Utente 497XXX
Salve,
mi è stata diagnosticata la fibromialgia, e vorrei sapere perchè fibromialgia non è rilevante ai fini dell'invalidità civile.

Infatti non poter prevedere quando si manifestano i malesseri invalidanti, come ad esempio un risveglio doloroso con forte cefalea e l'irrigidimento della muscolatura della colonna vertebrale che costringe a stare allettati per diversi giorni, mi rende impossibile lavorare sia collaborare occasionalmente che mantenere una continuità lavorativa.

Domando perché nella valutazione della commissione per l'invalidità civile non viene tenuto conto dell'impossibilità di una persona affetta da fibromialgia a dare la propria disponibilità lavorativa per la difficoltà di rispettare gli impegni presi, oltre al tempo necessario che viene sottratto all'attività lavorativa stessa per praticare l'attività fisica (come ad esempio la fisioterapia) che si rende necessaria per ripristinare una condizione di salute idonea per affrontare un lavoro stressante, impegnativo e pieno di sforzi.

Cordiali Saluti
Maria

[#1] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Gentile Signora,

la cosiddetta "fibromialgia", oltre ad essere un' entità clinica di difficile diagnosi,è caratterizzata da disturbi dolorosi che non possono essere obiettivati e quindi documentati mediante esami clinici e strumentali: è questo probabilmente il motivo per cui ha meno rilevanza rispetto ad altre condizioni, quali le patologie reumatologiche, nella quali è invece possibile rilevare segni obiettivi ed alterazioni di markers laboratoristici.

La valutazione delle Commissioni competenti per l'invalidità civile si basa principalmente su parametri clinici configuranti un deficit funzionale permanente, e non su aspetti socio-sanitari, nè sull'inabilità temporanea alle specifiche mansioni lavorative.

Distinti saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#2] dopo  
Utente 497XXX

Gentile Dott. Mascotti,
innanzitutto grazie per aver risposto.

Io sto bene 1 giorno su 10 a causa della fibromialgia;
(sono pochi ogni mese) e in quel giorno cerco di fare il più possibile perché non ho assistenza alcuna, l'iter burocratico da seguire per tutto quello che mi viene richiesto dall'IMPS (ma non solo) è spietato, e poi crollo di nuovo.
Posso fare ben poco, ed invece paradossalmente mi fanno girare come una trottola quasi sempre INUTILMENTE.

Mi sveglio con nausea (vomito) e mal di testa e dolori cervicali, dorsali e lombari: questi sintomi durano per tre giorni nei quali sto allettata; sento scricchiolare i denti inavvertitamente, e quando faccio attività fisica per stare meglio provo dolore anche il giorno dopo.

Ho a che fare con gente inferocita perché non riesco a mantenere gli impegni, che mi accusa di cattiva volontà e risulto una persona inaffidabile (cosa che non sono affatto): quando provo lo stesso ad uscire (con i mezzi pubblici) me ne torno a casa prima di giungere a destinazione, perché mi sento male a metà percorso.

Sono fortemente depressa, poco serena è preoccupata per la mia situazione economica; isolata, non reagisco difronte alle sfide che ancora mi lanciano senza capire che non sono in grado di accoglierle, e tanto meno di competere con nessuno.

Il medico che me l'ha diagnosticata (la fibromialgia) è un ortopedico, che mi ha detto "non posso fare nulla per lei, mi spiace ma non è di mia competenza", poi mi è stata confermata da un reumatologo, per iscritto, il quale mi ha detto che fino a quando farò la terapia antitumorale con dei farmaci che hanno gli effetti collaterali, la situazione non si risolverà: e li devo prendere ancora per un altro anno.

Ecco in particolare riguardo a questo sono rimasta DELUSA che la commissione non abbia tenuto conto che non sono guarita, sto ancora male, e mi sto ancora curando con questi farmaci!

Inoltre, contemporaneamente ad un carcinoma al seno, ho avuto una frattura alla caviglia (non operata) che mi ha creato molti problemi alla schiena, a causa della postura sbagliata e che ANCORA non è guarita (dopo 4 anni e mezzo!).

Che cosa devo fare per convincere la commissione che anche lo stress a cui mi sottopongono per seguire gli spietati iter burocratici non lo posso reggere più,
perché poi sto male, e che non ho più la forza?

Sono sempre con l'affanno, dolore articolare al cuore e al seno operato: lo so che anagraficamente non sono ancora anziana, ma fisicamente mi sento così: non ho più la forza di affrontare le guerre, le competizioni, la spietatezza del mondo in cui viviamo che mi calpesta.

Tutti lo sanno che non ce la faccio, e mi hanno infatti scaricata.
IMPS compresi.

Cordiali Saluti
Maria

[#3] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Gentile Signora,

da quanto riferisce mi pare che Lei abbia necessità non tanto di una consulenza medico-legale, ma piuttosto assistenza medica per alleviare i disturbi che Le sono cagionati dalla malattia, e supporto psicologico per affrontare in modo costruttivo la Sua situazione.

Le potrei ancora suggerire di rivolgersi ad un Ente di Patronato per tentare un ricorso giudiziale, ma temo che un eventuale insuccesso della causa Le cagionerebbe ulteriore delusione, e quindi glielo sconsiglio vivamente.

Cerchi quindi di superare il momento difficile sfruttando sul lavoro gli strumenti che i contratti di lavoro offrono in tali circostanze (assenza per malattia, congedo per riabilitazione) e fra un po' di tempo presenti istanza di aggravamento, se sfortunatamente la Sua condizione clinica non migliorerà.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#4] dopo  
Utente 497XXX

Grazie Dott. Mascotti.

