesi fa ho subito un tamponamento stradale con conseguente raddrizzamento della fisiologica lordosi cervicale, i dolori alla schiena sono peggiorati e adesso ho anche problemi al collo, nonostante 20 sedute di massaggi. A fine anno ho la revisione della mia invalidità e ho il timore che la percentuale venga ulteriormente abbassata e quindi di perdere l'articolo 21 della legge 104, che mi permette di lavorare in una sede di lavoro vicina a casa. Dalle carte che ho lo stato di handicap sembra essere legato alla percentuale di invalidità superiore ai due terzi e quindi sono molto in ansia. In più dopo l'intervento non sono più stata in grado di lavorare allo stesso ritmo di prima quindi il mio datore di lavoro mi ha ridotto le mansioni pesanti fisicamente e ho il timore di riesservi destinata nonostante non abbia più recuperato fisicamente perchè priva di un'invalidità consistente. Presentare certificazione medica attestante la scoliosi (che so non da punteggi d'invalidità, ma fisicamente mi da problemi da sempre) e le conseguenze a livello cervicale dell'incidente stradale potrebbe essermi utile per il mantenimento del riconoscimento dell'handicap? Dovrei fare qualche certificazione particolare che attesti il deficit al braccio sinistro oppure è già considerato visto che sembra essere un fattore comune di chi ha subito interventi al seno e ai linfonodi simili al mio? Non è il braccio dominante ma l'impossibilità ad utilizzarlo decentemente mi sta dando grossi problemi al lato destro del corpo! Mi spiace se ho scritto così tanto, probabilmente ho esagerato, ma ho cercato di essere il più chiara e descrittiva possibile. La ringrazio in anticipo se vorrà rispondermi, arrivederci, P.

[#1] dopo  
272616

Cancellato nel 2014
Tenga presente che la commissione medica si basa sui documenti attestanti le varie patologie ,oltre che sulla visita vera e propria ,quindi più certificazioni,analisi, indagini ( che ovviamente attestino l'esistenza di stati morbosi) porta alla revisione e maggiori sono le probabilità che venga riconosciuto un certo grado di invalidità. Badi però che la percentuale di invalidità non segue il criterio della sommatoria ( cioè tot per l'artrosi più tot per l'ipertensione etc ) ma è il risultato della valutazione clinica globale dell'incapacità ad attendere ad alcune funzioni della vita quotidiana.