L'area di Medicina non Convenzionale è riservata ai soli perfezionati in tali discipline, quindi non sarà possibile ricevere risposte da altri specialisti. Teoria e pratica delle discipline di Medicina non Convenzionale ad oggi non sono ancora sostenute da sufficiente sperimentazione scientifica e sono disciplinate dal codice di deontologia medica (art. 15)

Utente cancellato
Salve, sono una ragazza di 18 anni e circa da gennaio subisco penosi attacchi di panico. Inizialmente pensavo fosse una cosa passeggera ma trascorso un mese con terribili momenti di angoscia mi sono rivolta al mio medico che mi ha consigliato di iniziare con i rimedi dei Fiori di Bach. Non ottenevo molti risultati ma mi avevano avvisato che ci sarebbe voluto del tempo prima che cominciassero a fare effetto. Infatti dopo circa un mese e mezzo(a marzo) gli attacchi veri e propri si manifestavano più raramente ma era subentrato uno stato di depressione costante, ho cominciato ad avere inappetenza e sono calata di qualche chilo, ero perennemente stanca e avevo perso la voglia di vivere. Per trovare una soluzione circa due settimane fa mi sono rivolta ad una psicoterapeuta esperta in omeopatia che dopo una seduta mi ha prescritto un rimedio omeopatico che inizialmente sembrava aver funzionato benissimo, infatti mi sentivo molto meglio e anche il mio umore era tornato quello di prima. Però adesso è qualche giorno che durante la giornata risento di violenti cali dell'umore, ore di depressione che si alternano a ore di gioia, e oggi ho subito un altro attacco di panico. Durante il giorno ho spesso la sensazione di impazzire, ho una tremenda paura di perdere il controllo delle mie facoltà, ho persino paura di ferire qualcuno. Ho paura di tornare a vivere di nuovo quel periodo terribile delle crisi giornaliere, della depressione e di diventare letteramente pazza, di avere allucinazioni. Questo è possibile?è possibile che io realmente impazzisca se mi concentro troppo su questa fobia? cosa devo fare per non ricadere di nuovo in quello stato? Temo di poter perdere il contatto con realtà dato che mi sento fuori dal mondo, come se no mi appartenesse più niente, anche per giorni interi..è possibile che possa succedere?che io impazzisca davvero?non è che rimurginando troppo su questo pensiero in qualche modo io posso "autocondizionarmi"?
Inoltre i rimedi omeopatici possono davvero aiutare per gli attacchi di panico? la terapia che mi hanno prescritto è:
Medhorrinum 200K, dopo 15 giorni Ignatia amara 30ch, 200K, 1M, 1XM.
Grazie per l'attenzione.

[#1] dopo  
Dr. Agnesina Pozzi

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Gentile Signora,
le prescrizioni omeopatiche non sono fatte con gli stessi criteri di quelle allopatiche, ossia non c'è un'aspirina... che possa andar bene per tutti i mal di testa o febbri. I rimedi vengono prescritti individualmente in base all'anamnesi e alla visita e in modo del tutto personalizzato.

Chiedo scusa, ma la psicoterapeuta è anche medico ed ha cognizioni precise di Omeopatia? Se si, si rivolga ancora a lei, che non solo saprà cosa fare con i rimedi ma che, oltre all'Omeopatia, porterà avanti il discorso terapeutico dal punto di vista psicologico.

In caso contrario, segua la psicoterapia ma si rivolga anche ad un medico Omeopata perchè la tecnica è complessa e non va a curare il sintomo ma la singola persona, in base alla sua storia sia biologica/patologica che emozionale. I rimedi ad alta/altissima dinamizzazione sono molto attivi sul mentale, ma se ci sono deliri ed allucinazioni, paura di perdere il controllo, e diventare violenti per sè e gli altri, depressione ecc, non credo davvero possa "bastare" Ignatia.

Vede, la sua età è molto, molto difficile. E' una transizione delicata dallo stato post-adolescenziale a quello adulto, assumendosi responsabilità per la propria vita, facendo scelte dolorose e coraggiose, trovandosi di fronte a problemi sociali, famigliari e lavorativi non da poco. Condizionarsi (auto-condizionarsi) certamente peggiora la situazione. Bisogna si, ricorrere a terapie che non siano invasive, che non diano dipendenza ed effetti collaterali (come l'Omeopatia) ma tenere anche ben presente tutto il contesto in cui nasce, cresce, si sviluppa il nostro malessere, valutandolo e per quanto possibile..cambiandolo a nostro favore. I cambiamenti utili sono quelli che avvengono nel nostro modo di analizzare le cose e viverle; i cambiamenti avvengono nella nostra coscienza e poi piano piano vanno ad agire sul comportamento e sul contesto, influenzandoli a nostro favore.

Tutti abbiamo attraversato dei momenti terribili, chiamiamoli di "sospensione" dell'esistenza, ma la psiche è un territorio vastissimo e ancora sconosciuto. Proprio ieri, glielo dico per curiosità scientifica, e per la prima volta nella mia vita, ho sentito parlare della "sindrome degli antenati" e della "sindrome da incistamento di eventi traumatici" che addirittura possono riguardare cose taciute nella storia della famiglia e dei propri antenati (studi fatti dalla psicoterapeuta Anne Schutzenberger).