Un'altra delusione non la reggerei (e poi non ce la faccio proprio, né fisicamente, né psicologicamente, a fare tutti quei giri).

Purtroppo però non avendo un contratto (e adesso nemmeno un lavoro occasionale precario) non posso sfruttare quegli strumenti che mi suggerisce, ma ho capito il senso della sua risposta.

Mi è stato davvero utilissimo, sopratutto chiaro e comprensibile (come nessun'altro!) dandomi il suo punto di vista competente (diverso dal mio, e non poteva essere altrimenti) che spero mi aiuti a prevenire ulteriori arrovellamenti ed a inquadrare meglio la situazione di cui abbiamo trattato.
Grazie di avermi risposto.

Le porgo i miei più cordiali saluti,
veramente...Grazie.

Maria

[#5] dopo  
Utente 497XXX

Dottor Mascotti,
mi scusi ma cosa può fare uno psicologo per aiutarmi, se per il dolore alla colonna non posso muovermi, non mi posso nemmeno spostare troppo con i mezzi e a causa di questo dolore ho perso il lavoro e sto spesso a casa da sola allettata;
lo psicologo mi ha detto: e perché non ti trovi un lavoretto? Io a quel punto ci ho litigato. Provare per credere nella vita...(lo psicologo è un dipendente statale, non sa nulla di come funziona il lavoro per gli altri, e ora va in pensione).

L'unica che mi poteva aiutare era l'IMPS, prorogando l'assegno per l' invalidità almeno fino alla fine della cura antitumorale che è quella a detta del reumatologo che causa questi dolori.In questo modo avrei potuto continuare a curarmi con meno preoccupazioni che sono terribili (non dormo più la notte).

Le vorrei far presente che oltre ai farmaci per la terapia antitumorale, che sono tanti perché includono altri per gli effetti collaterali, se ci metto degli antidolorifici e antidepressivi più altri che prendo arrivo a 8 farmaci al giorno:sarò un burattino imbottito fino a che lo stomaco non scoppierà: ma ne vale la pena, no dico, è giusto che l'IMPS risparmia su di me che sono sola e ho oltre 50 anni, un assegno minimo di invalidità?
Bho...

[#6] dopo  
Dr. Nicola Mascotti

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Gentile Signora,

il supporto psicologico non lo dà certo uno psicologo nel breve tempo di una seduta, bensì la rete di persone che La circondano, e che potrebbero aiutarla.
La monetizzazione della disabilità (= assegno) a mio parere non risolve i Suoi problemi di salute, nè i dolori, nè le limitazioni, nè l'insonnia.
Anzi, la mancata concessione di un beneficio economico potrebbe spronarLa a recuperare da sè, per quanto possibile, la condizione di salute attualmente compromessa.

Se continua a rimuginare in negativo, non penso di poterLe essere utile con ulteriori risposte, per cui concluderei qui il post senza altre repliche.

Distinti Saluti.
Nicola Mascotti,M.D.

[Si prega di non richiedere valutazioni o stime del grado di invalidità]

[#7] dopo  
Utente 497XXX

Lei è davvero bravo a capire

ESATTO: la rete di persone non ha funzionato*:
*o non ha voluto funzionare...io ho dal 34% al 73% di invalidità (con percentuale 50%)

Uno psicologo ASL, un medico di base (che non sapevo, è anche medico legale) il Patronato che mi ha fatto la domanda (forse con la complicità dell'estate, le vacanze, i lavori di ristrutturazione dell'ufficio, e magari anche per come sono io...).

Non mi ha aiutato nessuno a combinare questo disastro!

Ne ho fatte molte più di sedute, e si sono rivelate INUTILI nel momento in cui ho chiesto al medico di scrivere una relazione e mi ha detto NO, perché è ininfluente per la commissione. Avrei dovuto cercare un medico psicologo/psichiatra.
Inutile fare psicoterapia se si ha la preoccupazione della mera sussistenza: tutto il resto viene dopo.

Dottore, a me hanno diagnosticato la fibromialgia (non solo, ma è ciò che mi fa soffrire di più): ho tutti i sintomi, è sicuro che ce l'ho e so anche da cosa dipende
*una frattura, *i farmaci che assumo, *non tollero più lo stress

Posso anche essere spronata, ma non posso lavorare con il dolore neanche se volessi: mi hanno proprio fatto fuori perché non ce la faccio (e non possono sfruttarmi).

Con l'assegno avrei potuto continuare a fare quello che stavo facendo cambiando strategia, migliorandola, ma adesso che sono senza rete ho paura (quindi panico) e preoccupazione, di conseguenza insonnia.

Se rimugino ancora è perché ho sofferto così come sembra sia un passaggio obbligato in Italia soffrire per qualsiasi cosa (mica certo è solo l'IMPS).

Mi fa piacere che almeno Lei abbia centrato qualcosa del mio problema...(direi quasi tutto, a parte l'assegno!) (che poi certo non risolve tutto, ma aiuta).

Sinceramente per me non è vita questa, non capisco questa mentalità e penso che l'Italia sia un inferno.

Non stupisce che la gente se può scappa via.
Magari c'è a chi tutto questo piace...a me non tanto!

La ringrazio per l’attenzione e La saluto cordialmente.

Maria

P.S. Comunque mi aiuta parlarne con Lei