Utente 129XXX
Gentili responsabili di medicitalia,
oltre dieci anni fa ho avuto due reazioni allergiche a farmaci prescritti per una brutta forma di depressione, che si è poi risolta. I sintomi sono consisiti in una paresi della bocca e della lingua (non riuscivo più ad articolare alcuna parola). Recatami al Pronto Soccorso, mi veniva fatta una diagnosi di disartria iatrogena, ma non erano riusciti a risalire al farmaco che aveva causato il problema poichè assumevo diversi psicofarmaci in concomitanza. La sensazione provata all'epoca è stata molto spiacevole, e da allora sono molto spaventata quando devo assumere farmaci, e addirittura mi sottopongo alle estrazioni dentarie senza l'uso dell'anestetico. Sono inoltre allergica a molti cosmetici che mi procurano eczemi o ustioni sulla pelle. Attualmente a causa di problemi allo stomaco, mi è stata prescritta una gastroscopia che ho eseguito senza assumere Lidocaina. Ora, sempre per problemi allo stomaco persistenti, dovrei sottopormi a raggi, e a Pet ma, nonostante abbia dolore molto forte da diversi mesi (mangio solo omogeneizzati perchè mi fa dolore tutto), sto continuando a posticipare, per paura, gli esami diagnostici. Vorrei sapere quali sono i rischi che si corrono con i mezzi di contrasto generalmente usati in radiologia ed in medicina nucleare, e se esiste la possibilità di shock anafilattici non controllabili da alcun farmaco. La paura è talmente intensa che vengo colta da panico e vomito ogni volta che mi sto per sottoporre ad un esame, ed i tecnici che lo effettuano a volte rimangono così confusi che rinunciano ad eseguirlo. Ed anche i famosi consensi informati non sono molto d'aiuto per il paziente, ma finiscono per confonderlo e spaventarlo ulteriormente.
Vi sarei molto grata se saprete darmi una risposta per questo problema che non ho mai sentito come tale fino al momento in cui non ho avuto bisogno di esami ed ospedali, ma che adesso mi sta causando una notevole difficoltà.
Seguo molto il Vostro sito perchè ho notato che è l'unico dove si possono trovare risposte chiare e professionali.
Un saluto cordiale

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Dr. Anna Maria Martin

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Gentile utente buon giorno, cercherò di fare un poco di chiarezza nei suoi timori:
1)La "disartria iatrogena " di cui parla, sembra più un effetto collaterale (lei ci dice che assumeva molti farmaci antidepressivi, quindi con effetti sul sistema nervoso)che una reazione allergica di cui non ha le caratteristiche, cosi come ce la descrive.
2)Probabilmente invece lei soffre di una forma di allergia da contatto( i cosmetici che ci dice), del resto piuttosto comune.
3)I mezzi di contrasto in genere è possibile che diano una qualche reazione allergica ( anche se i mezzi attuali sono molto più sicuri), tanto è vero che dove vengono effettuati gli esami che li prevedono, c'è sempre un anestesista con la sua attrezzatura pronto ad intervenire nella rara eventualità che si verifichi qualcosa di serio. ( L'anestesista è anche rianimatore).
Prima di essere sottoposta a un esame con il contrasto, lei dovrà fare delle analisi, che saranno visionate dai medici con i quali le consiglio di parlare, in modo che ,se lo riterranno opportuno, la sottoporranno ad una terapia preparatoria per ridurre il rischio di reazioni.
4)Il "consenso informato" poi, ha lo scopo di informare e non di tranquillizzare. Lei ha ragione nel dire che può spaventare, poichè tale consenso deve prevedere tutto, anche le eventualità più remote. Noi medici ve lo dobbiamo sottoporre, se pur con un adeguato colloquio esplicativo.
Archivi quindi i suoi timori, o almeno li ridimensioni. Lei non mi sembra, da quello che ho letto, una persona con dei problemi allergici troppo gravi, si affidi ai suoi medici, e faccia questi accertamenti per non avere problemi in futuro. Un saluto
La consulenza e' prestata a titolo
puramente gratuito secondo lo stile MedicItalia
Dottoressa Anna Maria Martin