Utente 300XXX
Salve sarei interessata a sapere se per mio padre di 75 anni è stato seguito il giusto iter o protocollo, a mio padre è stato riscontrato un carcinoma di 2/3 stadio dopo ben due mesi dal primo contatto con un urologo,la zona interessata era il bacino, a seguito della visita dall'urologo con analisi psa alterato ci ha fatto fare il dy hospital in ospedale per verificare di cosa si trattasse, papà aveva costante bisogno di andare in bagno,per questo il medico nell'occasione del day hopital ci ha fatto ripetere gli esami del sangue l'rx al torace e infine andava eseguita la tac, ma trovata la creatinina alta 1.8 hanno eseguito solo l'eco dalla quale si evidenziava questa massa che ostruiva i reni.La tac secondo quanto detto al momento era unico strumento per dirci cosa c'era nel bacino. Allora siamo andati in ospedale in città e la cosa che stupisce è che anche nell'ospedale hanno fatto un eco e vista l'ostruzione e la creatinina alta 2 non hanno fatto la tac (non si sono preoccupati di liberare il rene che poi in breve si sono ostruiti entrambi) ma hanno fatto l'esame "cistoscopia con esame istologico" e nel frattempo ci hanno mandato a casa con una situazione completamente irrisolta. Mio padre nel periodo di degenza in ospedale accusava dolore alla schiena la parte lombale e ci veniva detto che erano dolori reumatici.
quando abbiamo ricevuto i risultati dell'esame (consegnati in un ufficio senza consulto con primario)c'era un carcinoma in secondo/terzo stadio e ci chiedono di portare la tac con mezzo di contrasto da fare privatamente.
La cosa che veramente mi lascia stupita che con quella creatinina nessun centro accettava di fare la tac ma l'ospedale non lo sapeva? rispondo io sì il primario diceva che avrebbero dovuto farla i migliori centri perchè la si fa anche con creatinina a 2,(questo per dire che l'unico elemento che non permetteva la tac con contrasto era la creatinina alta gli altri valori erano apposto ) ma era giusto che fosse dimesso a queste condizioni?quando mi sono rivolta ai centri specializzati mi rimandavano ai nefrologi e dicevano che doveva essere eseguita in ospedale non in via privata.
E' un dubbio molto grande perchè alla fine sono stata in un'alto ospedale dove gli urologi hanno subito messo delle nefrostomie e quando è scesa la creatinina hanno fatto la tac con contrasto, allora la domanda è perchè su tre ospedali due hanno seguito un iter che mi ha portato solo a perdere tempo e non sono intervenuti come hanno fatto alla fine nell'ultima struttura?era giusto dimettere una persona con un ostruzione ai reni che non avrebbe mai permesso, senza un intervento, di eseguire la tac tanto richiesta?
ringrazio e mi scuso se sono molto prolissa in effetti sarebbe molto più semplice inviare le cartelle cliniche ma per il momento sono interessata a sapere se hanno trascurato la situazione o se è così che vanno le cose.
grazie Antonia

[#1] dopo  
Dr. Pierluigi D'Alessandro

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Gentile Utente,
certamente ci si trovava di fronte a un malto complesso, con una malattia neoplastica avanzata, da confermare se originasse dalla prostata o altrove. La cosa che sorprende, secondo quanto lei riferisce, è che non sia stata prospettata al malato e ai parenti l'oppurtunità delle nefrostomie e della posa di stents, come accaduto dopo. Ciò allo scopo, sia di alleviare la condizione del malato, che per poter eseguire l'indagine.Certamente il fatto della consegna di risultati senza avere l'opportunità di avere spiegazioni dai sanitari è cosa da riferire alla non buona organizzazione della nostra sanità. Il medico che richiede accertamenti deve poterne valutare tempestivamente i risultati.
Distinti saluti
Dr. Pierluigi DALESSANDRO