Insomma con questo voglio dirle che neppure bisogna colpevolizzarsi se si entra in qualche stato d'animo che potrebbe anche non riguardare la nostra quotidianità, gettandoci così nel panico perchè non abbiamo ancora strumenti per capire cosa succede nella nostra mente.

Come consiglio generale posso dirle di non rimuginare sul suo malessere, perchè senz'altro gli fornisce energia...

Mi farà piacere sapere come va nel tempo la sua terapia.
Le porgo un cordiale saluto e tanti, tantissimi auguri per la sua vita

Agnesina Pozzi

[#2] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

come gia' le e' stato indicato nel consulto precedente e' necessaria una valutazione psichiatrica.
Il fatto che gli psicofarmaci possano dare dipendenza e' una favola.

Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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[#3] dopo  
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Gentili dott. Pozzi e Ruggiero,
vi ringrazio per la vostra risposta.
Per quanto riguarda la prescrizione della terapia è stata fatta da un medico specializzato in cure omeopatiche dopo una seduta psichiatrica, durante la quale sono riuscita a riconoscere la causa di tale stress e anche i cambiamenti che potrei effettuare. Il mio dubbio è che nonostante la cura omeopatica e il mio tentativo di migliorare la situazione certi sintomi ricompaiono a volte più amplificati di prima. Informandomi ho saputo che se inizialmente si ha la comparsa dei sintomi, anche in maniera più forte, è un messagio positivo dell'organismo che sta reagendo alla terapia. La mia terapeuta però non mi aveva avvertito di tale reazione e quando l'ho consultata mi ha solo consigliato di continuare senza rassicurazioni sulla normalità di queste reazioni.. vorrei solo un chiarimento su quanto riguarda il processo di guarigione perchè non ho ben capito se questi sintomi che ho siano una normale reazione alla cura o se sia segno che invece non sta funzionando.

[#4] dopo  
Dr. Agnesina Pozzi

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Beh!
Cara Signora, inviterei (dopo l'affermazione che la dipendenza da psicofarmaci è una favola) il collega Ruggiero..ma senza polemiche, e molto pacatamente, a contattare l'Istituto Mario Negri, o meglio, il Prof.Garattini, per dire a lui direttamente che le sue ricerche sono inventate, così come le sue "favole";

"favole" che hanno strette analogie anche con altre "favole" pubblicate sulle maggiori riviste scientifiche internazionali.

Cordialmente
Agnesina Pozzi


[#5] dopo  
Dr. Francesco Saverio Ruggiero

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Gentile utente,

la sua affermazione che tale prescrizione le e' stata fatta dopo una "seduta psichiatrica" mi lascia piuttosto perplesso.

La dipendenza da psicofarmaci checche' ne dicano gli illustri colleghi nominati dalla collega che mi ha preceduto non ha nulla a che vedere con la possibile reale valutazione che deve essere seriamente fatta per Lei.

Lei ha la facolta' di decidere dove e come farsi curare pero' credo che sia opportuno fare le esatte valutazioni delle sue scelte soprattutto quando ritiene di aver fatto una "seduta psichiatrica" con delle modalita' che non mi sembrano appartenere alla stessa.

A mio avviso, il consiglio datole in merito alla visita psichiatrica deve darle la possibilita' di avere chiaro il suo quadro patologico e le possibilita' di medicina convenzionale che certamente la possono aiutare a risolvere il problema senza, ripeto, fenomeni di dipendenza tanto incriminati.
La sua giovane eta' deve avere a disposizione tutte le possibilita'
Tra l'altro non mi pare lei faccia menzione di alcuni esami ematochimici effettuati che sono alla base della diagnosi differenziale per qualsiasi patologia comprensivi del profilo tiroideo ed anticorpale, forse e' il caso di farli.



Dr. Francesco Saverio Ruggiero
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[#6] dopo  
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Mi scuso se sono stata in qualche modo offensiva nel commentare l'uso dei psicofarmaci, che assolutamente non considero negativi e la dipendenza era solamente un dubbio al riguardo. Ho solo scelto una terapia anticonvenzionale perchè credo possa essere efficace in casi non troppo radicati come credo possa essere il mio.
La seduta che io ho svolto è stata fatta da una psichiatra psicoterapeuta specializzata in omeopatia e psicobiologia, la quale dopo un lungo colloquio mi ha illustrato le possibilità di cura, le quali consistevano l'una nella somministrazione di psicofarmici e l'altra nell'intaprendere una terapia di tipo omeopatico. Io ho espressamente scelto quella omeopatica, ma vorrei chiarire che non ritengo i psicofarmaci nocivi, che possano creare dipendenza è solo una mia paura, e non contensto assolutamente chi ne fa utilizzo. Ho solo voluto provare un altra via prima di ricorrere alla medicina tradizionale, che, probabilmente senza motivo, mi spaventa.
Per quanto riguarda gli esami ematochimici li avevo già fatti per un altro problema di salute ed erano risultati tutti nella norma.
Ringrazio ancora per aver risposto alla mia richiesta.