Utente 227XXX
Gent.mo Dr. Mascotti,
grazie innanzitutto per l'attenzione.
Sono una donna di 58 anni che a settembre del 2011si è sottoposta ad intervento di quadrantectomia Q1 in esiti di CA lobulare con 27 linfonodi asportati di cui 26 risultati positivi. Ho eseguito un ciclo di radio e di chemioterapia con Taxotere nel 2012.Da maggio 2012 ho assunto la compressa giornaliera di Letrozolo..., purtroppo nessuno si è accorto che questa cpr non aveva alcun effetto per migliorare la situazione. Infatti durante tutto il 2012, 2013 non sono mai stata sottoposta a controlli di PET, TAC, Risonanza o quant'altro. Orbene alla visita oncologica dei febbraio 2014 si rileva che i marcatori CEA e CA15.3 sono saliti e controllando a ritroso l'oncologo "ha notato" in forma progressiva già dall'estate 2012 !
Così di urgenza subito una PET !, la quale fa emergere metastasi ossee diffuse tra C3, D9, D10, bacino, intercostali, ecc.A seguire una RMN cervicale e dorsale. Con inaspettata velocità mi si sospende l'ormai riconosciuto "inutile" Letrozolo e inizio un ciclo di chemio con Zometa ogni 28 giorni, associato ad Everolimus ed Exemestane.
Peraltro dopo 40 gg. di questa nuova cura i marcatori sono ancora aumentati leggermente... Non so che pensare.
Mi sono sottoposta in questi giorni anche alla visita medico legale consueta per l'accertamento dell'invalidità e dal 75% , (percentuale che avevo riconosciuta dal 2011), mi hanno assegnato il 100% art.2 e 12 L118/71, codice DM 5/2/92 e ICD9. e il diritto a fruire dei benefici della L.104/92 art.3 Comma3. (Preciso che oltre ai problemi suesposti la diagnosi è stata fatta anche in base ad altre problematiche ,quali Diabete, Ipoacusia in seguito a trauma acustico, sindrome depressiva endoreattiva, limitazione dei movimenti articolari alla spalla dx di circa 1/3 e Linfedema).
Alla commissione che ha valutato la mia situazione (28/04/2014) ho fatto presente che vivo da sola, non ho nessuno che mi possa supportare e ho problemi (non riesco a guidare avendo male al braccio dx) a trasferirmi per il ciclo di chemio all'Istituto che mi segue , (Km. 112 la distanza percorsa), dove obbligatoriamente mi fermo per circa 8 ore (tra prelievo , visita, preparazione del farmaco e la somministrazione dello stesso). Mi devo fare accompagnare e la spesa è veramente notevole considerando che devo far fronte al costo per una persona che per 10 ore è impegnata al mio fianco e che ovviamente devo retribuire.
Ora Le pongo la seguente domanda.
Non ha diritto forse il paziente in cura chemioterapica ad ottenere il riconoscimento dell'assegno di accompagnamento, in considerazione di quanto sopra esposto?
La ringrazio infinitamente Dr. Mascotti per le delucidazioni e i suggerimenti in merito che mi vorrà cortesemente inviare.
Resto in attesa di un Suo prezioso riscontro.
Sandra.M.

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Spett.le Utente,
l’indennità di accompagnamento è un beneficio economico assistenziale connesso all'invalidità civile ed istituito dalla Legge 11 febbraio 1980, n. 18.
Si tratta di una provvidenza in favore degli invalidi civili totalmente inabili a causa di minorazioni fisiche o psichiche, che può essere concessa anche per periodi circoscritti nel tempo purché ricorrano le condizioni richieste dalla citata Legge, che in sintesi sono rappresentate da due fattispecie:
1.l’impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore
2.l’impossibilità a svolgere gli atti quotidiani della vita (alimentarsi, prepararsi i cibi, provvedere alla propria igiene personale, vestirsi e svestirsi).
Ciò vale anche per il malato che si deve sottoporre al trattamento chemioterapico, con riferimento al periodo delle cure.

La Corte di cassazione ha infatti stabilito, nella sentenza N° 25569/2008 del 22.10.2008, che l’indennità di accompagnamento spetta anche al paziente in chemioterapia se la tipologia dei dosaggi, la durata della terapia e gli effetti di questa sul paziente sono tali da renderlo incapace a camminare da solo o a svolgere gli atti quotidiani della vita, per tutto il periodo del trattamento.
In pratica, il soggetto che effettua trattamento chemioterapico e che provi di trovarsi nell’impossibilità a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore o nell’incapacità a svolgere gli atti quotidiani della vita, ha diritto a ricevere l’indennità di accompagnamento per il periodo in cui ha svolto il trattamento oncologico.
Pertanto se ritiene che il Suo caso possa essere ascrivibile a tale condizione, essendovi stata reiezione della domanda amministrativa, può presentare ricorso giudiziale entro sei mesi dalla notifica del verbale di invalidità civile.

Distinti saluti.



Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]